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Il nuovo Covid “Frankenstein” fa paura anche solo dal nome, ma ciò che davvero merita la nostra attenzione sono i suoi quattro sintomi principali secondo i medici. Se pensavi che fosse semplicemente l’ennesima influenza stagionale… continua a leggere prima di liquidare tutto con una tazza di tè!

Il ritorno del Covid con il “mostro” Frankenstein

Negli ultimi tempi, la Francia – e non solo – ha dovuto (ri)fare i conti con il ritorno alla grande del Covid-19. La causa? Due nuove varianti: XFG (Stratus) e NB.1.8.1 (Nimbus). Ma la star indiscussa delle cronache rimane la XFG, soprannominata “variante Frankenstein”. E no, purtroppo non parliamo di un mostro letterario ma di una mutazione ibrida del SARS-CoV-2, nata dalla fusione di due diverse “anime” virali, figlia diretta dell’Omicron. Cosa la rende tanto discussa? È più contagiosa e circola in fretta tra la popolazione perché riesce a bypassare in parte la nostra immunità.

La buona notizia è che non sembra causare più forme gravi rispetto alle varianti precedenti. Quella meno bella? I suoi sintomi, spesso confusi con una normale influenza, possono essere facilmente sottovalutati.

Quando il raffreddore nasconde il “peggio”: i sintomi da non ignorare

Il dottor Roger Henderson, medico di base britannico, lancia l’allarme: attenzione ai segnali che assomigliano a un’influenza tosta o a un mega raffreddore. Sottovalutarli può essere rischioso. In particolare, quattro sintomi specifici richiedono una visita medica senza indugio. Ecco quali sono:

  • Difficoltà respiratorie: Il più grave e urgente tra tutti. Il dottor Henderson sottolinea: “Se hai problemi a respirare, non aspettare: rivolgiti subito a un medico”. Questo sintomo può indicare un coinvolgimento delle vie respiratorie che il virus peggiora rapidamente. Se salire qualche gradino ti lascia senza fiato, se l’aria sembra mancare o respirare fa male, nessuna vergogna: chiamare subito un professionista o, se necessario, i servizi d’emergenza. Un fiato corto improvviso resta il campanello d’allarme principale per un possibile aggravamento della malattia, soprattutto nei soggetti più fragili.
  • Impossibilità a idratarsi o alimentarsi: Non riuscire a bere o mangiare normalmente è tutt’altro che banale. Questa perdita d’appetito, a volte accompagnata da una forte stanchezza, può portare a una rapida disidratazione e peggiorare l’infezione. Particolarmente pericolosa per anziani, donne in gravidanza o persone già indebolite. Se la nausea, la bocca secca o i capogiri durano più di 24 ore, meglio non giocare con la fortuna: consulta un medico. Ricordalo sempre: il corpo ha bisogno di liquidi per combattere il virus.
  • Confusione mentale o forte debolezza: “Se ti senti molto debole o confuso – avverte l’esperto – consulta subito un medico”. Questa confusione, spesso trascurata, può indicare che il corpo sta combattendo duramente contro il virus, a causa di sbilanci elettrolitici legati a febbre, disidratazione o scarsa ossigenazione. Se dopo qualche giorno di sintomi lievi sopraggiunge un’inaspettata difficoltà a concentrarsi, un senso di annebbiamento mentale o la fatica nel rimanere svegli, non minimizzare. Gli anziani, i bambini e chi soffre di patologie croniche sono particolarmente a rischio.
  • Improvviso peggioramento dopo una ripresa: Hai l’impressione di stare meglio, inizi a tirare un sospiro di sollievo… ma improvvisamente i sintomi tornano e peggiorano? Secondo il dottor Henderson, questa ricaduta può essere la spia di una reazione infiammatoria dell’organismo o, nel peggiore dei casi, di una sovrainfezione batterica. Se la febbre ritorna, la tosse peggiora o compaiono forti dolori al petto e una stanchezza estrema, non vale la pena “fare l’eroe” da soli: è ora di chiedere aiuto.

I test funzionano (per fortuna), ma la prudenza non è mai troppa

Nonostante il Frankenstein abbia l’abilità di travestirsi da mega raffreddore e confondere anche i più esperti, i test rapidi riescono ancora a intercettarlo. Tuttavia, il dottor Henderson precisa che un autotest negativo non esclude del tutto l’infezione. In ogni caso, monitorare l’evoluzione dei sintomi resta fondamentale. Meglio sempre restare vigili e prevenire piuttosto che curare, soprattutto nei casi sospetti ricorrendo tempestivamente al consulto medico.

Conclusione: ascolta il tuo corpo e non minimizzare

In sintesi, anche se la variante “Frankenstein” può sembrare una versione potenziata di una brutta influenza, la sua imprevedibilità non va sottovalutata. I sintomi descritti vanno presi sul serio, senza farsi sopraffare dalla voglia di autogestione casalinga. Un consiglio pratico? Ascolta il tuo corpo, non trascurare i segnali e, in caso di dubbio, non esitare a chiedere supporto medico! Salutarsi oggi, anche solo al telefono con il dottore, vale molto di più che rimpiangere domani di non averlo fatto.

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