In questa stagione la Decathlon AG2R La Mondiale si è confermata ai vertici del panorama ciclistico, ma senza fare quel passo in avanti prospettato ad inizio anno. I numeri sono complessivamente in linea con i dodici mesi passati, seppur leggermente inferiori, con il numero di vittorie che passa da 30 a 26 e una posizione persa nella classifica UCI. La sensazione è però che il management della squadra francese si aspettasse qualcosa di più e infatti nel 2026 ci sarà un profondo rinnovamento dell’organico, con diversi big messi sotto contratto e qualche addio illustre. Questa stagione sarà inoltre ricordata come l’ultima dello storico sponsor AG2R La Mondiale, visto il passaggio completo di quote a Decathlon e l’arrivo di CMA CGM come co-sponsor, per un nuovo corso ancora più ambizioso.
TOP
Nessuna vittoria stagionale, ma un contributo decisivo sia in termini di punti che di visibilità alla squadra pongono Felix Gall tra i promossi. L’austriaco ha saputo rilanciarsi alla grande dopo un 2024 nettamente al di sotto delle aspettative, tornando a mostrare quelle qualità in salita che lo avevano messo in luce nelle annate precedenti. Quinto posto in classifica al Tour de France e ottavo alla Vuelta a España, riuscendo a restare sempre nel gruppetto dei migliori nelle principali tappe di montagna. Un corridore che è riuscito a trovare la regolarità che gli era sempre mancata per poter fare classifica nei Grandi Giri, anche se dovrà fare il salto di qualità per provare a salire sul podio. Una stagione in cui ha ottenuto piazzamenti importanti anche nelle brevi corse a tappe, in particolare il quarto in classifica al Tour de Suisse, ma indubbiamente è mancato il grande acuto nella frazione singola.
Chi invece è riuscito a trovare una stagione memorabile in termini di vittorie è sicuramente Nicolas Prodhomme, che a 28 anni ha centrato il primo successo da professionista al Tour of the Alps e poi non si è più fermato, andando a toccare quota sei centri nell’anno. Tra questi troviamo l’unico successo in un Grande Giro ottenuto dal team francese, ovvero la vittoria nella 19ma tappa del Giro d’Italia, con la straordinaria impresa solitaria sul traguardo di Champoluc. Una giornata memorabile che gli ha dato una spinta decisiva e una rinnovata consapevolezza dei propri mezzi. Infatti la stagione è proseguita con ottime prestazioni nelle corse francesi, con le vittorie alla Route d’Occitanie, al Tour de l’Ain e alla Polynormande.
Annata con sei successi anche per Dorian Godon, tra cui spiccano i due centri ottenuti a fine stagione, in cui nell’arco di una settimana si è imposto allo sprint sia alla Coppa Bernocchi che al Tour de Vendée. Inoltre è arrivata anche la grande soddisfazione di vestire la maglia di campione nazionale francese, a cui si aggiungono i successi al Tour des Alpes-Maritimes e al Tour Poitou. Vittorie di peso sono arrivate anche da Andrea Vendrame e Paul Lapeira, entrambi a segno in gare WorldTour e vincitori di tappe al Tour du Limousin. Il nativo di Conegliano ha centrato la vittoria alla Tirreno-Adriatico, riuscendo a precedere Thomas Pidcock nell’arrivo impegnativo di Colfiorito. Non è arrivata invece la terza vittoria in carriera al Giro d’Italia, dove ha comunque provato a lasciare il segno come sempre, entrando in quattro fughe. Il francese si è imposto al Tour de Pologne, in una stagione in cui non ha però corso nessuno dei Grandi Giri, prediligendo un calendario meno intenso, in cui è riuscito ad arrivare in forma a fine stagione, con tre top5 tra Coppa Agostoni, Tre Valli Varesine e Paris-Tours.
