Da simbolo del made in Italy a “penny stock” di Piazza Affari. C’è un’azienda italiana che nel 2008 sfiorava 1 miliardo di fatturato e in Borsa valeva oltre 3 miliardi. Oggi, rispetto ai massimi pre-crisi, vale meno del 2%.

Non è una startup finita male. È un brand che tutti conoscono e con un posizionamento premium, fino alla crisi finanziaria del 2008.

Da lì in avanti, cambia il modo di comprare, esplode la concorrenza e il mercato diventa più affollato e spietato sui margini. Il titolo inizia a crollare e non è più riuscito a recuperare davvero.

Oggi, a distanza di poco più di quindici anni, vale meno del 2% rispetto ai massimi pre-crisi.

Quanto fattura Geox oggi

Oggi Geox non è più il colosso di allora. Ma non è nemmeno un’azienda spacciata. I conti degli ultimi mesi raccontano soprattutto una parola: stabilizzazione.

Nel primo semestre 2025, il fatturato di Geox si è attestato a 305,3 milioni di euro, in calo del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2024. Al netto della chiusura delle filiali in Cina e negli Stati Uniti, il calo si riduce all’1,9%, segnale di una base più stabile ma anche di una crescita che fatica a ripartire.

Il margine lordo resta uno dei pochi punti di forza: 51,2% dei ricavi, in linea con l’anno precedente, a conferma di una supply chain ormai sotto controllo. Ma il vero segnale di discontinuità arriva dal conto economico operativo.

L’EBIT rettificato è tornato positivo a 0,6 milioni di euro, contro una perdita di 5,5 milioni nel primo semestre 2024.

Nonostante i ricavi in calo, l’EBIT è tornato in territorio positivo grazie a una riduzione significativa dei costi generali e amministrativi (per 13,8 milioni di euro).

Anche l’EBITDA è migliorato a 8,6 milioni escluso IFRS 16, più del doppio rispetto ai 4 milioni dell’anno precedente. Numeri piccoli, se rapportati al passato, ma importanti per una società che negli ultimi anni ha lottato soprattutto per la sopravvivenza.

Cosa succede alle azioni Geox e perché sono crollate?

Il vero tema: cassa e debito (perché qui si decide la sopravvivenza)

Quando un titolo finisce nella zona “penny”, il mercato non guarda solo il fatturato: guarda se la società regge finanziariamente.

Al 30 giugno 2025, la posizione finanziaria netta ante IFRS 16 è -100,5 milioni, in miglioramento rispetto ai -112,7 milioni di un anno prima.

Non è un punto d’arrivo, ma è un segnale: il debito non sta esplodendo.

Fondamentale per Geox è stato l’aumento di capitale da 30 milioni, completato con successo e sottoscritto al 100%. Si è trattato di un messaggio importante: il mercato e l’azionista di controllo LIR Srl, almeno per ora, stanno finanziando il rilancio.

Questa multinazionale italiana (che in pochi conoscono) fattura oltre €4 miliardi


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