Adesso è ufficiale: John Elkann vende La Stampa e vuole liberarsi del quotidiano torinese e degli altri media del gruppo Gedi controllato dalla cassaforte di famiglia Exor (La Repubblica, La Sentinella del Canavese, Huffington Post, le radio Deejay, Capital e m2o) entro gennaio 2026. Dopo averlo confermato a La Repubblica a inizio settimana, ieri, 10 dicembre, i vertici di Gedi lo hanno confermato anche al comitato di redazione de La Stampa. Per questo, i giornalisti hanno deciso di entrare in stato di assemblea permanente e oggi, 11 dicembre, lo storico quotidiano torinese non è in edicola.
Elkann cala la maschera
Le voci sulle trattative avviate da Elkann si rincorrevano da mesi, ma fino a pochi giorni fa erano sempre state smentite. L’editore sembrava provare a spegnerle anche all’indomani dell’assalto alla redazione de La Stampa in via Lugaro, a Torino, quando esprimeva la sua solidarietà ai giornalisti con queste parole: “A tutti coloro che conoscono e apprezzano il modo in cui La Stampa fa giornalismo, e anche a tutti coloro che hanno provato a colpire questo giornale, si può rispondere con chiarezza: La Stampa continuerà a informare i suoi lettori come ha sempre fatto con rigore, serietà e indipendenza”.
In realtà, come è chiaro da tempo, sono mesi che Elkann discute con diversi interlocutori per definire la cifra della cessione del gruppo Gedi. Al momento, il principale acquirente resta il gruppo greco Antenna Uno, di proprietà della famiglia conservatrice di armatori Kyriakou.
Disinteressati a La Stampa
Antenna Uno, a quanto trapela, è molto interessata alle radio del gruppo Gedi e al quotidiano La Repubblica, ma non le interessa La Stampa. Pare, dunque, che il quotidiano torinese finirà nelle mani di un altro compratore, che Elkann starebbe affannosamente cercando per chiudere l’operazione nel modo più rapido possibile.
L’editore, in questa fase concitata, ha più volte negato il confronto con i giornalisti che chiedevano rassicurazioni.
La presa di posizione dei cronisti
Scrivono i giornalisti de La Stampa, spiegando perché hanno deciso di non bloccare la pubblicazione del numero odierno del quotidiano : “La nostra è una decisione sofferta, presa al termine di una lunga assemblea che conclude una giornata drammatica per la storia della nostra testata. Dopo che nei giorni scorsi l’editore ha annunciato l’intenzione di cedere tutte le attività del gruppo, dopo lunghi mesi di trattative sempre smentite dall’azienda, il comitato di redazione nel tardo pomeriggio di mercoledì 10 dicembre ha incontrato i vertici del gruppo Gedi. L’esito del primo incontro ufficiale sul tema è stato sconcertante, sconfortante e umiliante per la redazione. Con nostro grande sconcerto nel corso dell’incontro è stato confermato che tutte le attività editoriali che fanno capo a Exor tramite Gedi sono in vendita. È in corso da tempo una trattativa con il gruppo greco Antenna Uno e in parallelo si sta cercando un compratore per La Stampa a fronte del dichiarato disinteresse degli investitori greci per la nostra testata. L’obiettivo sarebbe di chiudere in parallelo le due operazioni di vendita nel giro di due mesi. Rispetto alle nostre richieste non è stata data alcuna garanzia sul futuro della testata, sui livelli occupazionali, sulla solidità del potenziale compratore, sui destini delle attività messe in comune a livello di gruppo, dalle infrastrutture digitali alla produzione dei video, e quindi senza nessuna garanzia di poter continuare a svolgere il nostro lavoro così come abbiamo fatto fino a oggi. In gioco c’è una testata che ha scritto la storia del giornalismo con un forte radicamento territoriale e una proiezione internazionale che non può essere né svenduta né scaricata a un qualsiasi compratore. La redazione metterà in campo tutte le sue forze per difendersi con ogni mezzo da quello che considera un attacco senza precedenti alla sua dignità e a 150 anni di storia”.
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