Tra i dettagli passati quasi inosservati del Gran Premio di Singapore, c’è stato un momento che ha ricordato a tutti cosa significhi davvero “racing”. Il protagonista è Oliver Bearman, pilota Haas classe 2005, autore di un weekend che profuma di talento vero. Dopo una qualifica straordinaria – chiusa con l’accesso alla Q3 e la partenza dalla nona posizione – il giovane inglese ha confermato tutto anche in gara, mantenendo la nona piazza sotto la bandiera a scacchi. Due punti preziosi per la squadra americana, soprattutto in un fine settimana in cui Esteban Ocon, il pilota più esperto, ha faticato a trovare ritmo e fiducia fin dalle libere.

Debutto sul cittadino più duro del mondiale

Bearman non solo ha retto la pressione, ma ha anche mostrato personalità su un circuito che non perdona: il cittadino di Marina Bay. “Sono davvero felice. Dopo il primo giro, un piccolo incidente mi ha fatto scendere in decima posizione. Poi sono stato nel mirino di Hulkenberg, che era dietro di me ed era molto veloce”, ha raccontato nel post gara. Al via, il giovane britannico si era fatto ingolosire da uno spazio lasciato libero da Hadjar, partito davanti, ma ha preferito alzare il piede per evitare guai. Una scelta di lucidità non scontata per un esordiente su un tracciato così insidioso.

Gestione matura e fame da veterano

Il suo racconto continua con la consapevolezza di chi sa leggere la gara: “In generale, nel primo stint ho avuto molte difficoltà con il bilanciamento della vettura. Abbiamo fatto un buon passo avanti nel secondo stint e in realtà puntavamo all’ottavo posto per la sosta lenta di Alonso. Purtroppo, ho perso una posizione rispetto a lui, sembrava un po’ più veloce di noi oggi, ma sono contento di aver conquistato punti”. Una valutazione lucida, che lascia trasparire maturità tecnica e visione strategica da pilota navigato.

Un sorpasso che vale più dei punti

Ma il momento simbolo del weekend è arrivato nel finale, con un sorpasso costruito al millimetro ai danni di Carlos Sainz. Una staccata tirata fino all’ultimo metro, un incrocio di traiettoria perfetto e una manovra decisa, quasi da veterano, ai danni del pilota Williams. Una mossa che racconta meglio di qualsiasi parola la fame e la fiducia di Bearman. “Su una pista difficile abbiamo disputato un ottimo weekend”, ha commentato. Una frase semplice, ma che fotografa alla perfezione il talento e la solidità di un ragazzo che, a soli 20 anni, sta già guidando come se fosse nel paddock da sempre.