di
Simona Marchetti

Il fondatore dei Pink Floyd ha ringraziato l’USB per la mobilitazione generale e per le manifestazioni contro la manovra e il riarmo previste per venerdì e sabato in tutta Italia

Nel primo videomessaggio, registrato lo scorso 10 novembre e pubblicato poi su InstagramRoger Waters aveva pubblicizzato lo sciopero generale di venerdì 28 novembre, organizzato dai sindacati contro la manovra e contro il riarmo. La seconda clip, realizzata il 18 ma resa pubblica alla vigilia della mobilitazione nazionale, è stata invece indirizzata ai portuali di Genova, che l’hanno poi condivisa sui canali social di Usb e Calp. «Sono molto felice di essere con voi», dice il fondatore dei Pink Floyd nell’unica frase che ammette di sapere in italiano. «Quello che mi fa piacere è che siete tutti a Genova, perché noi, le persone del mondo ma, soprattutto, i nostri fratelli e sorelle in Palestina, abbiamo bisogno di voi», spiega Waters in inglese, per poi esaltare l’USB (Unione Sindacale di Base) ripetendo varie volte «bravo, bravo, bravo» e «grazie mille» in italiano. 

«State guidando il mondo – riprende il musicista, tornando alla lingua madre – rappresentate i lavoratori del mondo. Noi, i lavoratori, quindi abbiamo una grande responsabilità, ma non voglio fare un discorso troppo lungo, perché so che molti dei miei amici sono lì (a Genova saranno presenti Greta Thumberg e Francesca Albanese, ndr) e parleranno con voi dal vivo». Dopo essersela presa con gli Stati Uniti e con l’Onu, Waters ha concluso il messaggio suonando la sua nuova canzone, dal titolo “Sumud” («è una parola araba che significa risolutezza, perseveranza e, soprattutto, resistenza») e sottolineando che il brano è ancora in lavorazione.



















































 «Vogliamo fermare la finanziaria di guerra del Governo Meloni – si legge in una nota dei sindacati a proposito dello sciopero generale e delle manifestazioni in programma il 28 e 29 novembre – che impoverisce la popolazione per puntare sul riarmo, bloccare i rapporti con lo stato israeliano che compie un genocidio in Palestina, rimettere al centro le vere priorità del paese: i salari, fermi da 30 anni, le pensioni, i servizi pubblici ed i diritti sociali».

27 novembre 2025 ( modifica il 27 novembre 2025 | 16:54)