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Non solo Cristina “Chicca” Gogna: c’è un altro atleta – tra gli 87 partiti dall’Italia, un record per la Federazione Sport Italia Sordi – che ha portato l’alto Varesotto alle Deaflympics di Tokyo, le Olimpiadi per le persone sorde. Si tratta di Silvio Siviero, classe 1999, originario di Brenta, che in maglia azzurra e in veste di capitano ha guidato la nazionale maschile di pallavolo arrivando a portare a casa una bella medaglia d’argento.

Un secondo posto meritatissimo per gli azzurri del volley, che si sono fermati in finale contro l’Ucraina (che ha vinto per 3-0), dopo aver compiuto un’impresa memorabile in semifinale battendo al tiebreak la Turchia, campione del mondo in carica.

In virtù di questo importante risultato, il sindaco del Comune di Brenta Gianpietro Ballardin ha scritto alla mamma di Siviero, Cinzia Vendruscolo, per chiederle di trasmettere i complimenti del consiglio comunale e di tutta la popolazione di Brenta al figlio per il successo che lo ha visto «meritatamente ripagato del lavoro e dei sacrifici fatti in tutti questi anni di impegno e di duro lavoro».

«Siviero e i ragazzi della squadra da lui capitanati – commenta il primo cittadino di Brenta – lasciano ai nostri giovani un importante messaggio in cui la vittoria e la sconfitta, anche nell’ambito di una condizione di disabilità, sono parte integrante dello sport. Sono momenti fondamentali per la crescita dei giovani. Ci insegnano a comprendere che bisogna accettare e capire i propri limiti, e a saper crescere dagli errori, per sviluppare l’abilità di migliorarsi senza arrendersi. Ci insegnano che la competizione è sana quando è svolta con lo scopo di migliorare le proprie prestazioni, tenendo sempre ben presente che diventare i migliori non è l’obiettivo principale di uno sport. Che le emozioni, come gioia, felicità, rabbia, tristezza e paura, giocano un ruolo fondamentale nella motivazione e nell’esito della competizione, influenzando la prestazione e il raggiungimento del risultato prefissato».

«Aspettiamo il ritorno di questo nostro campione ricordando le parole del nostro presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sempre sottolineato come lo sport paralimpico sia un’“avanguardia sociale” che promuove valori come l’uguaglianza e il superamento dei limiti, sottolineando che ogni barriera abbattuta è un successo per l’intera società. Facciamo nostre queste sagge parole – conclude Ballardin – augurando che i successi ottenuti ai Mondiali Paralimpici di Tokyo 2025, e altri che sicuramente arriveranno dai prossimi Giochi Paralimpici di Milano-Cortina 2026, possano essere di esempio a promuovere il rispetto e l’inclusione, celebrando le capacità degli atleti e creando una cultura in cui tutti si sentano parte di una comunità, oltre a concorrere a una crescita della sensibilizzazione rivolta non solo alle nuove generazioni, sul valore della diversità, ma capace di creare un clima sociale di superamento delle differenze e di sostegno ad un percorso di crescita e accoglienza».