Il percorso espositivo è articolato in sei sezioni, nelle quali i visitatori potranno ammirare una collezione d’arte con 65 opere di 30 artisti, provenienti da un importante polo culturale del Nord Europa. A Palazzo Zabarella di Padova, infatti, mercoledì s’inaugura la mostra intitolata “Modigliani Picasso e le Voci della modernità dal Museo LaM” curata da Jeanne-Bathilde Lacourt, che rimarrà aperta sino al 25 gennaio. Promossa dalla Fondazione Bano in collaborazione con il Comune patavino, vede coinvolto nell’organizzazione il Lille Métropole Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut.
APPROFONDIMENTI
DA BRAQUE A MIRÓ
La rassegna propone un approfondimento sull’avanguardia cubista grazie ai dipinti di Picasso, come “Pesci e bottiglie” del 1909, o “Donna con cappello” del 1942, e di Georges Braque, come “La Roche-Guyon” del 1909, o “Il Sacro Cuore di Montmartre” del 1910, per poi considerare il “Tubismo” di Fernard Léger, rappresentato da sei opere, e le ulteriori versioni del cubismo testimoniate dai quadri di Léopold Survage, Eugène Nestor de Kermadec, Francisco Borès e dalle pietre policrome di Henri Laurens. Ci sono poi i capolavori di Amedeo Modigliani, tra cui il ritratto di “Moïse Kisling”, “Ragazzo dai capelli rossi”, “Nudo seduto con camicia” e “Maternità”.
Non mancano le testimonianze di ulteriori movimenti e avanguardie artistiche del primo e del secondo dopoguerra, come Joan Miró, André Lanskoy, Youla Chapoval, Joaquín Torres-García, le opere di Alexander Calder, e i dipinti stratificati e materici di Eugène Leroy. Invece, “Il mazzo di fiori” di Séraphine de Senlis, “Il chiosco” di Gertrude O’Brady, “Composizione decorativa” di Augustin Lesage, “Dipinto meraviglioso n. 35” di Fleury Joseph Crépin faranno scoprire agli appassionati di pittura le vie alternative di un’arte “autodidatta”, più spontanea, istintiva, naïf come erano definiti questi artisti, in grado di esprimere altrettanta poesia e spiritualità. Non solo quadri, però, perché a Palazzo Zabarella ci si confronterà pure con l’Art Brut attraverso due sculture in granito di Antoine Rabany, che lo stesso Dubuffet (presente in mostra con l’opera “Pane filosofico”) aveva contribuito a far conoscere e con un’opera in legno di Auguste Forestier.
«Nell’ambito del dialogo avviato negli ultimi anni dalla nostra Fondazione con istituzioni museali di rilevanza internazionale ha sottolineato il presidente Federico Bano tra cui il Brooklyn Museum di New York e quello di Grenoble, ora è la volta del LaM. Nella fattispecie, ai protagonisti delle avanguardie storiche e agli artisti più noti, se ne aggiungeranno altri che aprono a scenari artistici inediti più vicini alla contemporaneità. Tra i numerosi capolavori che si potranno vedere a Palazzo Zabarella spiccano cinque dipinti di Picasso e sei di Modigliani».
LA STORIA
Il Lille Métropole Musée è situato nel cuore del parco di Villeneuve d’Ascq. Il suo allestimento, che risale al 1983, si deve al lascito di Geneviève (1922-2003) e Jean Masurel (1908-1991), che appartenevano a una nota famiglia di produttori tessili del nord della Francia. La donazione comprendeva le opere acquistate da Jean Masurel e quelle avute in eredità dallo zio Roger Dutilleul (1872-1956), industriale e appassionato d’arte, e uno dei più importanti collezionisti dei lavori di Modigliani. In un arco temporale compreso tra i primi anni del Novecento e gli anni Settanta del secolo scorso, Dutilleul (affascinato dalla pittura di Georges Braque e Pablo Picasso è diventato uno dei primi sostenitori dell’arte cubista) e il nipote Masurel hanno messo insieme una rilevante collezione basata sul gusto personale e nel contempo rappresentativa anche dei principali movimenti artistici della prima metà del Novecento in Francia.
Da quel momento, pertanto, il LaM è diventato un’istituzione di riferimento sulla scena culturale europea e si è ancor più arricchito nel 1999 in seguito alla donazione di oltre 3.500 opere d’arte brut, effettuata dall’associazione L’Aracine, fondata da Madeleine Lommel, Claire Teller e Michel Nedjar: da questo momento ha assunto la denominazione definitiva di Lille Métropole Musée d’art moderne, d’art contemporain et d’art brut.
Attualmente conta sulla presenza di oltre 8.500 opere d’arte, pertanto il LaM è considerato il primo polo culturale francese a riunire questi ambiti artistici, offrendo un panorama esaustivo dell’arte del XX e XXI secolo di cui si potrà vedere una selezione nella rassegna che sta per debuttare nel capoluogo del Santo.
L’AMMINISTRAZIONE
L’arrivo dell’esposizione ha incassato il plauso di Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune patavino. «Si consolida negli anni il ruolo centrale di Padova ha sottolineato rispetto alla programmazione delle nuove mostre che vede protagonisti di questo “gioco a due” il Centro San Gaetano e Palazzo Zabarella. Ci si alterna, o addirittura si fanno rassegne espositive in simultanea, come quando abbiamo proposto quella dedicata Monet che ha consentito di staccare 400mila biglietti. È un gioco di squadra che ha constato alla nostra città di ritagliarsi un ruolo tra i più prestigiosi nell’ambito della progettazione appunto delle grandi mostre nel contesto del nordest».