Valentina Ferragni è brava ad ascoltare?
«Tutti dicono che parlo tanto ma la verità è che mi piace molto quando le persone si aprono con me: mi piacerebbe essere un porto sicuro per gli altri, una persona che può dare un consiglio giusto al momento giusto o anche solo ascoltare senza dire nulla. Togliersi la maschera e far uscire le nostre fragilità con qualcuno senza paura di essere giudicati penso che sia bellissimo».
Lei quando ha imparato ad ascoltarsi?
“Quando ero più piccola andavo dietro alle persone che ritenevo più forti di me, come penso abbiamo fatto tutti. Crescendo ho capito che era importante rivolgere l’attenzione su me stessa anche se, molto spesso, faccio fatica perché sono sempre molto concentrata sugli altri. Dovrei imparare ad ascoltarmi di più».
Da ragazza si sentiva ascoltata?
«Volevo tanto esserlo. Ero molto taciturna e obbediente e non davo nessun tipo di problemi ai miei genitori e alla mia famiglia ma, dentro di me, sognavo di poter dire la mia e di essere ascoltata. Per un periodo ho anche avuto un amico immaginario perché, evidentemente, avevo bisogno di qualcuno che mi stesse vicino: crescendo sono diventata la persona che sognavo di essere, ed è stato un regalo».
Questa scoperta è mai passata attraverso una ribellione?
«Non nel senso classico. Sono sempre stata molto diligente, anche se i miei genitori mi hanno fortunatamente sempre permesso di fare le mie esperienze. Ho imparato a capire che potevo andare bene per quella che ero senza per forza dimostrare di essere qualcosa di diverso».
Lei è partita come «sorella di Chiara Ferragni»: avrebbe potuto vivere di luce riflessa ma non l’ha fatto. Quando ha capito che era giusto staccarsi da quell’etichetta e fare qualcosa per proprio conto?
«Ognuno di noi è diverso e ha una storia da raccontare. Nel mio caso, ho sempre trovato tristi quelle persone che pensavano che fossi uguale a mia sorella senza conoscermi. Essere etichettata come ”sorella di” mi è spiaciuto, anche perché dico sempre che preferisco essere odiata per la persona che sono anziché per essere semplicemente la sorella di qualcun altro. È stato molto difficile togliersi quel pregiudizio di dosso ma, quando nel 2020 ho aperto il mio brand, ho capito per la prima volta che potevo piacere agli altri per qualcosa di mio e di nessun altro: quella è stata una vera botta di autostima che mi ha aiutata a capire che avevo anch’io qualcosa da comunicare al mondo».
Finora pensa di essere stata capita dal pubblico?
«Sono stata capita da tutti quelli che hanno avuto voglia di ascoltarmi e di capirmi. Se ragiono in questo modo, penso di essere stata capita e apprezzata».
Che cosa non è stato ancora visto di Valentina Ferragni, per lei?
«Che sono una persona diversa da mia sorella. Ci è voluto un po’ di coraggio e tanta forza di volontà per dimostrare di valere agli occhi degli altri, e vorrei che questo mi venisse riconosciuto».