di
Paolo Tomaselli
Con Sommer in crisi e in attesa di Martinez non ancora pronto dopo la tragedia che lo ha coinvolto, il sogno è il francese in scadenza
Il Milan da 6 partite. La Juve da 3. Il Napoli da 4. L’Inter non vince da 13 gare (6 pareggi e 7 sconfitte) contro le avversarie principali. La tendenza inizia dopo la vittoria della seconda stella (nel derby) e arriva fino a domenica: Chivu non ha invertito il filotto negativo, anzi lo ha peggiorato, con 4 ko in 12 giornate di campionato. «Troppi — riconosce il tecnico romeno — anche se rispetto a Napoli ho visto qualcosa di meglio». Non c’è dubbio.
L’Inter ha creato di più, nonostante fosse «zoppa» sulla corsia destra dove Augusto fuori ruolo non può essere il sostituto di Dumfries in partite del genere. Ma ancora un volta ha sprecato l’impossibile (2o tiri, compreso il rigore fallito da Calhanoglu), prendendo gol alla prima occasione. In questi casi, dal campetto dell’oratorio alla finalista di Champions, la regola è sempre quella: è colpa del portiere, anche perché non è nemmeno la prima volta che con Sommer l’Inter prende gol alla prima occasione.
Chiaro poi che la prestazione monstre di Mike Maignan abbia fatto risaltare in maniera anche troppo impietosa il tuffo lento di Sommer sul tiro di Saelemaekers. E proprio il francese, che lascerà quasi sicuramente il Milan a giugno a parametro zero dopo aver chiesto 5,5 milioni di ingaggio per il rinnovo (su cui Furlani ha glissato), è il grande sogno di mercato dall’altra parte del Naviglio. Un sogno nemmeno troppo proibito, come era invece quello di Donnarumma quest’estate, pure lui a parametro zero ma con uno stipendio in doppia cifra. Maignan non sarà un profilo di quelli richiesti da Oaktree (il francese ha 30 anni e appunto un ingaggio alto), ma di fronte a un’opportunità del genere, che avrebbe un grande valore tecnico, ma anche «psicologico» nei confronti del Milan, la regola è sola una: mai dire mai.
Perché il portiere è troppo importante e vale un grande centravanti. Al punto che la minore reattività di Sommer, decisivo per raggiungere la finale di Champions a maggio, sembra togliere certezze a una difesa che gioca diversi metri più avanti. Senza parlare del dominio in area sui palloni alti. La Champions, come sempre è la medicina. Il Milan punta a tornarci in grande stile, ma Maignan, che si prepara al suo primo Mondiale da titolare con la Francia, vuole esserci da protagonista: uno status che l’Inter si è guadagnata in questi tre anni e che non ha alcuna intenzione di perdere.
La visita all’Atletico domani arriva al momento giusto: perché lo stile di Simeone non è così lontano da quello di Allegri e perché fare punti al Metropolitano sarebbe fondamentale per avvicinarsi alla qualificazione nella top 8. Se Chivu ha confermato Sommer dopo gli errori con la Juve, lo farà anche domani a Madrid. Anche perché Martinez è reduce da uno choc profondo, dopo aver investito e ucciso un anziano con la sua auto, quattro settimane fa. Per tornare in campo, per lo spagnolo lo scenario più adatto potrebbe essere quello della Coppa Italia, col Venezia il 3 dicembre. Forse l’inizio di una nuova storia, nella porta dell’Inter. La più credibile adesso. Ma non la più sognata per il futuro.
25 novembre 2025 ( modifica il 25 novembre 2025 | 07:20)
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