Vanni Frajese torna in diretta a parlare del tema dei vaccini anti-Covid, commentando un recente studio coreano condotto su circa otto milioni di persone. Secondo quanto riportato, la ricerca avrebbe evidenziato un incremento significativo dell’incidenza di alcuni tipi di tumore nei soggetti vaccinati rispetto ai non vaccinati, durante il primo anno successivo alla somministrazione.
Un confronto scientifico
Frajese ha sottolineato come questo dato sollevi interrogativi sul funzionamento del sistema immunitario e sull’effettiva sicurezza a lungo termine dei nuovi vaccini a mRNA. Il professore ha espresso la speranza che, prima o poi, anche le istituzioni affrontino in modo trasparente le criticità scientifiche emerse, oltre alle questioni politiche e amministrative che hanno caratterizzato la gestione dell’emergenza pandemica.
La letteratura scientifica starebbe già producendo numerosi segnali di allarme ma gran parte della comunità accademica e sanitaria continuerebbe a ignorarli, generando così una situazione di stallo: se non si comprendono appieno i fenomeni biologici in gioco, diventa difficile anche stabilire come affrontarli o curarli.
Un dibattito dominato dal “megafono” mediatico
Uno dei problemi principali riguarda l’asimmetria nella comunicazione scientifica. Da un lato c’è chi continua a sostenere la narrativa consolidata della “sicurezza ed efficacia” dei vaccini; dall’altro, chi propone un approccio più critico e prudente, ma dispone di un megafono mediatico molto più piccolo.
La strada da percorrere è una: avere la possibilità di un confronto pubblico basato esclusivamente su dati e pubblicazioni scientifiche, privo di etichette o attacchi personali. Molti dei dubbi sollevati nei primi mesi della campagna vaccinale starebbero oggi trovando riscontro in alcuni studi, compresi quelli che indagano la presenza della proteina Spike all’interno di cellule tumorali. L’attuale classificazione dei vaccini a mRNA come semplici ‘vaccini’ è fuorviante, poiché si tratterebbe a tutti gli effetti di terapie geniche.
In un sistema democratico ogni persona dovrebbe poter scegliere come curarsi, se aderire o meno a una sperimentazione o a una terapia di nuova generazione, senza imposizioni dall’alto. Il professore infatti critica l’impostazione adottata durante l’emergenza Covid che a suo avviso ha posto la salute pubblica al di sopra del diritto individuale alla salute. Questo approccio, di conseguenza, ha portato a una serie di forzature, giustificate dall’obiettivo (mai raggiunto) dell’immunità di gregge. I vaccini non hanno impedito la trasmissione del virus, eppure il dibattito continua a ruotare attorno alla loro presunta efficacia assoluta.
Arrivati a questo punto, solo un dialogo aperto tra posizioni diverse, supportato appunto da studi e risultati verificabili, può aiutare a comprendere fino in fondo la reale portata degli effetti dei vaccini a mRNA. Molti ricercatori speravano che le preoccupazioni iniziali si rivelassero infondate. Tuttavia, il numero crescente di pubblicazioni e segnalazioni solleva interrogativi che non possono più essere ignorati. “Finché non si avrà il coraggio di affrontare la realtà scientifica – osserva – resteremo bloccati in un impasse che danneggia la ricerca, la medicina e la fiducia dei cittadini”.
Fonti e riferimenti
Kim et al., 1-year risks of cancers associated with COVID-19 vaccination: nationwide cohort study in South Korea, Biomarker Research, 2025 https://biomarkerres.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40364-025-00831-w
Giacomo Tognini, Tanking Covid-19 vaccine sales are crushing biotech billionaire fortunes, Forbes.com, 29 settembre 2025
https://www.forbes.com/sites/giacomotognini/2025/09/29/tanking-covid-19-vaccine-sales-are-crushing-biotech-billionaire-fortunes/
Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dati copertura vaccinale globale
https://www.who.int/
