«Devo ad Aldo quasi tutto quello che, in futuro, ho avuto in ambito letterario. Fu lui, 30 anni fa, che mi pubblicò un libriccino. È stato un grande uomo di cultura per la nostra montagna e non solo per il Friuli. Non voleva mai apparire, ma ha fatto tanto per acculturare le nostre zone. Non si è mai sentito parlare tanto di lui proprio per questo suo essere schivo, ma fondò il Menocchio, dove ospitò grandi personaggi e intellettuali come il fotografo Danilo De Marco, Claudio Magris, Pedrag Matvejevic, Erri De Luca. Egli fece, in un piccolo luogo, una cosa grande». Sono le parole con cui Mauro Corona ha tracciato un delicato ricordo dell’amico Aldo Colonnello.