Nicola Akele, ala della Virtus Bologna, è stato intervistato da Fabrizio Fabbri sul Corriere dello Sport.
Queste le sue parole:
“Non mi pento di nessuna delle scelte che ho fatto da quando gioco a basket, anche quelle che sono sembrate meno logiche. Ogni capitolo di questa avventura è servito per arricchire il mio bagaglio di esperienza. So che devo e posso ancora crescere ma sento di vivere il momento migliore della carriera. Ho maturato tanta esperienza e mi trovo in un club con grandi ambizioni. In cosa devo migliorare? Mi ripeto spesso che devo essere sempre uno studente e non sentirmi mai arrivato. C’è sempre qualcosa da imparare, da un compagno o da un avversario poco importa. Il meglio deve veramente ancora venire”.
Cosa significa giocare per la Virtus Bologna? “Che senti forte il peso del blasone e della storia. Fatto di campioni leggendari, grandi successi ma anche di momenti difficili da cui però le V nere e i suoi tifosi si sono sempre risollevati. C’è un forte senso di appartenenza che lega tutto il mondo bianconero. Certo si può avvertire la pressione che generano le aspettative che ci sono, ma questo è soprattutto uno stimolo”.
Akele ha poi descritto coach Dusko Ivanovic. “È l’allenatore dello scudetto, tanto per cominciare. Intorno a lui ci sono storie che quasi travalicano nella leggenda. Dagli allenamenti ad orari notturni improponibili a sedute infinite di gradoni. Per me rimangono leggende, appunto. Ecco siamo fortunati, noi i gradoni non li abbiamo e almeno per questo il problema è risolto. A parte gli scherzi. È molto duro, perfezionista, esigente. Non sono certo difetti. Con lui l’allenamento è sempre al massimo, anche oltre. Non c’è tempo per aprire bocca o rifiatare, i suoi ritmi non te lo consentono. Il coach ti fa dare sempre di più sia che tu giochi un minuto o trenta. Ci porta ad andare oltre l’ego che caratterizza ogni giocatore per metterci tutti, nessuno escluso, al servizio del gruppo. Così ognuno è portato a fare il meglio, ma per la squadra non certo per se stesso”.
Il 26 arriva l’Olympiacos. “Si annuncia un Natale di sudore in palestra. Sarà così e non d pesa assolutamente. Affronteremo una squadra che ha un roster che la colloca tra le favorite per andare a giocare le Final Four. Noi avremo la spinta del nostro pubblico. In casa, nel cammino europeo, abbiamo fatto sempre della ottime partite. Serve una vittoria per riuscire a mettere un piede nella zona dei play-in e provare a scalare qualche posizione verso quella che garantirà direttamente i playoff. Peccato per la partita persa contro la Stella Rossa ma sappiamo di aver pagato per alcuni nostri errori. Dovremo essere aggressivi e giocare il nostro basket. Fatto di difesa ed intensità. Il marchio della Virtus di coach Ivanovic”.
Akele è rimasto in contatto con l’ex compagno di squadra, Achille Polonara. “Ha uno spirito indomito, un vero guerriero e lo ha dimostrato in ogni passaggio di questo difficile momento della sua vita. Il suo esempio allena i nostri cuori ad affrontare ogni ostacolo con sempre più forza, come lui ci insegna. Gli voglio un bene dell’anima ad Achille e vedere che le cose ora stanno andando bene è una gioia immensa. Lo aspetto di nuovo in campo”.
Nell’immagine Nicola Akele, foto Ciamillo-Castoria