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Da quando è cominciata la guerra d’aggressione della Russia, l’Ungheria del primo ministro Viktor Orbán ha spesso fatto ostruzionismo contro l’invio all’Ucraina di nuovi aiuti, militari e finanziari, da parte dell’Unione Europea. Ma negli ultimi mesi, mentre i paesi europei progettano l’invio di ingenti aiuti economici, c’è un nuovo paese che sta bloccando tutto: il Belgio.
La Commissione Europea sta lavorando da mesi al progetto di un grande prestito da 140 miliardi di euro che dovrebbe aiutare l’Ucraina a far fronte alle sue spese militari e non solo, in un momento di particolare urgenza: il paese rischia di trovarsi senza soldi nel giro di pochi mesi. Per fare questo grosso prestito, la Commissione vorrebbe usare dei soldi che lo stato russo aveva depositato in Europa prima della guerra, e che sono stati congelati dopo l’invasione.
Tra gli investimenti russi in Europa ci sono 185 miliardi di euro provenienti da titoli di stato europei che la Russia aveva comprato e che nel frattempo hanno maturato interessi. Di questi 185 miliardi, la Commissione vorrebbe prenderne 45 per ripagare un vecchio prestito all’Ucraina fatto dal G7, e i restanti 140 consegnarli all’Ucraina. Il problema è che questi miliardi si trovano in Belgio, presso Euroclear, una società finanziaria che tra le altre cose fa da deposito di sicurezza.
Euroclear e il governo belga temono che, se l’Europa darà all’Ucraina quelli che legalmente sono ancora soldi della Russia, potrebbero incorrere in gravi ritorsioni economiche e legali. La Russia potrebbe fare causa a Euroclear o al Belgio stesso e chiedere indietro i soldi dati all’Ucraina, il cui ammontare è sufficiente a mettere in difficoltà l’economia di un paese piccolo come il Belgio (che ha un prodotto interno lordo annuale di circa 600 miliardi di euro). La Russia potrebbe anche mettere in atto ritorsioni di altro tipo, come sanzioni o peggio.

Il primo ministro belga Bart De Wever parla con altri leader europei, ottobre 2025 (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)
In teoria questi rischi non dovrebbero esserci finché rimangono in vigore le sanzioni occidentali contro la Russia, ma il Belgio teme che le cose possano cambiare. Per questo la Commissione ha proposto un meccanismo di garanzia che distribuisca il rischio legale tra tutti gli Stati membri, così che né Euroclear né il Belgio restino gli unici esposti in caso di richieste di rimborso da parte russa.
Il grosso dei paesi dell’Unione è favorevole a questa soluzione, anche alcuni che fino a poco tempo fa erano scettici sull’utilizzo degli asset russi: qualche settimana fa il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha scritto un editoriale sul Financial Times in cui appoggiava pubblicamente l’idea del prestito. Questa soluzione consentirebbe all’Unione di evitare di emettere debito, e soprattutto eviterebbe di dover approvare un nuovo trasferimento con voto unanime, che incontrerebbe il veto dell’Ungheria.
Venerdì la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha incontrato il primo ministro belga Bart De Wever per cercare di convincerlo. Una decisione definitiva sarà presa alla prossima riunione dei leader europei, prevista per metà dicembre.