Home > Spettacoli > Musica > Sanremo 2026, dal debutto di Paradiso ai ritorni di Renga e Patty Pravo

Un Festival tra novità ed evergreen

Trenta voci, trenta storie, trenta modi diversi di interpretare la musica. Dalla ‘cucina’ sanremese di Carlo Conti esce un ‘piatto’ che, tra ritorni eccellenti, attesi debutti e sfide generazionali, appare votato a soddisfare trasversalmente i gusti del pubblico e le esigenze del mercato discografico.
A saltare subito all’occhio è l’esordio di Tommaso Paradiso. Il suo nome, a lungo atteso dai fan e non solo, fa adesso la sua apparizione a Sanremo, portandosi dietro le grandi aspettative degli amanti dell’indie-pop di scuola romana, a cui il palco dell’Ariston ha già regalato tante soddisfazioni negli ultimi anni. Come lui, anche Fulminacci porta in riviera la nuova scuola cantautorale capitolina, ma per Filippo Uttinacci si tratta di un ritorno dopo il Festival del 2021 e il duetto con Gazzelle del 2024.

I ritorni di Raf, Fedez con Masini, Ermal Meta

Un altro nome carissimo al pubblico italiano è sicuramente quello di Raf, che torna dieci anni dopo la sua ultima partecipazione, con ‘Come una favola’, e a 38 dal suo esordio, con quello che sarebbe poi diventato un classicone: ‘Inevitabile follia’. L’edizione 2026 del Festival vede anche il ritorno, stavolta in gara, di quella che alla vigilia dell’esibizione dello scorso anno apparve un po’ come la strana coppia, Fedez e Masini. La loro ‘Bella stronza’, ‘ripulita’ e reinterpretata in chiave moderna, intrisa di riferimenti più o meno velati alla vita privata del rapper di Buccinasco, ha ottenuto un grandissimo riscontro, ed è naturale l’attesa per quello che i due porteranno sul palco dove Masini trionfò ormai 21 anni fa con ‘L’uomo volante’.
Un altro ex vincitore di Sanremo che torna in gara è Ermal Meta, otto anni dopo il brano ‘Non mi avete fatto niente’ che lo vide conquistare la vittoria con Fabrizio Moro. Meta ha sempre fatto bene all’Ariston, con i due terzi posti di ‘Vietato morire’ e ‘Odio le favole’. C’è poi l’interessante esordio da solista di J-Ax, dopo il debutto assoluto (con un anonimo 16esimo posto) del 2023, quando il rapper venne con gli Articolo 31.

L’attesa per Arisa e Malika Ayane

Conferma poi il suo attaccamento al palco dell’Ariston Arisa. Diciassette anni dopo quel ‘Sincerità’ che le diede la vittoria tra le ‘Nuove Proposte’, Arisa torna in gara per l’ottava volta.
A Serena Brancale un anno fa la classifica finale sentenziò: 24esimo posto. Un risultato che sarebbe stato poi smentito dagli straordinari numeri degli streaming del brano ‘Anema e core’. La musicista pugliese torna all’Ariston con il desiderio di bissare il successo degli ultimi dodici mesi, aggiungendo la soddisfazione, chissà, di un posto migliore in classifica. Al Festival 2026 sarà possibile riscoltare anche l’inconfondibile timbro di Malika Ayane, che ritorna dopo cinque anni dall’ultima apparizione con ‘Ti piaci così’. Il brano non andò oltre la 15esima piazza, per un’artista che nelle quattro precedenti esibizioni aveva sempre ben figurato.

Francesco Renga ci riprova

Recordman di partecipazioni e trionfatore nel 2005 con ‘Angelo’, Francesco Renga ci riprova due anni dopo il 25esimo posto in compagnia di Nek con il brano ‘Pazzo di te’. Ha deciso di mettersi su un bel banco di prova, dopo il grandissimo successo degli ultimi due anni con ‘Rossetto e caffè’, anche Sal Da Vinci. Il cantante italo-americano, che l’anno scorso si esibì all’Ariston ospite dei The Kolors, esordì al Festival nel 2009 ottenendo un ottimo terzo posto con ‘Non riesco a farti innamorare’. Ha alle spalle una partecipazione in gara nel 2020 e una co-conduzione nel 2025 invece Elettra Lamborghini, il cui nome è da sempre sinonimo di ritmo e simpatia. In quota ‘figli d’arte’, quest’anno sarà la volta di Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, e Leo Gassman, con quest’ultimo che – reduce dal grande apprezzamento per l’interpretazione di Franco Califano nel biopic sul Califfo – ha già assaporato la vittoria al Festival tra le Nuove proposte nel 2020 con ‘Vai bene così’. Da Michele Bravi a Dargen D’Amico, da Ditonellapiaga – la sua ‘Chimica’ del 2022 in duetto Donatella Rettore è ancora oggi tormentone -, a Levante e Mara Sattei, passando per tanti giovani di bellissime speranze, il Festival messo a punto da Carlo Conti conferma la costante ricerca del direttore artistico di contaminazioni narrative e personali che riflettono un settore in continua trasformazione, sospeso tra il peso della tradizione e l’urgenza delle nuove tendenze.

Torna Patty Pravo, l’eterna ragazza del Piper

A chiudere il parterre, quasi come un sigillo di garanzia al Festival 2026, è Patty Pravo. L’eterna ragazza del ‘Piper’, già vincitrice di quattro premi della Critica (record), ma mai della classifica finale, ritrova l’Ariston per la decima volta, e quale miglior modo di un successo per festeggiare una carriera che l’anno venturo taglierà proprio il traguardo dei 60 anni? Lo deciderà Sanremo. Del resto si sa, Sanremo è Sanremo.