Menzione a parte merita il giovane talento Paul Seixas, che in questa stagione ha confermato ulteriormente il proprio enorme potenziale. I risultati più significativi sono arrivati con la maglia della nazionale, visto la conquista del Tour de l’Avenir, della medaglia di bronzo agli Europei e di quella d’argento ai Mondiali nella crono mista, ma anche con il team è riuscito a lasciare il segno, pur con un numero limitato di corse. Infatti il 19enne francese ha centrato un settimo posto a Il Lombardia, diventando il corridore più giovane degli ultimi cent’anni a chiudere nella top10 in una Classica Monumento. A questo si aggiunge anche l’ottavo posto nella generale del Giro del Delfinato e la maglia a punti al Tour of the Alps.
Restando in tema di giovani promesse, si è messo in luce anche Bastien Tronchon, che ha confermato le proprie abilità nei percorsi impegnativi, aprendo la stagione con un quinto posto in classifica al Tour Down Under e poi centrando il successo in una classica di prestigio come la Tro-Bro Léon, davanti al compagno di squadra Pierre Gautherat. Anche quest’ultimo ha fatto una stagione positiva, confermando le doti di velocista resistente e vincendo una tappa alla 4 giorni di Dunkerque.
Altro talento francese in rampa di lancio è Léo Bisiaux, che alla prima stagione da professionista si è imposto in una tappa della Vuelta a Burgos, mettendosi alle spalle corridori del calibro di Giulio Ciccone, Giulio Pellizzari e Isaac del Toro. Segnali incoraggianti in vista del prossimo anno sono arrivati anche da Jordan Labrosse e Rasmus Søjberg Pedersen, che hanno ottenuto piazzamenti di rilievo, rispettivamente un quinto posto alla Vuelta e un quarto al Tour of Guangxi.
Un apporto importante in termini di risultati nelle cronometro è arrivato invece dall’esperto Bruno Armirail, che oltre a conquistare il titolo di campione nazionale nella prova contro il tempo, ha centrato un quarto posto nelle crono di Tour e Vuelta. Contributo che non è mancato nemmeno da parte di Clément Berthet, che con la sua regolarità ha centrato diversi piazzamenti, e di Callum Scotson, sempre a disposizione dei compagni di squadra nelle corse principali.
+++ Felix Gall
++ Nicolas Prodhomme
+ Dorian Godon
FLOP
Un’altra stagione sotto le aspettative per Sam Bennett, che anche quest’anno non è riuscito a trovare lo spunto nelle volate che contano. Due tappe al Tour de la Provence e altrettante al Tour de la Loire sono un bottino troppo risicato per un corridore che fino a qualche anno fa era in grado di imporsi in modo netto nei Grandi Giri. Invece nel 2025 si registra solo un sesto posto nella quarta tappa del Giro d’Italia, senza poi riuscire nemmeno a centrare altre top10. A 35 anni viene da chiedersi se ha ancora la possibilità di tornare protagonista nei grandi palcoscenici. Per provarci ha scelto di cambiare squadra e di passare nella Q36.5.
Risultati inferiori alle aspettative anche per Johannes Staune-Mittet. Il 23enne norvegese si era presentato dopo l’addio alla Visma | Lease a Bike con l’ambizione di trovare più spazio ed avere i gradi di capitano. Il team francese gli ha fornito diverse chance per poter essere l’uomo di riferimento per la generale, ma lui non è riuscito a lasciare il segno. L’unica top10 in classifica della stagione è quella alla Vuelta a Andalucia, decisamente troppo poco per un corridore capace di vincere il Giro Next Gen 2023 e di arrivare secondo al Tour de l’Avenir dell’anno precedente.
