di
Erica Dellapasqua
Una delle alunne citate: «Fa paura la forza che chi ha scritto pensa di poter esercitare. Chiedo la sospesione»
S., quinta liceo, è tra le studentesse citata nella «lista stupri» apparsa in un bagno del Giulio Cesare di Roma, classico da sempre in vetta alle classifiche Eduscopio sulle migliori scuole.
Come avete scoperto la lista?
«Giovedì, dopo la ricreazione: un mio compagno l’ha vista entrando in bagno, l’ha fotografata e poi ce l’ha mostrata in classe, così lo sono venuti a sapere anche i professori. E poi subito i rappresentanti hanno denunciato l’accaduto e insieme all’intera comunità scolastica il giorno dopo hanno organizzato un’assemblea straordinaria».
Poi è stata cancellata.
«L’ha cancellata lo stesso ragazzo, schifato da quello che aveva appena visto. Ha fatto la foto col cellulare per documentarla, ma ha voluto cancellarla subito».
Che idea vi siete fatti? Con che criterio sono stati scelti quei nove nomi?
«Sono i nomi di otto ragazze e un ragazzo, senza personalizzare troppo diciamo che si tratta di persone molto attive nei collettivi e nel mondo della rappresentanza studentesca, come me: anche io sono in un collettivo, da sempre mi batto su vari temi, recentemente quello della violenza contro le donne».
Quindi dal tuo punto di vista ci sarebbe anche una sfumatura politica?
«Probabilmente sì, non lo escludo. Ma quello che sconcerta è anche la tempistica: il fatto che la lista sia stata scritta proprio due giorni dopo la Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne lo vivo come un ulteriore affronto, che sa anche di scherno. Già l’anno scorso qui bruciarono i cartelloni che avevamo realizzato per quella giornata, questo per dire che non sono fatti isolati che vanno sottovalutati».
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Il ministro Valditara ha chiesto alla scuola sanzioni dure.
«Valditara, purtroppo, arriva tardi, è una mossa ipocrita fingere che questi fatti siano una novità, le scuole sono da tempo intrise di questi eventi di violenza, basti pensare a quanto accaduto l’anno scorso al Visconti. Per questo credo fortemente che siano essenziali corsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole, perché questi episodi sono chiari sintomi di una cultura patriarcale dominante ben radicata nella nostra società e negli uomini, anche giovani, che manifestano questa violenza, convinti che quella della donna sia sempre una figura sottomessa».
La ministra alla Famiglia Roccella, citando la Svezia, ha sostenuto l’assenza di correlazione diretta tra femminicidi ed aspetto educativo: cosa pensi?
«Che sia un grande e pericoloso errore, la violenza sulle donne e i femminicidi non sono atti scatenati dal nulla, ma tipici di chi ha interiorizzato una cerca cultura e una precisa dinamica di esercizio del potere».
Chi pensate sia l’autore?
«Circolano delle ipotesi ma al momento non abbiamo certezze, né prove. Mi sono fatta l’idea di uno che scrive, e di un gruppo attorno che incita. Certo, mi fa paura il potere che questa persona ha creduto di avere e di poter esercitare».
Da citata nella lista, che punizione proporresti?
«La più drastica, sospensione o espulsione, non un provvedimento che dopo due giorni viene dimenticato. Chi scrive una cosa del genere potrebbe fare altro, non sottovalutiamolo mai».
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29 novembre 2025 ( modifica il 29 novembre 2025 | 14:26)
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