A Singapore è arrivato un risultato solido, concreto, importante. Kimi Antonelli, al quinto posto sotto le luci di Marina Bay, non ha esultato come un giovane rookie che si gode il suo miglior piazzamento stagionale. No, ha reagito da pilota vero: con fame, con quella scintilla negli occhi di chi sa che può e deve puntare più in alto.

Un weekend da protagonista, ma non perfetto

Il tracciato cittadino di Singapore non perdona, eppure Antonelli ha saputo domarlo. Quarto tempo in qualifica, dietro solo a Russell, Verstappen e Norris, e una gara corsa con maturità e controllo.
La Mercedes si è mostrata viva e competitiva, ma Kimi ha voluto subito chiarire che non è il tempo di accontentarsi.

“Ho fatto una grossa sbavatura nel Q3, non sono stato lucido, sono andato oltre il limite della vettura e del grip. Peccato, perché almeno la prima fila era fattibile.”

La dichiarazione rilasciata dal bolognese a Sky Sport F1 riassume perfettamente la mentalità del pilota: anche quando centra un risultato da applausi, il pensiero è già a ciò che non è andato come avrebbe voluto.

Partenza difficile, ritmo eccellente

Il via non è stato dei migliori. La casella sul lato umido della pista gli ha fatto perdere trazione e posizioni preziose. Ma, una volta trovato il ritmo, Antonelli ha mostrato tutto il suo talento.

“L’aderenza era molto peggio sulla sinistra rispetto alla destra, la mia casella era ancora un po’ umida e ho faticato. Il feeling e il passo però erano molto buoni. George ha fatto un ottimo weekend, eravamo molto veloci, quindi per le prossime gare basterà partire più avanti.” (Skysport F1)

La lucidità con cui analizza la situazione è da veterano, non da debuttante. Niente frasi fatte, nessun “va bene così”: solo lavoro, numeri, e consapevolezza.

Il talento che cresce, curva dopo curva

Chi lo osserva da vicino, tecnici, analisti, ex piloti, concorda: Antonelli sta crescendo in modo impressionante. Lo ha sottolineato anche giornalisti affermati, dopo averlo visto andare di traverso in alcune curve, ma sempre sotto controllo, segno di una sensibilità rara.
Un ragazzo che impara, reagisce e soprattutto non si accontenta.

Il quinto posto di Singapore vale molto più dei dieci punti presi in classifica. È un segnale, un messaggio chiaro alla concorrenza e alla Formula 1 tutta: Antonelli è qui per restare, ma soprattutto per vincere.

E quando, a fine gara, ha sorriso solo a metà davanti alle telecamere, il messaggio era chiaro: Kimi vuole di più.
E a giudicare dal passo mostrato a Marina Bay, presto lo otterrà.