Una settimana di allenamento intensa e produttiva quella che sta vivendo Lorenzo Sonego, numero 39 Atp, sui campi della “Rafa Nadal Academy” di Maiorca. Il torinese è seguito da Vincenzo Santopadre, nuovo coach con il quale la conoscenza è ormai di lunga data e che faceva già parte del suo staff lo scorso anno. In terra iberica si respira un’atmosfera particolare: «È già la terza volta che svolgo parte della preparazione in questa Accademia. La prima alcune stagioni fa, poi nel 2024. Rimarrò fino a domenica poi tornerò a Torino la prossima settimana, quindi partirò per i primi tornei del 2026. Alla “Rafa Nadal Academy” i giocatori con i quali allenarsi non mancano e ci si può in questo senso sbizzarrire. Mi sono allenato e mi allenerò nelle prossime giornate con il tedesco Struff, il polacco Majchrzak, il giovane giordano Shelbayh, la racchetta di casa e altro emergente di ottimo livello Martin Landaluce. Tennisti che hanno diverse caratteristiche tecniche e questo rappresenta un valore aggiunto in questa fase così importante guardando al 2026».

“Santopadre? Sa toccare le corde giuste”

Quali sono i ritmi di questi giorni e quali gli aspetti che state curando maggiormente? «In genere sono due le sedute quotidiane, suddivise tra parte tecnica e preparazione atletica. Non c’è molto tempo perché la scorsa è stata una lunga stagione, come peraltro ormai tutte e bisogna ottimizzare. Stiamo mettendo nel fisico, nel braccio e nella mente, le cose necessarie per essere protagonisti nel 2026. Il lavoro è improntato sulla risposta, sul servizio, sugli appoggi e sui giusti carichi per incrementare la forza». Da grande agonista quale è sempre stato a Lorenzo Sonego in questa fase che cosa manca maggiormente? «Senza dubbio la partita vera, la competizione per scalare i diversi tabelloni e quindi l’adrenalina che c’è dietro a ogni prestazione di campo. Ma molto presto la riproverò. Partiremo con i tornei dal 250 di Hong Kong, in ottica Australian Open. La voglia di far bene è tanta e la fiducia non manca». Un sodalizio, quello con Vincenzo Santopadre, che nasce da lontano. Come si è sviluppato? «Ci conosciamo e apprezziamo da molto tempo e l’ho sempre considerato il coach ideale per potermi ancora migliorare ed è quello che stiamo cercando di fare. Sento di dover mettere ancora molti dettagli nel mio bagaglio tecnico ed è questa una nuova e motivante sfida, direi per entrambi e per l’intero staff. Vincenzo è molto bravo e altrettanto empatico. Sa toccare le corde giuste e nel modo giusto, tradotto sa come parlarmi per cercare di estrarre il meglio dalla mia persona, sia sotto l’aspetto umano che tecnico».

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