Produzione danese WeShort Originals interamente girata in Groenlandia, The Thief è il cortometraggio che si è qualificato per concorrere agli Oscars 2026.

Storie che lasciano il segno.

Con questo obiettivo prosegue la partnership tra WeShort e Coming Soon, ovvero valorizzare il cinema breve attraverso una nuova sinergia editoriale e distributiva mainstream. L’obiettivo è quello di dare voce alle storie più urgenti e autentiche del nostro tempo, raccontate con il linguaggio potente e immediato del cortometraggio.

Quella di The Thief è una storia importante che ruota intorno a Kaali, un giovane ragazzo autistico. Un giorno scopre che il suo unico e inseparabile cane è stato scomparso. Pensando che qualcuno lo abbia portato via con sé, Kaali si lancia in un’estenuante ricerca del responsabile nel villaggio di Tasiilaq, nella Groenlandia orientale. Qui si trova a fare i conti con la propria diversità. Quando finalmente ritrova il cane, decide di riprenderlo, ma si trova di fronte a due domande: è stato davvero qualcuno ad averlo preso? E vale la pena rischiare la sua unica amicizia per riportarlo a casa?

Per vedere gratuitamente The Thief, con un breve break pubblicitario, è sufficiente avviare il player.

Scritto e diretto da Christoffer Rizvanovic Stenbakken, The Thief (il cui titolo originale è Anngeerdardardor) è un cortometraggio del 2025 girato interamente in Groenlandia. La fotografia è firmata da Philip Peng Rosenthal, il montaggio è di Laura Skiöld Østerud, mentre sound design e musiche originali sono a cura di Becca Reyes. I protagonisti sono Kamillo Ignatiussen che interpreta Kaali, Mikkel Paalu P. Bianco nel ruolo di Baatila e Simujooq Ikila in quello di Kaalis Far.

The Thief è un’opera WeShort Originals realizzata con il supporto di SunTower Entertainment Group, Focus Movie Academy, NAPA – The Nordic Institute in Greenland, Nuna Fonden, Sermeq Fonden, Sermersooq Kommune, Air Greenland, Kraemers Grønlandsfond.

Il cortometraggio ha avuto la sua prima mondiale al 75° Festival di Berlino nella sezione Generation Kplus e vanta una lunga lista di partecipazioni ad altre manifestazioni internazionali come il Trento Film Festival, il Rio de Janeiro Interna&onal Short Film Festival, il Kraków Film Festival, il Norway Short Film Festival, l’Odense International Film Festival dove ha vinto il premio come Miglior Cortometraggio di fiction Danese.

Questa importante serie di riconoscimenti qualificano ufficialmente The Thief per la corsa alla nomintation agli Oscar 2026.

The Thief: chi è il regista Christoffer Rizvanovic Stenbakken

Christoffer Rizvanovic Stenbakken (nato nel 1987) è sceneggiatore e regista originario di Tasiilaq, nella Groenlandia orientale. Attualmente vive a Copenaghen, dove lavora come libero professionista nel cinema e nella televisione. Il suo approccio alla regia si fonda sulla ricerca di verità e autenticità, sia nei personaggi che negli ambienti. Predilige uno stile naturalistico e immersivo, alimentato da un’autentica indagine umana e sociale.

Profondamente legato alla Groenlandia orientale, si impegna a raccontare storie nuove e inaspettate provenienti da un territorio che ha molto più da offrire rispetto alla sua immagine tradizionale. Nel 2022 ha inoltre realizzato la serie podcast “Tilbage til Tasiilaq” per l’emittente nazionale DR, in cui ripercorre il suo ritorno nella città d’infanzia insieme all’amico Carl Taunajik Florian Sørensen.

Abbiamo raggiunto Christoffer Rizvanovic Stenbakken per una breve intervista.

Christoffer, in The Thief seguiamo il percorso di un ragazzino autistico che affronta il senso di diversità e appartenenza. Che riscontri hai avuto dal pubblico nei tanti festival in cui il tuo corto è stato presentato?

Ho ricevuto feedback davvero positivi da molti tipi diversi di pubblico. Quello che mi sorprende di più è quanto le persone, soprattutto i più giovani, si identifichino con Kaali. Onestamente non mi aspettavo che il film potesse viaggiare così bene, perché per me la storia è profondamente radicata in un luogo molto specifico. Ma credo che più una storia è particolare, più possa diventare universale. Almeno, questo è ciò che penso. Credo che le persone si connettano con una verità semplice: è difficile essere diversi, ovunque tu viva nel mondo.

Hai detto di voler mostrare un volto della Groenlandia diverso da quello stereotipato fatto di ghiaccio ed esplorazioni. Qual è, secondo te, l’aspetto più incompreso della vita in questo Paese che il tuo film vuole mostrare?

Volevo realizzare un film su ciò che trovo più interessante della Groenlandia, ossia le persone. Per questo ho evitato di girare troppe scene di ghiaccio o grandi paesaggi. Una delle peculiarità di quest’area è che non esiste una lingua scritta, quindi la gente raramente ha l’opportunità di raccontare le proprie storie. Il luogo diventa facilmente una raccolta di narrazioni esterne, e penso che questo contribuisca alla sua cattiva reputazione. Con The Thief ho voluto mostrare che qui c’è molto di più dei titoli sui problemi sociali e far vedere come un problema apparentemente ordinario possa contenere una storia importante e significativa.

Quali emozioni stai vivendo sapendo che The Thief potrebbe essere selezionato dall’Academy e ottenere una nomination agli Oscar?

Mi sento incredibilmente felice e orgoglioso, sia per me stesso, sia per i giovani di Tasiilaq, sia per tutti coloro che hanno lavorato al film, davanti e dietro la macchina da presa. Mi ritengo molto fortunato a poter mostrare quanto talento abbiano i ragazzi della città e quanto possano ottenere quando qualcuno dà loro un’opportunità.