Monet è nato in periferia, in Normandia, ma arriva a Parigi nel 1859, a 19 anni. Entra subito nel “giro giusto” di artisti che, come lui, erano parecchio stufi dello stile accademico dominante, della pittura posata in studio. Uno di loro, Manet (Monet ma con la A) è il maestro di questo gruppo di giovani: è lui a spingerli a dipingere en plein air, all’aria aperta se si vuole rappresentare il mondo: è la rivoluzione impressionista, e all’inizio nessuno la capisce. Piacciono poco quelle “strane” pennellate gocciolate sulla tela, ma la strada ormai è tracciata e il tempo darà loro ragione: alla fine dell’Ottocento la pittura moderna non è interessata alla pedissequa copia del reale, vuole generare emozioni che nascono dalla percezione del nostro sguardo. Claude Monet avrà una vita lunga, morirà infatti a 86 anni, e dipingerà incessantemente, tutti i giorni, ma non gli furono risparmiati dolori (come la morte, quando era molto giovane, della prima moglie) e problemi con la cataratta che da anziano lo resero quasi cieco.
