Più forte di tutto. Del freddo, delle assenze, dei fischi dello stralunato Ayroldi, fortunatamente corretti dal Var, dei pali e dei gol annullati per una rotula in fuorigioco. La Roma non si ferma più. Passa anche a Cremona per 3-1 e torna in testa alla classifica, da sola. Chi pensa che dopo 12 giornate si possa parlare ancora di casualità, fortuna o episodi, continui tranquillamente a farlo. Gasperini se la ride e guarda avanti, forte di una squadra che lo segue come i bambini della Bassa Sassonia facevano con la melodia suonata dal pifferaio di Hamelin. Quella era una leggenda? Poco importa. Perché quello che sta vivendo la Roma è un sogno dal quale nessuno si vuole svegliare. In primis Soulé. L’argentino, abile ieri a smarcarsi dai raddoppi sistematici di Vandeputte e Floriani Mussolini, continua a segnare e chissà se prima o poi anche il ct dell’Argentina Scaloni se ne accorgerà. Da marzo, da quella pennellata a Parma su punizione, Matias è un altro. Da giocatore fumoso e fine a se stesso, si sta trasformando lentamente in uomo squadra. Ranieri lo ha modellato ma Gasp sta completando l’opera convincendolo che può diventare un attaccante decisivo. Con quello di ieri è al sesto gol stagionale, quinto in campionato e al di là del 2-0 col Verona (fondamentale in qualche modo anche quello), segna sempre reti pesanti. Che sbloccano la gara come a Cremona (a Pisa e Glasgow) o la rimettono sui binari corretti (Firenze). La Roma cinica e sbarazzina che guarda tutti dall’alto in basso ha così il volto felice del ragazzino di Mar del Plata ma anche le mani sicure di Svilar, la cattiveria sportiva di Mancini, la qualità di Pellegrini, lo spirito di sacrificio di Cristante e Koné, la corsa dei vari Celik, El Aynaoui e Wesley (autore del 3-0 che ha chiuso la gara), più udite, udite la volontà e la tenacia di Baldanzi in versione falso nove e gli occhi increduli di Ferguson, tornato al gol dopo 393 giorni con una squadra di club (l’ultima rete era stata al Wolverhampton). Siamo arrivati a quasi un terzo del torneo e no, come ripete Gasp, l’artefice di questo capolavoro sportivo, questa Roma non è un miracolo. Ma frutto del lavoro di questo signore in panchina di 67 anni che sta pian piano entrando nel cuore dei tifosi. Senza proclami o frasi ad effetto ma semplicemente con lavoro e risultati.

ESPERIMENTI E SOLUZIONI

A Cremona ne è arrivato un altro ma il 3-1 finale non inganni. Per un’ora in campo c’è stato equilibrio con Nicola che ha provato a complicare la vita ai giallorossi, rinunciando inizialmente a Vasquez per allargare la difesa giallorossa che per l’occasione schierava Ziolkowski centrale a sinistra. Due elementi larghissimi (Vardy a sinistra e Payero a destra) con a turno Bonazzoli e Vandeputte pronti ad inserirsi da dietro. I due hanno così tre occasioni, trovandosi però di fronte uno Svilar decisivo, anche con l’aiuto del palo. Ma tra le tre chance per i grigiorossi, in mezzo ci sono due gol della Roma. Uno bellissimo da fuori area di Soulé, dopo un’incursione di Koné, l’altro in tap-in di Pellegrini, annullato per millimetri dal Var. Giallorossi in controllo, vicini anche al raddoppio (miracolo di Audero su Pellegrini che se la prende con Celik perché gli dà il pallone non rasoterra) e innervositi soltanto da alcuni fischi di Ayroldi che costeranno poi nella ripresa l’espulsione a Gasperini. Prima l’arbitro sanziona Ziolkowki (ma in precedenza c’era un fallo non fischiato contro Wesley); poi non fischia un controfallo di Bianchetti e nella stessa azione sanziona un rigore per tocco di polso di Mancini su tiro di Barbieri che l’on field review annulla, perché non punibile. La Roma cambia volto nella ripresa: dentro El Aynaoui e fuori Ziolkowski con Cristante centrale di destra. Sembra un azzardo e invece la Roma se ne giova con un miglioramento nell’uscita del pallone che porta poi a chiudere il match grazie alle ripartenze. In tal senso gli ingressi di Ferguson e El Shaarawy sono decisivi. Prima l’irlandese, servito da El Aynaoui, e poi Wesley (assist del Faraone) regalano un’altra domenica da incorniciare. In pieno recupero, il gol di Folino aggiorna il tabellino ma non cambia la sostanza. La Roma c’è, segna per la prima volta in stagione tre gol ed è prima in classifica. Così i tremila tifosi a Cremona, incuranti della scaramanzia, trascorrono gli ultimi minuti della partita a cantare il coro storico legato allo scudetto. Del resto sognare, non costa nulla.

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