Arrivato con grandi aspettative, il brasiliano può iniziare in trasferta dall’inizio nel ruolo di Dumfries: una nuova chance per far ricredere tutti. Troppa timidezza e difficoltà a interpretare il modulo lo hanno penalizzato. E a gennaio…
Giornalista
29 novembre – 15:18 – MILANO
A Pisa, città in cui si intendono di oggetti pendenti da un lato, arriva l’Inter con un chiaro problema di equilibrio: la squadra di Chivu pende soltanto a sinistra, almeno da quando Dumfries si è fatto male alla caviglia prima di andare in nazionale. Non avendo l’olandesone che, anche quando non è al meglio, fa comunque valere sulla fascia la propria fisicità, la manovra nerazzurra sgorga quasi naturalmente sulla fascia mancina, lì dove abita Dimarco e Bastoni piomba continuamente alle sue spalle. A destra, il tentativo di arrangiare il mancino Carlos Augusto non ha portato risultati sostanziali perché nelle ultime due cadute, contro Milan e Atletico, il brasiliano non ha quasi mai inciso: il piede “forte” lo porta spesso a tornare indietro e ad appoggiarsi, anziché provare con coraggio la giocata o il cross per le punte che inzeppano l’area di rigore. L’ex Monza è stato, comunque, preferito in entrambe le occasioni all’enigmatico connazionale Luis Henrique, uno dei misteri della stagione: a Pisa, però, il brasiliano potrebbe tornare dall’inizio per la terza volta in stagione con l’obiettivo dichiarato di rovesciare un destino avverso. Un po’ scelta e un po’ necessità, comunque un’occasione da cogliere al volo, anche per allontanare da sé lo spettro del prestito nel mercato di gennaio.
la nuova possibilità—
Luis Henrique, in principio, era considerato proprio il replicante di Dumfries, l’esterno a cui affidarsi per far rifiatare lo spremutissimo Denzel. Le ultime decisioni di Chivu hanno, però, ridiscusso pesantemente la posizione del brasiliano: è stato considerato non ancora pronto per certe battaglie di alto livello come le ultime due a San Siro e al Metropolitano, ma in generale è sempre sembrato timidino, quasi bloccato, nell’approccio alla partita e al ruolo dentro a un 3-5-2 molto codificato. Il tecnico romeno si aspetterebbe ben altra spavalderia e, soprattutto, il tentativo di saltare l’uomo nell’uno contro uno: li dribbling è una dote che manca nella rosa nerazzurra, è proprio ciò che l’Inter cercava quando prima del Mondiale per club decideva di pagare al Marsiglia 25 milioni pur di arruolare l’esterno. Al momento, più in partita che in allenamento, Luis Henrique non ha dimostrato di valere quei quattrini: pesano l’adattamento a un nuovo sistema e naturali difficoltà di comunicazione che si stanno ormai superando, man mano che questo 23enne prende sempre più misura del pianeta in cui è atterrato. Ma pure il lavoro di Chivu è costante, la piantina viene annaffiata giornalmente: lo staff si sofferma particolarmente su di lui, ma tutti concordano su un aspetto della questione. Serve una prestazione convincente in partita per far saltare definitivamente il tappo.
basta prudenza—
Non è certo un caso che Luis Henrique abbia iniziato solo due volte dall’inizio e sempre lontano dalla fornace di San Siro, prima a Cagliari e poi a Verona. In nessuna ha rubato l’occhio, soprattutto nell’ultima al Bentegodi in cui i nerazzurri hanno vinto in maniera fortunosa e bizzarra. Non bastasse, anche stavolta il brasiliano inizierà un match lontano da casa e nessuno può stupirsene: la scelta è assai strategica, nasce da una precisa impostazione dell’allenatore. Pochi come Chivu sanno quanto sia esigente il Meazza vestito di nerazzurro, quanto lo stadio sia abituato a mugugnare quando qualcuno è messo nel mirino dal tifoso bauscia dalla bocca buona. Visto l’inizio complicato in questa nuova avventura, serve prima qualche prova convincente lontano da casa e la possibilità potrebbe arrivare giusto domani a Pisa. “Gigi”, lo chiamano così per assonanza con tono scanzonato dentro allo spogliatoio, avrà poche cartucce a disposizione, ma sapeva da giorni che sarebbe arrivato il suo momento in questi giorni caldi: prima ancora di atterrare in Spagna, Chivu gli aveva comunicato che gli avrebbe concesso minuti tra la sfida di mercoledì al Metropolitano e quella di domani all’Arena Garibaldi. La scelta è caduta naturalmente sulla gara più comoda ma Luis vorrebbe convincere il tecnico che la prudenza stavolta è stata troppa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA