Sulla scia di Telegram e un po’ in sordina rispetto ad altre funzionalità più altisonanti e pubblicizzate da Meta, da ormai qualche mese la tanto attesa trascrizione dei messaggi vocali è sbarcata anche su WhatsApp per i principali sistemi operativi mobile, rispettivamente iOS e Android

Nella vita quotidiana capita infatti a tutti di essere impossibilitati ad ascoltare i messaggi vocali del nostro interlocutore di turno, complice l’esigenza di osservare il silenzio in luoghi pubblici come la biblioteca, il cinema o perfino durante le riunioni di lavoro con i colleghi. Se la possibilità di ascoltare l’audio a velocità aumentata già aveva limitato i possibili «fastidi», le trascrizioni dei messaggi vocali rappresentano una vera e propria manna, in grado di evitare eventuali figuracce con chi abbiamo attorno e, diciamocelo, anche risparmiare tempo: lasciando per un attimo in panchina il fattore «umano» che la voce si porta dietro, leggere velocemente un messaggio testuale richiede infinitamente di meno rispetto ad ascoltare un vocale di dieci minuti. 



















































Anche i complottisti possono tirare un sospiro di sollievo per quel che riguarda la privacy dell’intero processo: tutte le trascrizioni dei messaggi vocali vengono infatti generate in locale sul proprio dispositivo di riferimento, e la protezione dei messaggi trascritti è garantita ancora una volta dalla crittografia end-to-end. Nessun messaggio vocale inviato ai server di Meta per la loro interpretazione, dunque. 

Vocali alla mano, nel corso di questi mesi le trascrizioni non si sono dimostrate sempre accurate e impeccabili, ma è capitato che qualche piccola parola non pronunciata in maniera perfettamente scandita sia sfuggita: è evidente che la funzionalità verrà affinata con ogni probabilità nelle successive versioni dell’app, che saranno distribuite da qui ai prossimi mesi. 

Di default, la trascrizione dei messaggi vocali su WhatsApp è disabilitata. Benché si tratti di una funzione apparentemente semplice e intuitiva, abilitarla sul proprio smartphone non è in realtà così scontato, soprattutto per i meno esperti: abbiamo dunque stilato una breve guida passo passo per «sbloccare» la trascrizione dei messaggi all’interno dei rispettivi sistemi operativi mobili.

Come attivarla su iOS 

Il primo passaggio da compiere per l’abilitazione della funzionalità di trascrizione su iPhone consiste nel cliccare su “Impostazioni”, presente in basso a destra, per poi selezionare la voce “Chat”. A questo punto comparirà la sezione «Trascrizione dei messaggi vocali»: è proprio al suo interno che sarà necessario apporre la spunta su «Ricevi le trascrizioni manualmente», e il gioco sarà fatto. Sulla porzione inferiore della schermata è poi possibile scegliere la lingua di trascrizione tra quelle messe a disposizione. 

Da questo momento in poi, ogni volta che riceveremo un messaggio vocale sarà possibile cliccare sull’apposita voce «Trascrivi» (in basso a sinistra) e attendere qualche istante per avere accesso alla relativa trascrizione testuale. 

Al momento la versione iOS è la più «virtuosa» tra i due sistemi operativi in termini di lingue supportate: entrando nel merito, iOS 16 supporta le lingue inglese, arabo, cinese, francese, tedesco, italiano, giapponese, coreano, portoghese, russo, spagnolo e turco. Da iOS 17 in poi, la trascrizione dei messaggi vocali estende il supporto anche ad altre 8 lingue: salgono a bordo il danese, l’ebraico, il finlandese, il malese, il norvegese, l’olandese, lo svedese e infine il thailandese.

Come attivarla su Android

L’attivazione su sistema operativo Android non si discosta poi molto da quanto visto sopra su iOS, anzi, ne condivide gran parte dei passaggi fondamentali: anche in questo caso sarà necessario recarsi nelle impostazioni di WhatsApp e toccare la voce «Chat», all’interno della quale avremo la facoltà di attivare (o eventualmente disattivare, se necessario) le trascrizioni dei messaggi vocali. Qui toccherà dunque scegliere la lingua di riferimento, toccando infine «Imposta ora» per scaricare il relativo pacchetto (dal peso di poco più di un centinaio di megabyte ciascuno) e ultimare il processo. 

Come accennato, c’è ancora molta strada da fare per le lingue supportate, ed è proprio l’italiano a mancare all’appello: al momento questa versione comprende esclusivamente la trascrizione dei vocali in inglese, portoghese, spagnolo e russo.

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27 novembre 2025