I problemi fisici hanno invece fortemente condizionato la stagione di Benoît Cosnefroy. Il 30enne francese era chiamato a confermarsi ai vertici nelle classiche e puntare ad un grande risultato nelle Ardenne, ma tutto ciò è stato impedito dalle sue condizioni. Costretto a saltare tutte le corse primaverili per un’operazione al ginocchio, il transalpino è tornato in gara solo nel mese di maggio, dove è riuscito a vincere il Grand Prix du Morbihan. La speranza di poter tornare protagonista è però durata poco, perché una caduta nella prima tappa del Giro di Svizzera ha comportato un nuovo infortunio al ginocchio, che ha chiuso definitivamente la stagione e anche la sua avventura con il team francese, visto che nel 2026 correrà con la UAE Team Emirates-XRG. Anche Victor Lafay ha dovuto fare i conti con un problema al ginocchio, in questo caso trascinato da tempo, che gli ha impedito nuovamente di rendere come sperato. A fine stagione è comunque arrivato un secondo posto in classifica al Tour of Guangxi, ma le precarie condizioni fisiche potrebbero portarlo al ritiro anticipato, visto che al momento è ancora senza contratto.
Tutti deludenti poi i corridori che avrebbero dovuto portare risultati nelle Classiche del Nord. Dries De Bondt mette a bilancio solo un settimo posto alla Dwars door Vlaanderen, Oliver Naesen non porta alcun risultato di rilievo, così come Sander de Pestel e Stan Dewulf, entrambi sottotono rispetto alle annate precedenti. Mancano all’appello anche i risultati nelle cronometro di Stefan Bissegger, che a parte un secondo posto a inizio stagione nell’UAE Tour non ha mai inciso nelle prove contro il tempo. Lontano dai tempi migliori Aurélien Paret-Peintre, che ha raccolto qualche piazzamento di discreto spessore nell’arco dell’anno ma che sembra guardare alla prodezze degli anni passati, successo di tappa del Giro 2023 compreso, come a un lontano ricordo.
Si chiudono senza acuti le carriere di Nans Peters e Geoffrey Bouchard, che hanno annunciato il ritiro. Per entrambi gli ultimi anni sono stati privi di risultati significativi, non riuscendo più a ritrovare quelle prestazioni che gli avevano permesso di essere protagonisti a Giro e Tour tra il 2019 e il 2021. Infine possiamo considerare come una stagione di transizione quella di alcuni giovani, Tord Gudmestad, Noa Isidore, Oscar Chamberlain e Gianluca Pollefliet, che non hanno lasciato il segno, ma avranno ancora tempo per farlo il prossimo anno.
– Dries De Bondt
– Johannes Staune-Mittet
— Sam Bennett
Classifica UCI
Una posizione persa rispetto alla passata stagione, ma con un numero di punti complessivo leggermente superiore. La squadra francese chiude il 2025 con un settimo posto e un totale di 12626,71 punti. Di seguito il dettaglio dei punti raccolti dai migliori 20 corridori nell’arco dell’anno.
Miglior Momento
La vittoria che rimane maggiormente impressa di questa stagione del team francese è anche l’unica ottenuta in un Grande Giro, ovvero quella di Nicolas Prodhomme a Champoluc. Un’azione di grande carattere quella del 28enne transalpino, che è stato tra i primi a lanciare la fuga di giornata e poi è riuscito a restare sempre al comando nei vari tentativi creati nel gruppetto di testa. Sulla penultima salita, il Col de Joux, Prodhomme ha piazzato l’attacco decisivo, restando solo al comando a oltre venti chilometri dal traguardo. Si è così concretizzata una grande cavalcata solitaria, con il francese che è stato l’unico fuggitivo a resistere al tentativo di rientro degli uomini di classifica, tagliando il traguardo in lacrime per la più grande vittoria della carriera.
Volate – 5.6
Classiche – 6.8
Grandi Giri – 7.2
6.5
Un bilancio stagionale nel complesso positivo, ma con qualche nota stonata come la mancanza dell’acuto nelle grandi classiche e risultati significativi negli sprint. Un buon bottino di punti e di vittorie confermano comunque la squadra francese tra le migliori del palcoscenico internazionale. Serve ancora qualcosa per fare il salto di qualità e imporsi stabilmente nelle corse più prestigiose. A conferma di questo sono stati inseriti degli innesti importanti per la prossima stagione, con l’obiettivo di colmare alcune lacune e posizionare la squadra nella top5 mondiale.
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