di
Sandra Cesarale
Avvio del tour nei palazzetti tra laser, scintille e fiamme. «Voglio vivere bene tutte le tappe, la strada è lunga»
Libera e sensuale. Per il tour nei palazzetti «Ma noi siamo fuoco. Capitolo I», Annalisa racconta la sua forza e le fragilità.
Dal ventre del vulcano al centro del palco escono quattordici ballerini con indosso cappe rosse. Le tuniche cadono in fretta liberando i corpi, Annalisa è la fiamma che tutto accende e si cala dall’alto, sulle note di «Dipende», tra scintille, laser e fiamme. «I temi della libertà e dell’espressione del proprio istinto — spiega dietro le quinte la reginetta delle classifiche — mi sono cari. Sul palco invitiamo a lasciarsi andare e a vivere il corpo che abbiamo vicino come una continuazione di noi stessi».
Diviso in tre «sogni» — il fuoco, il fiume, la tigre — il concerto va avanti per due ore e mezza, fra alcune delle hit («Mon Amour», «Sinceramente», «Bellissima», «Maschio») che hanno consentito all’interprete ligure di guadagnare il primato di donna con più singoli nella parte alta della classifica, non mancano tutte le canzoni del nuovo album «Ma io sono fuoco», pubblicato lo scorso ottobre. «Le incognite ci sono sempre e fanno paura, non mi vergogno ad ammetterlo. Ma non vivo il dubbio come una cosa brutta, per me è sempre uno spunto creativo».
I video, i cambi d’abito— nero e rosso i colori dominanti di shorts, giubbotti, stivali con frange e paillettes —, le coreografie firmate da Simone Baroni, contribuiscono all’idea di show totale. Oltre a ballare e cantare Annalisa si ritaglia una parentesi al pianoforte per suonare il medley che racchiude le sue canzoni più vecchie come «Diamante lei e luce lui», «Una finestra tra le stelle», «Alice e il blu». Al pubblico grida: «Se siamo riusciti a rimanere uniti è perché siamo cambiati in questo mondo che cambia. E dopo 15 anni siamo ancora qui».
Sceglie di intonare le cover di «Sweet Dreams» degli Eurythmics — già proposta nel 2024 a Sanremo assieme a La Rappresentante di Lista — e «Secretly» degli Skunk Anansie; per il suo ultimo singolo «Esibizionista» si lascia ritrarre in un video mentre impugna una pistola, a metà fra una Bond girl e una spietata vendicatrice. «Amica», invece, la canta su un letto al centro della scena. «Cerco di raccontare il mio punto di vista — spiega — legato alla mia esperienza di vita. Io mi faccio sempre un sacco di domande. Sicuramente è importante affrontare il tema dell’equilibrio, della violenza sulle donne e nei rapporti di coppia. Bisogna sempre chiedersi se il luogo in cui ti trovi e le persone che hai intorno ti amplificano o ti rinchiudono in un piccolo recinto. La seconda risposta è quella sbagliata».
Dopo le prime date — tra cui quelle di Roma e Firenze — il tour «Ma noi siamo fuoco» attraverserà l’Italia fino al 13 dicembre, con una serie di sold out, come quelli di venerdì e sabato a Milano.
Il tour nei palazzetti è soltanto il primo capitolo di un progetto più articolato che durerà almeno un anno. «Non voglio esserci per forza, cerco di ascoltare i miei ritmi e le mie idee — commenta Annalisa — sento di aver iniziato un percorso con una strada lunga che non è ancora delineata, la stiamo immaginando. Voglio vivermi bene tutte le tappe, ce ne saranno tante. Siamo all’inizio. Probabilmente alla fine avrò bisogno di una vacanza», assicura anche se i sogni da realizzare non le mancano: «Mi piacerebbe esibirmi in uno stadio. Vedremo se questo desiderio si concretizzerà».
27 novembre 2025
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