Il Giro di Norvegia rischia di non potersi disputare nel 2026. Negli scorsi giorni, infatti, il governo norvegese ha proposto di abolire dal bilancio statale “il regime speciale di sovvenzioni per le gare ciclistiche internazionali” organizzate nel paese, una norma in vigore da quasi dieci anni e che permetteva agli organizzatori di ricevere dallo stato circa metà del budget attualmente necessario per allestire la corsa, da quest’anno presente anche nella versione femminile. Se la proposta andrà in porto, sia l’evento maschile che quello femminile (previsti rispettivamente per il 28-31 maggio e dal 30 maggio al 1° giugno) potrebbero dunque non avere luogo il prossimo anno.
“Se non si desidera organizzare grandi gare ciclistiche in Norvegia, questa è la strada da seguire – ha dichiarato il direttore della corsa Roy Hegreberg a TV2 – Se non cambieranno idea, probabilmente dovremo annullare la gara. In tal caso, dovremo trovare altre fonti di reddito a un livello che non abbiamo mai nemmeno lontanamente raggiunto negli ultimi dieci anni”.
“È assolutamente irrealistico pensare di poter organizzare la gara nel 2026 senza quei milioni – ha proseguito il direttore della gara scandinava – Le gare ciclistiche internazionali sono finanziate da sponsorizzazioni e contributi pubblici. Non è possibile riuscirci senza il sostegno delle autorità pubbliche”.
La proposta arriva dal Ministero della Cultura e delle Pari Opportunità, che ritiene “inopportuno mantenere a lungo termine un regime speciale solo per le gare ciclistiche” e che “gli eventi sportivi in Norvegia dovrebbero essere trattati nel modo più equo possibile”. Argomentazioni non condivise da Hegreberg: “Non viene tenuto conto del fatto che tutti gli altri eventi di questa portata dispongono spesso di grandi impianti che lo Stato, direttamente o attraverso i fondi delle lotterie, ha contribuito a finanziare. Noi non riceviamo fondi dalle lotterie e non abbiamo nemmeno entrate dal pubblico. Penso che non comprendano appieno le esigenze del ciclismo“.
A dire la sua sulla questione è stato anche Alexander Kristoff, vincitore della classifica finale del Giro di Norvegia 2019 e di undici tappe e che, recentemente ritiratosi, è stato nominato ambasciatore della corsa: “Questo non è un evento che genera profitti, ma va in pareggio, quindi sarà davvero impossibile se non otterremo quei milioni. Con gare sia maschili che femminili, è forse la corsa più importante dell’anno in Norvegia, quindi non poterla organizzare sarebbe un duro colpo per il ciclismo norvegese. Spero che i politici tornino sui loro passi”.
