Il mistero di Emanuela Orlandi, la quindicenne svanita a Roma il 22 giugno 1983, si riapre con una luce sinistra puntata sulla cerchia più intima: la famiglia. L’attenzione investigativa si concentra implacabilmente sulla figura dello zio materno Mario Meneguzzi e sull’ambiente di potere che ruotava attorno a lui. È la pista più delicata, quella che intreccia segreti familiari e influenze istituzionali.
Il braccio destro
Il cerchio si stringe sull’ex superiore di Meneguzzi, il grand commis Mario Peruzy, direttore del settore Amministrazione e Patrimonio della Camera dei Deputati, da cui Meneguzzi dipendeva come gestore di un bar. A testimoniare la rinnovata attenzione investigativa, il 14 maggio 2024 è stata convocata a piazzale Clodio la vedova di Peruzy, Renata Improta, in un’azione che segue la perquisizione della casa di Meneguzzi a Torano, come rivelato da La Repubblica. Peruzy, un uomo di peso la cui carriera si concluse nel 1985 con la carica di vicesegretario generale della Camera, insignito Cavaliere di Gran Croce, è oggi un fantasma del passato tornato in auge.