Guenther Steiner, ex team principal della Haas, oggi ambasciatore del GP di Miami, ha commentato (con qualche mese di ritardo) il passaggio di Carlos Sainz dalla Ferrari alla Williams e l’arrivo di Lewis Hamilton a Maranello, lasciando intendere che non tutti in squadra siano davvero convinti della scelta.

Secondo Steiner, tra i corridoi della Ferrari serpeggerebbe il rimpianto: Sainz, approdato alla Williams dopo quattro stagioni in rosso, ha già centrato un podio in Azerbaijan, mentre Hamilton sta faticando ad adattarsi alla nuova monoposto. “Alcuni ragazzi dentro il team lo pensano, anche se la dirigenza non può ammetterlo pubblicamente. A Baku la Ferrari ha chiuso ottava e nona, mentre Carlos era terzo. È facile immaginare chi si senta meglio in questo momento”.

Il manager altoatesino ha rincarato la dose, sottolineando come la presenza di Hamilton abbia portato nuove pressioni e distrazioni, distogliendo energie dal lavoro sulla vettura. Con Sainz, sostiene Steiner, c’era più stabilità e fiducia reciproca, mentre il sette volte iridato porta inevitabilmente un peso diverso, dentro e fuori la pista (per Montezemolo invece non ci sono dubbi: è Verstappen il pilota da battere, l’unico).

E poi c’è il fattore economico: ingaggiare Hamilton costa molto più che tenere Sainz, e il bilancio, almeno per ora, non sembra premiare la Ferrari. Hamilton, che ha appena dovuto dire addio ad uno dei suoi più grandi amici, va detto, ha già conquistato la sprint in Cina, ma non è ancora riuscito a salire sul podio in un Gran Premio con la Rossa, fermandosi al massimo a un quarto posto. Comunque la si voglia vedere, per la Ferrari il 2025 rimane un anno di transizione; la sfida sarà trasformare un investimento mediatico come Hamilton in un valore anche sul piano sportivo.