“Danzano nell’invisibile” è il titolo evocativo della mostra di Bepi Leoni ospitata alla galleria Craffonara, un’espressione che già racchiude la chiave di lettura dell’esposizione. Il sottotitolo, L’eleganza delle donne sospese, introduce il visitatore in un universo pittorico che va oltre la semplice rappresentazione della realtà visibile, per addentrarsi in una dimensione più intima e profonda, fatta di connessioni, allusioni e illuminazioni interiori.

 

 

La pittura di Leoni non racconta ciò che si vede, ma ciò che si percepisce: una rete di suggestioni che abbatte i confini tra illusione e realtà, tra notte e giorno, privilegiando una continua trasformazione, una metamorfosi che restituisce un quadro d’insieme insieme affascinante e inquieto. Come osserva il critico Fiorenzo Degasperi, è spesso il lavoro stesso a prendere la mano all’artista, superando le intenzioni iniziali e aprendo nuovi spazi espressivi.
Il cuore della mostra è rappresentato da figure femminili leggere e sospese, colte nella loro spontaneità e nella loro energia vitale. Le scene dipinte si offrono come luoghi dell’impalpabile e dell’insondabile, attraversati da un senso di gioia dell’istante e da un vagabondare pittorico che conduce lo sguardo in spazi lontani, ma allo stesso tempo sorprendentemente vicini alla nostra esperienza quotidiana.
In ogni opera si avverte uno sfarfallio continuo di ombra e luce, una ricerca di bellezza e grazia che si esprime in molteplici atteggiamenti: donne pensose o attonite, in attesa o immerse in una luce soffusa, mai invadente. “Danzano nell’invisibile” diventa così non solo il titolo di una mostra, ma un invito a riflettere sul duplice volto del femminile, sospeso tra fragilità e forza, eleganza e resistenza, in una dimensione altra, fuori dal tempo.
Le figure di Leoni non sono soltanto corpi, ma presenze luminose, quasi raggi di luce che danzano oltre lo spazio e la visibilità umana. Emblematica in questo senso è la presenza ricorrente del colore limone acido, una tonalità intensa e brillante, quasi solare, che cattura immediatamente l’attenzione e vivacizza l’intero impianto compositivo.
A completare l’esposizione la scultura “Germoglio” di Andreina Raposo, segretaria degli Amici dell’Arte, realizzata attraverso il riuso creativo di pneumatici tagliati e assemblati, in dialogo ideale con il tema della trasformazione.
La mostra di Bepi Leoni, presentata venerdì scorso da Giancarla Tognoni, resterà aperta al pubblico fino a mercoledì 17 dicembre.