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Potresti mai immaginare che il tuo gruppo sanguigno possa influenzare le probabilità di sviluppare un cancro? Non si tratta affatto di fantascienza: recenti studi lo suggeriscono, ed è una scoperta che potrebbe cambiare le carte in tavola per la prevenzione e la diagnosi precoce.
Il gruppo sanguigno: molto più di una lettera su una tessera
I gruppi sanguigni scanditi dal sistema ABO – ovvero A, B, AB e O – non servono solo per stabilire chi può donare sangue a chi. La loro presenza, infatti, deriva dagli antigeni che rivestono i globuli rossi e hanno implicazioni che vanno ben oltre la sala trasfusioni.
Oltre a essere fondamentali per le trasfusioni, questi gruppi influenzano la risposta immunitaria, la coagulazione sanguigna e perfino la nostra suscettibilità a numerose patologie. E – notizia più “fresca” di così non si può – uno studio recente ha perfino evidenziato quale gruppo invecchi meglio. Anche se, al momento, il segreto dell’eterna giovinezza resta ben custodito!
Cancro e gruppo sanguigno: evidenze che fanno riflettere
Passiamo alle cose serie. È già noto che i gruppi sanguigni possono incidere sul rischio di alcune malattie come problemi cardiovascolari o infezioni. Tuttavia, nuove ricerche hanno fatto emergere dati davvero interessanti rispetto al legame con alcuni tumori.
Un maxi studio iraniano – parliamo di 50.000 persone! – ha individuato una correlazione fra il gruppo sanguigno e la mortalità. Dopo sette anni di monitoraggio, i ricercatori hanno scoperto che le persone appartenenti ai gruppi A, B o AB hanno una probabilità maggiore di sviluppare determinati tipi di cancro rispetto a chi possiede il gruppo O. Discriminazione tra globuli rossi? Più o meno!
- Nel dettaglio, le persone con gruppo A affrontano un rischio sei volte superiore di sviluppare un cancro del colon-retto oppure dell’intestino.
- I gruppi A, B e AB presentano invece un rischio maggiore del 55% di incorrere in un tumore allo stomaco.
- Secondo un altro studio che ha coinvolto 18.000 adulti, i soggetti di gruppo AB hanno il 45% di probabilità in più di soffrire di tumore al fegato.
- Buone notizie per chi appartiene al gruppo O (e in parte anche al gruppo AB): avrebbero circa un sesto di rischio in meno per quanto riguarda il cancro al pancreas.
Le differenze sembrano quindi notevoli, eppure…
Sfatiamo qualche mito: nessuna condanna scritta col sangue
Rilassiamoci un attimo: i dati non significano che chi possiede i gruppi A, B o AB sia condannato al cancro! Quello che queste ricerche suggeriscono è solamente una tendenza, importante per puntare i riflettori su possibili strategie di prevenzione mirata, ma tuttora da approfondire.
Le cause? Misteriose come la formula della Coca-Cola. Si ipotizza che gli antigeni propri del gruppo sanguigno possano modulare la risposta immunitaria alle varie minacce, batteri compresi, che a loro volta potrebbero favorire l’insorgenza di certi tumori.
Gli studiosi sottolineano comunque la necessità di prendere questi risultati con la dovuta cautela. In fondo, tanti altri fattori pesano sull’insorgenza del cancro: tra i “soliti noti” troviamo abitudini come il fumo, l’alimentazione squilibrata e il consumo eccessivo di alcol. Insomma, i globuli rossi contano, ma non fanno tutto loro!
Un po’ di numeri: quanto sono diffusi i gruppi sanguigni?
Parlando della Francia, il gruppo A è il più frequente, con oltre il 44% della popolazione – di cui il 7% è Rh negativo. A ruota segue il gruppo O con il 42% (6% Rh negativo), poi il gruppo B al 10% (1% Rh negativo) e infine il gruppo AB, che riguarda solo il 4% dei francesi (1% Rh negativo). Se non conosci ancora il tuo gruppo sanguigno, hai diverse possibilità per scoprirlo, dalla classica analisi del sangue prescritta dal medico, al test durante una gravidanza.
Il legame tra gruppo sanguigno e rischio di cancro non è ancora del tutto compreso, ma queste scoperte aprono la strada a nuove strategie di prevenzione e sorveglianza medica. Dunque, conoscere il proprio gruppo sanguigno non equivale a leggere il futuro, ma può rivelarsi un’informazione preziosa per la salute. E ricordiamoci sempre: oltre ai globuli rossi, è lo stile di vita a fare la vera differenza!
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