«Da qui partirà un percorso che ci porterà lontano», è la profezia del neo governatore della Campania. Galvanizzato, sicuro di sé perché, lo ribadisce più volte, «Questa maggioranza, questa coalizione batte il governo Meloni che ha messo qui un uomo del suo governo». 

Alle 18.20 con un risultato più che chiaro davanti ai giornalisti si presenta Roberto Fico, l’ex presidente della Camera nella sua nuova veste di presidente della Campania, dopo il lungo decennio deluchiano. Poco prima sono arrivati, insistendo ad essere qui a Napoli, tutti i leader del centrosinistra per festeggiare una vittoria che va comunque oltre tutte le più rosee aspettative. E il grillino della prima ora, l’ex presidente della Camera, esordisce davanti ai giornalisti con un ringraziamento «a tutti i campani per la scelta netta che ci riempie di responsabilità. Hanno creduto in questo progetto e siamo riusciti nell’impresa». E quando inizia a parlare, arriva un urlo dalla platea. È di Giuseppe Conte: «Presidenteeee…». E giù applausi dai militanti venuti da mezza Campania. 

APPROFONDIMENTI

Anzitutto come si sente?

«Emozionato, sto cercando di rispondere a decine di messaggi che arrivano dall’Italia e anche dall’estero»

Che vittoria è stata?

«Sicuramente la remuntada non c’è stata: abbiamo vinto in modo netto nonostante qualcuno abbia cercato di avvelenare i pozzi. Hanno voluto politicizzarla molto questa competizione con un vice ministro candidato e tutti i ministri venuti sul territorio a promettere qualcosa. Da oggi però spero che si abbassino i toni e che si possa tornare a lavorare nel migliore dei modi perché le istituzioni vengono sempre prima di tutto».
Quindi, chiuse le urne e con risultati netti, è il momento di voltare pagina?
«Se non si fa questo saltano le regole ma a noi quello che ci interessa non è litigare con qualcun altro ma come risolvere i problemi dei campani. Per questo, da parte mia, ci sarà massima collaborazione istituzionale, ognuno per le proprie competenze. E poi sono convinto che lavorando in maniera trasparente e guardando alle esigenze delle persone e alla grande bellezza della regione andremo lontano».

E’ stata una campagna durissima: condita da attacchi feroci contro di lei.

«Quando si fanno elezioni amministrative il primo punto è dare risposte agli elettori e cittadini e io ho cercato di rimanere su questi punti. Hanno investito tutto per bloccare la nostra coalizione, hanno lavorato per farci perdere o per perdere poco, invece noi abbiamo vinto in modo netto, con uno scarto importante e soprattutto con l’unione della nostra coalizione. Ma ora dobbiamo metterci al lavoro per governare al meglio e so che lo faremo con le migliori competenze e metodi innovativi. Con la grande ambizione per costruire Campania migliore: perché tutti contano, tutti i diritti contano». 

Il problema sarà tenere unita una coalizione molto larga e, quindi, potenzialmente anche molto litigiosa. 

«Ho sempre detto che noi lavoriamo su dei modelli politici dove mettiamo al centro le tematiche. Oggi (ieri, ndr) abbiamo dato un messaggio importante dalla Campania di una coalizione unita perché ha lavorato sui temi. Quando ci troviamo sui temi, sui beni comuni, sul trasporto pubblico, la sanità pubblica, le imprese, il reddito, il lavoro, il diritto alla casa, siamo un fronte progressista unito che lavora, vince le elezioni e deve lavorare bene in Campania per vincere anche nel 2027». 

Il primo provvedimento da governatore? L’obiettivo dei primi cento giorni di governo a Santa Lucia?

«Il nostro unico focus sarà la Campania. Uscirei dalla logica del primo provvedimento come da quella dei primi 100 giorni, perché sembra come se le cose fossero spacchettate, invece oggi è tutto collegato. Dobbiamo far crescere tutta la Campania. Un investimento importante dovrà essere sicuramente nelle aree interne, nella sanità pubblica e quindi nella medicina territoriale, nel trasporto, nel diritto alla casa. Dobbiamo lavorare su tanti aspetti, altrimenti sarebbe solo un po’ di comunicazione ma noi dobbiamo lavorare seriamente».

Da cosa si parte?

«Partiamo dagli investimenti nei servizi pubblici, la sanità pubblica. Dobbiamo far sì che la persona sia presa in carica dalla medicina territoriale. Se leggiamo qualsiasi tipo di studio ci dice che la medicina di prossimità è il tassello fondamentale. Se fai investimenti in telemedicina, in case di comunità, in ospedali di comunità, l’ospedale torna a essere il luogo dove si possono curare i malati acuti che una volta curati tornano in casa e sono presi in carico dal sistema sanitario territoriale. È un modo per far sì che le liste d’attesa vadano più veloci, è un modo per far sì che gli ospedali non siano più congestionati, i pronto soccorso anche non siano più congestionati». 

La sua giunta? Che tempi ci saranno?

«Vediamo i risultati elettorali, io credo che le forze politiche debbono avere un protagonismo importante, le persone devono essere di qualità, di competenza, che condividano in pieno il programma che ci siamo dati. La guida politica chiaramente sarà la mia». 

Il centrosinistra è rimasto saldamente unito oltre le aspettative.

«È stata una partita politica importante ed è stato importante che tutti i leader siano venuti qui stasera». 

Il governatore uscente De Luca non c’era a festeggiare: vi siete sentiti?

«Assolutamente sì, ci siamo sentiti per messaggio. Abbiamo parlato di temi, del programma e quindi sono contento del rapporto che si è instaurato». 

Sulla strada c’è un provvedimento che può essere nocivo per il Sud come l’Autonomia.

«Dalla Campania con questa vittoria parte un messaggio enorme: gli elettori non vogliono l’Autonomia e noi non ve la faremo fare. Ma è dal Sud, con la vittoria in Puglia di Antonio Decaro, che parte un grande segnale contro questo governo. Noi crediamo che l’Italia sia una, come dice la nostra Costituzione, una sola Repubblica, indivisibile e sono convinto che tante persone del Nord la pensano esattamente cosi». 

Su queste elezioni ha pesato anche l’astensionismo: ha votato il 44 per cento degli elettori.

«Non siamo affatto contenti di questi dati ma sta a noi lavorare affinché alle prossime scadenze elettorali ve ne siano di meno che disertano le urne. Il nostro compito, quindi, sarà far sentire le persone più vicine alla politiche».

La vittoria in Puglia e soprattutto in Campania apre la strada ad uno schema per le prossime politiche.

«Se lavoriamo bene nel 2027 avremo un cambio di maggioranza a livello nazionale. Ma per farlo dobbiamo dare risposte alle persone. Ma da qui, ne sono sicuro, partirà un percorso che ci porterà lontano».