Stefano Domenicali torna a parlare del calendario della Formula 1, sempre più in continua evoluzione, e dell’assenza di Imola nei prossimi anni. Il CEO della classe regina è stato ospite al podcast Passa dal BSMT, dove ha ripercorso la sua carriera, raccontando la crescita personale e professionale, fino al presente in cui guida la Formula 1 verso nuovi obiettivi. Per Domenicali, l’imperativo è rendere la massima categoria sempre più un punto di riferimento globale, capace di unire tradizione e innovazione.

La scelta difficile: fuori Imola, dentro Madrid

Di origini imolesi, Domenicali ha preso la decisione di lasciare fuori il Gran Premio di casa dalla stagione 2026 per permettere al nuovo circuito di Madrid di entrare in calendario. Una scelta che ha fatto discutere piloti, appassionati e addetti ai lavori. Imola, con il circuito del Santerno, è da sempre considerata una tappa storica che ha contribuito a scrivere la storia della Formula 1. L’assenza pesa, ma Domenicali non chiude la porta: “Io non voglio dare per scontato che Imola non potrà più tornare, anzi. Avremo degli slot di rotazione dove se Imola potrà mettere insieme una proposta strutturata, perché no?”. Non un addio, dunque, ma un arrivederci, ma a determinate condizioni.

Monza scelta al posto di Imola

Tra Monza e Imola, la Formula 1 ha scelto il Tempio della Velocità. Entrambi circuiti storici, entrambi amati da pubblico e piloti. Ma perché Monza sì e Imola no? Domenicali è stato chiaro: “Imola è in una città, vive in un contesto abbastanza stretto di sviluppo. È difficile poter pensare che possa essere fatto anche a livello di infrastrutture, di alberghi e perché quello è quello che è. La storicità è un valore, ma può diventare un limite se non ci sono le condizioni di sviluppo”. Una motivazione che va oltre la tradizione: il presente e il futuro della Formula 1 richiedono strutture adeguate, servizi e possibilità di espansione.

Secondo Domenicali, la chiave è negli investimenti: “Parliamo di livelli di investimenti molto diversi rispetto a quelli che c’erano prima. Il contesto è molto più aggressivo e ovviamente non basta essere affezionati a qualcosa”. Oggi la Formula 1 si muove in uno scenario competitivo in cui ogni circuito deve garantire standard elevati e capacità organizzative di livello internazionale. Per tornare a ospitare un Gran Premio, Imola dovrà quindi dimostrare di poter crescere e adeguarsi a un contesto che non ammette passi indietro.

Giovani e futuro: la nuova sfida della Formula 1

Il futuro della Formula 1, secondo Domenicali, passa dalla capacità di attrarre e trattenere le nuove generazioni. Un obiettivo già avviato con il successo della serie Netflix, Drive to Survive, che ha spalancato la F1 a un pubblico giovane e globale. “Per tanti giovani che seguono la Formula oggi, andare a correre a Montecarlo rispetto al nuovo circuito di Las Vegas è indifferente. […] La storicità deve essere sostenuta dall’essere una struttura che guarda al futuro, che dia la possibilità di investire per migliorare”. Tradizione e fascino storico restano un valore, ma non bastano: serve una visione proiettata al domani, capace di coniugare passione e modernità.