Wout van Aert sta riprendendo gli allenamenti in vista della stagione 2026. Il belga, 31enne, è reduce da una stagione tutto sommato positiva, ingentilita dal successo nell’ultima tappa del Tour de France e dal trionfo nella tappa di Siena del Giro d’Italia. Nell’arco della prediletta stagione delle Classiche, invece, la vittoria non è arrivata, anche se il rendimento del belga è stato molto costante, a un livello molto alto. Il campione della Visma|Lease a Bike aveva comunque dovuto percorrere i mesi di avvicinamento all’annata 2025 con le difficoltà dovute ai postumi dell’infortunio accusato alla Vuelta a España 2024.
Proprio quell’infortunio poteva rappresentare un momento di svolta, in negativo, della carriera di Van Aert: “Il 2025 è stato uno degli anni più duri del mio percorso – le parole del belga in un’intervista concessa a The Athletic nel corso del suo recente viaggio promozionale negli Stati Uniti – L’anno prima avevo avuto due infortuni gravi, visto che dopo la caduta alla Dwars door Vlaanderen mi ero fatto di male di nuovo alla Vuelta. Il secondo incidente è arrivato troppo presto rispetto a quello precedente. Ogni atleta ha i suoi momenti difficili e deve lottare per tornare al livello migliore, ma due volte, così, una vicina all’altra… Mi aveva portato a chiedermi se volessi davvero continuare a fare tutto questo. Mentalmente è stato un periodo complicato”.
Van Aert aggiunge: Fortunatamente, molte delle mie cicatrici non si vedono quando indosso la divisa da gara – il pensiero del corridore belga – Ma ogni volta che mi guardo il ginocchio destro, ritorno rapidamente a quello che ho dovuto passare. Non sono segni di cui vado orgoglioso”.
WVA ha saputo comunque assorbire tutto questo e condurre una stagione 2025 di alto livello: “Durante l’inverno non ho praticamente mai staccato, perché volevo tornare al massimo livello il più in fretta possibile. Poi, ho avuto una buona stagione delle Classiche, anche se è mancata la grande vittoria”. Quella è arrivata al Giro: “Lo avevo iniziato non al meglio, ma, alla fine, tutte queste cose messe insieme hanno reso il successo di Siena ancora più bello. Se vincerò un’altra tappa in un Grande Giro, non sarà mai entusiasmante come lo è stata quella di Siena“.
E poi è arrivata anche la memorabile giornata di Parigi: “Quel giorno sentivo di avere ancora parecchie energie – ricorda Van Aert – Ma riuscire a staccare Tadej Pogačar in quel momento è stato eccezionale. Solo qualche giorno dopo ho realizzato l’impatto che aveva avuto quella vittoria su tanti appassionati di ciclismo”.
Nella testa di Wout van Aert, che in carriera è arrivato a 51 vittorie, ci sono ancora obiettivi da perseguire: “Il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix. Ci ho provato in ogni modo e so che vincerle sarebbe la ciliegina sulla torta per la mia vita sportiva. A un certo punto ho anche pensato di prendermi meno rischi, di evitare i pericoli e quindi di diversificare gli obiettivi. Ma odio gareggiare quando non sono al meglio. Ho capito che corro per mettere in strada la mia miglior versione e voglio evitare di avere rimpianti”.
Il belga sottolinea che “la pressione in quelle gare è molto più alta – il pensiero di WVA – Sono le gare più grandi e più importanti dell’anno e mi danno motivazioni in più. Da belga, poi, so di avere ancora più pressione addosso. A volte è una cosa difficile da gestire. Quando ero più giovane, ero davvero nervoso, perché volevo mostrare agli altri, e non a me stesso, quello che ero capace di fare. Fortunatamente, è una cosa che impari a gestire meglio con gli anni”.
