Caricamento player

Domenica pomeriggio Jannik Sinner ha vinto le ATP Finals, il torneo giocato a Torino tra gli 8 migliori tennisti dell’anno. Lo ha fatto battendo in finale il suo grande rivale, lo spagnolo Carlos Alcaraz, e chiudendo così un’altra stagione giocata ad altissimo livello. Nel 2025 Sinner ha vinto più del 90 per cento delle 63 partite giocate nel singolare, ed è arrivato quasi sempre in finale nei tornei a cui ha preso parte.

Sono risultati fenomenali per un giocatore di tennis, ancor più notevoli se si considera che tra febbraio e maggio Sinner non aveva giocato nessuna partita perché squalificato per il caso clostebol, e che in quel periodo aveva saltato quattro tornei della categoria Masters 1000 (la seconda per importanza, nel tennis). Per i primi due mesi della squalifica non aveva nemmeno potuto allenarsi in strutture sportive ufficiali e con tesserati, cioè nemmeno con i suoi allenatori.

Ciononostante Sinner ha finito il 2025 in modo eccellente, con il secondo posto del ranking mondiale (dopo essere stato a lungo primo) e con 6 trofei vinti: i tornei di Vienna e di Pechino (della categoria ATP 500, la terza per importanza del tennis), il torneo della categoria Masters 1000 di Parigi, le ATP Finals e soprattutto Wimbledon e l’Australian Open. Sono due dei quattro tornei del Grande Slam, i più importanti e prestigiosi del tennis.

Negli altri due, il Roland Garros e lo US Open, Sinner è arrivato in finale, perdendola in entrambi i casi contro Alcaraz, l’unico giocatore che in questa stagione ha vinto più trofei di lui. A guardare solo i trofei e la posizione nel ranking mondiale, il 2025 di Sinner sembra essere stato un anno peggiore del 2024, quando aveva vinto più trofei (lo stesso numero di Slam, anche in quel caso le ATP Finals, e però tre Masters 1000 anziché uno) e aveva chiuso per la prima volta al primo posto nel ranking mondiale.

Eppure lo stesso Sinner, dopo le ATP Finals, ha detto di essere un giocatore migliore rispetto a un anno fa. In effetti quest’anno ha dimostrato maggior continuità, giocando 10 finali su 12 tornei (pur con tre mesi di attività in meno). L’anno scorso si era fermato a 9 finali. È diventato inoltre il quarto tennista della cosiddetta “era Open” – quella che comincia nel 1968, quando il tennis dilettantistico e quello professionistico vennero unificati – a raggiungere la finale di tutti gli Slam maschili nello stesso anno, dopo Roger Federer, Novak Djokovic e Rod Laver.

Per il secondo anno consecutivo Sinner ha vinto le ATP Finals senza perdere nemmeno un set, e quando si gioca sul cemento e al coperto ha una serie aperta di 31 vittorie consecutive.

Anche se i trofei vinti sembrano suggerire altro (ma c’entrano quei tre mesi e il fatto che nel frattempo è migliorato pure Alcaraz), in questa stagione il livello del gioco di Sinner si è alzato e si è arricchito di nuove soluzioni, pur mantenendo l’eccezionale intensità e costanza nel gioco da fondo campo, da sempre tra i suoi punti forti.

È una cosa confermata dai numeri. Rispetto allo scorso anno la percentuale di punti vinti da Sinner al servizio (cioè quando è lui a battere) è salita dal 71 al 72 per cento, mentre quella di punti vinti in risposta (quando è l’avversario a servire) è cresciuta dal 41 al 43 per cento. Come ha notato Eurosport, quest’anno è diventato il primo giocatore dal 1991 ad aver vinto più game – sia al servizio sia in risposta – rispetto a tutti gli avversari.

Un altro dato notevole del 2025 di Sinner è la percentuale di palle break sfruttate, le volte in cui si è aggiudicato il punto decisivo per vincere il game sul turno di servizio dell’avversario. Nel 2024 la percentuale era del 42 per cento, quest’anno è stata del 45. Vuol dire che Sinner è diventato ancor più determinante nei momenti di maggiore pressione, nei quali spesso si decide la partita. Nella recente finale di Torino contro Alcaraz ha avuto due sole palle break, e le ha sfruttate entrambe.

I progressi di Sinner, sia al servizio che in risposta, possono sembrare minimi perché si tratta di pochi punti percentuali. Ma sono davvero notevoli, perché vuol dire aver migliorato un gioco che era già di altissimo livello, e quindi di per sé difficile da migliorare. Già nel 2024 Sinner era il miglior giocatore al mondo in risposta e uno dei più efficaci al servizio.

Proprio sul servizio Sinner quest’anno ha fatto un ulteriore salto di qualità, tant’è che nel 2025 ha vinto oltre il 91 per cento dei game in cui batteva lui. Una percentuale fuori dal comune, visto che nessun altro giocatore ha superato il 90 per cento. Cambiare e migliorare il servizio non è una cosa da poco nel tennis, perché implica spesso cambiare un movimento e una routine che sono il risultato di anni di allenamenti e ripetizioni.

Secondo The Athletic Sinner quest’anno è riuscito a farlo spostando il gomito del braccio destro (quello con cui tiene la racchetta) un po’ più indietro prima di servire e alzando il lancio della palla. Dall’esterno possono sembrare cambiamenti minimi, ma per un atleta di alto livello come lui hanno fatto la differenza, consentendogli di aggiungere ancor più potenza e precisione al suo servizio.

Se quest’anno il gioco di Sinner è migliorato così tanto è anche grazie alla stimolante rivalità con Carlos Alcaraz, che a sua volta quest’anno è diventato ancor più forte e costante. Entrambi non hanno grandi punti deboli (anzi, sembrano averne sempre meno), entrambi sono sempre più dominanti ed entrambi giocano ogni colpo con una potenza e una precisione senza precedenti nel tennis. Soprattutto, riescono a farlo nei momenti decisivi dei set, nei quali spesso viene fuori la loro superiorità psicologica, oltre che tecnica. Negli ultimi mesi, con l’obiettivo di essere ancor più competitivo contro Alcaraz, Sinner ha cominciato a variare il suo gioco in certi momenti, provando soluzioni come palle corte e discese a rete.

Due eccezionali scambi nel tie break del primo set contro Alcaraz alle ATP Finals

La loro è una rivalità entusiasmante perché giocano un tennis di alto livello, al momento irraggiungibile per tutti gli altri, e perché sembrano migliorarsi a vicenda, in una situazione che – tra loro due – è di grande equilibrio. Contando tutte le loro partite ufficiali hanno giocato 3.302 punti: ne hanno vinti 1.651 a testa, in una situazione (almeno nel totale dei punti) di assoluta parità.

Entrambi, poi, hanno dimostrato di poter battere l’avversario anche in condizioni sfavorevoli: lo ha fatto Sinner sull’erba di Wimbledon, dove Alcaraz non perdeva dal 2022; e lo ha fatto Alcaraz agli US Open sul cemento, superficie su cui Sinner negli Slam non perdeva da oltre due anni.

In totale quest’anno si sono affrontati in sei occasioni (tutte finali): due volte ha vinto Sinner, quattro Alcaraz (una delle quali per il ritiro di Sinner). Tra queste, quella del Roland Garros vinta in rimonta da Alcaraz in cinque ore e mezzo di partita è già considerata memorabile. Insomma, se anche l’anno prossimo le cose dovessero andare avanti allo stesso modo, sembra che gli unici tennisti migliori di questo Sinner e di questo Alcaraz potranno essere solo il Sinner e l’Alcaraz del 2026.