di
Massimiliano Nerozzi
Trascinata dalla fantasia di Yildiz la Juventus ritrova il successo, batte il Cagliari e si porta a ridosso della zona Coppe
L’Yildiz Football Club ne vince un’altra, stavolta in senso che più letterale non si può, griffando il gol del pareggio (da puntero) e del sorpasso (da numero 10), dopo che in Norvegia aveva cambiato ritmo e inerzia, facendo di una gelateria una discoteca, pure senza aver segnato: «Yildiz va dove gli pare, è più bravo di quel che gli posso dire io di dove andare», dice alla fine Luciano Spalletti. Interpellato, l’allenatore, sul gioco a premi che ormai si trascina da mesi, e da tanti allenatori, ovvero, dove debba giocare Kenan per rendere al meglio: «Ora che sono qui le sento tutte — sorride il tecnico — telefonate in cui mi dicono di farlo giocare in mezzo, no a sinistra, ma siete 50 e 50, decidetevi».
C’è anche da piangere in una serata come questa, viste le lacrime di Dusan Vlahovic, uscito ko agli adduttori della gamba sinistra: «S’è stirato, starà fuori per un po’», riassume Spalletti. Nell’attesa — di David e Openda, anche — la Juve batte in rimonta il Cagliari (2-1) e puntella la classifica all’imbocco di un ciclo piuttosto impegnativo, dopo la sfida di Coppa Italia di martedì, qui con il Cagliari: on the road a Napoli e Bologna, e in mezzo la Champions, poi di nuovo all’Allianz, contro la Roma.
Da pesare valore e ambizioni di Madama. Oggi, as usual, non è stata semplice, con quell’avvio complicato tra il blitz del Cagliari — grande incursione di Palestra, uno made in Gasperson, e tocco di Esposito — e l’arena che rumoreggiava: per l’approccio non irresistibile e, la curva, per alcune ammende della squadra a causa di striscioni non autorizzati ma esposti nelle scorse partite. Difatti, i primi cori della sud sono stati contro la polizia e per «i diffidati». Conferma l’analisi Spalletti: «L’approccio è stato timido, c’è poco da fare, abbiamo fatto molto meglio nel secondo tempo; quando la squadra è andata a cercare gli spazi senza essere scolastici». Finendo per correre il rischio di un punteggio in bilico fino alla fine: «Poi certo, se non concretizzi, rischi». Insomma, «non benissimo, ma alla fine è stata una vittoria meritata».
Così, dopo i primi 25 minuti a ritmi da amichevole e poca ricerca della profondità, entra in campo l’Yildiz Fc appunto, innescato da due recuperi, su orrori in uscita del Cagliari. Prima, Kenan piomba su un pallone in area con la furia del centravanti, poi si inserisce leggiadro, con la classe del trequartista, tra slalom e tiretto imprendibile. Stavolta, pure in fondo a una bella combinazione: Koop-McKennie-Kalulu e, appunto, il turco. De nuevo tu. Ripresa decisamente più brillante, con diverse occasioni create, ma pure con approssimazione e imprecisione, in rifinitura e in finalizzazione. L’arte che, d’ora in poi, toccherà a David e Openda: «Certo, gli ci vorrebbero due-tre gol, avrebbero un po’ più di sicurezza e sarebbero più tranquilli». Sono ragazzi top — chiude Spalletti, con un certo buonumore — ma «se sembri timidino gli altri ti prendono a schiaffi». Consiglio: «Abbiano un po’ più la facciattina di c.».
29 novembre 2025 ( modifica il 29 novembre 2025 | 22:00)
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