CERVIGNANO DEL FRIULI (UDINE) – È tutta colpa di Bergman. Perché proprio dinanzi a “Il settimo sigillo” – la pellicola del regista svedese datata 1957, con la Morte che gioca a scacchi insieme al cavaliere Antonius Block – che una ricercatrice friulana ha deciso di studiare le origini della singolare relazione tra il gioco di strategia e la Signora in nero.

«È un progetto che avevo in mente da tempo, ma tra dottorato e altre ricerche era rimasto sospeso», confessa Giulia Lovison, 32 anni, originaria di Cervignano del Friuli, che della passione per il passato ha fatto un mestiere. La giovane è infatti assegnataria di un “Samuel Freeman Charitable Trust Fellow” al “The Medici Archive Project” di Firenze e pure cultrice della materia in Storia del Cristianesimo e delle chiese all’università di Firenze.
Si intitola “Quando la Morte dà scacco matto: genesi e sviluppi di un motivo ludico-tanatologico” il lavoro che le è valso il premio Gaetano Cozzi per saggi di storia del gioco, concorso istituito nel 2016 dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dedicato a giovani studiosi di qualsiasi nazionalità.

La storia del gioco, del resto, è proprio uno dei principali settori di studio della Fondazione trevigiana, in seno alla quale è nata la collana editoriale “Ludica”, cui presto si è affiancata l’omonima rivista, oggi riferimento scientifico a livello internazionale per gli studi nel settore.