Chi vincerà l’edizione più litigiosa e infiammata di Ballando con le Stelle? Dopo una sequela di puntate quasi interamente incentrate sul conflitto e la provocazione, dove il ballo è via via sempre più strisciato in secondo piano come ha giustamente fatto notare la presidente di giuria Carolyn Smith nel corso della semifinale, siamo arrivati all’atto finale anche se, ormai, in programmi di questo tipo più che la coppa in sé conta il «percorso» – forse la parola più abusata in televisione da quando esistono i reality show – e la percezione che i concorrenti hanno dato di loro al pubblico mentre erano a Ballando con le Stelle. Come volevasi dimostrare data la mole del cast e le risorse spese per accaparrarselo, parliamo di una finale molto affollata visto che i concorrenti rimasti in gara sono ben cinque: Barbara D’Urso, Fabio Fognini, Filippo Magnini, Francesca Fialdini e Andrea Delogu.

Elisabetta A. Villa/Getty Images
Se gli uomini, molto diversi per indole e approccio al programma – Fognini più spiritoso e leggero e Magnini più battagliero e competitivo -, non sembrano avere delle chance così alte per raggiungere il podio, le probabilità crescono senz’altro per la controparte femminile. Da una parte c’è Barbara D’Urso, la cui vittoria a Ballando con le Stelle sarebbe una bellissima storia di rinascita dopo la chiusura del rapporto lavorativo con Mediaset e il rientro in Rai in una veste completamente nuova e non da primadonna: proprio per questo pensiamo che non vincerà. Il suo percorso all’interno del programma è stato in salita fin dall’inizio e, complice le continue frecciatine da parte della giuria, il suo personaggio è diventato qualcosa di staccato dal ballo e molto più focalizzato sulla ricerca ossessiva di qualcosa che non andasse bene. Sembrano giocarsela, invece, più ad armi pari Francesca Fialdini, data per favorita alla vittoria di Ballando con le Stelle già alla prima puntata, e Andrea Delogu, che nel corso del programma è stata chiamata a riprendersi da un lutto personale che non le ha, tuttavia, impedito di rimettersi in pista e finire quello che aveva iniziato.