I ricercatori hanno cercato di rispondere alle domande fondamentali su come si forma la memoria osservando il comportamento di topi in un sistema di realtà virtuale, e studiando poi i meccanismi in atto nel loro cervello man mano che formavano ricordi più o meno duraturi. I dati raccolti hanno permesso di identificare tre regolatori chiave che agiscono in diverse aree cerebrali. L’informazione da ricordare viene inizialmente immagazzinata nell’ippocampo, dove si attiva il primo timer molecolare, Camta 1. Dopo un po’ di tempo, entra in funzione il secondo timer, Tcf4, che consente di preservare il ricordo e, infine, arriva poi il turno di Ash1l, che consolida ulteriormente la memoria a lungo termine. Oltre all’ippocampo, sono coinvolte anche le regioni del talamo, che funge da collegamento tra ricordi a breve e lungo termine, e quella della corteccia cingolata anteriore, la casa della memoria più duratura.