Un futuro di innovazione nel rispetto della tradizione e di sinergie con la città: la Gam si prepara a cambiare volto. È stato annunciato ieri il vincitore del Concorso Internazionale di progettazione per il Piano di riqualificazione, rilancio e valorizzazione della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, indetto lo scorso aprile dalla Fondazione Torino Musei e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.
Opere moderne e contemporanee
Un intervento strategico per uno dei musei più importanti del Paese: la più antica galleria civica italiana, custode di una delle collezioni più ricche di opere moderne e contemporanee, nonché sede di una delle principali videoteche a livello europeo, di un vasto archivio fotografico e di una delle biblioteche d’arte più rilevanti in Italia. L’edificio, progettato da Carlo Bassi e Goffredo Boschetti e inaugurato nel 1959, è stato inoltre uno dei primi al mondo concepiti specificamente come museo moderno, esempio pionieristico di architettura museale d’avanguardia.
A conquistare il primo posto del bando internazionale – tra quarantanove gruppi di architettura e ingegneria provenienti da Europa, Medio Oriente, Asia e Stati Uniti – è stato il team composto dallo studio di Rotterdam MVRDV e da due realtà torinesi: lo studio Balance Architettura e la società d’Ingegneria Integrata P&S Group, insieme al geologo Michelangelo Di Gioia e a Filippo Busato, professore di Fisica tecnica all’Università Mercatorum di Roma.
Una proposta giudicata capace di interpretare con visione e coerenza funzionale il futuro della Gam.
Gli architetti
MVRDV porta in dote una lunga esperienza internazionale, con progetti iconici come il Markthal di Rotterdam, il Mirador e l’Edificio Celosía a Madrid, la Glass Farm di Schijndel e il Gemini Residence di Copenhagen. Balance Architettura, fondato nel 2011 da Alberto Lessan e Jacopo Bracco, affianca a questa dimensione globale una profonda conoscenza del territorio, maturata in interventi come il restyling di Luzzatti Home a Cuneo e il SuperLab Bicocca a Milano.
I fondi
L’investimento complessivo stimato per l’intervento è di 27,5 milioni di euro, interamente sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, a meno che non subentrino nuovi investitori. «Tutti i progetti hanno riflettuto su come rendere la Gam più aperta, liberandola dalle barriere stratificate nel tempo – spiega il presidente Marco Gilli – cercando un equilibrio tra tutela dei valori storici e una trasformazione innovativa e coraggiosa. Centrale è anche l’integrazione con la città: una Gam sempre più pubblica, dove visitatori e cittadini siano parte attiva della vita del museo».
Nuova piazza e spazi esterni
Entusiasmo condiviso dal presidente della Fondazione Torino Musei, Massimo Broccio: «È una giornata storica per la Gam, per la Fondazione e per Torino. Questo progetto raccoglie l’eredità di un edificio nato come visione avanguardistica e la rilancia verso il futuro, affrontando temi cruciali come sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, nuovi modelli di fruizione e inclusività».
Tra gli elementi più evidenti del progetto vincitore spicca la volontà di aprire il museo alla città, attraverso una nuova piazza e spazi esterni pensati come luoghi di incontro e cultura. «Il nostro progetto va oltre l’edificio – sottolinea Bertrand Schippan di MVRDV –. Abbiamo riconosciuto la GAM come un luogo vivo, profondamente legato alla città di Torino. Aprire il giardino e la piazza significa aprire la cultura alla città, invitando le persone ad attraversare tutti gli spazi, fino al piano interrato e ai magazzini».
I tempi
Restano da definire le tempistiche operative, legate anche alla scelta di mantenere o meno il museo aperto durante i lavori. Al momento si prevede che il 2026 sarà dedicato allo studio di fattibilità e alle prime approvazioni, con l’avvio del cantiere nella prima metà del 2027. «Ringrazio la Compagnia di San Paolo per aver preso a cuore uno dei progetti più importanti per la vita culturale della città – conclude il sindaco Stefano Lo Russo –. La Gam è un luogo iconico, che custodisce collezioni di valore mondiale. Sono molto contento che ci sia la possibilità di riqualificare l’immobile per restituire a queste collezioni lo spazio che meritano».