Il film di Roland Emmerich parte bene, con il ritrovamento di un dispositivo che permette di viaggiare verso altri mondi, ma si perde un po’ nel finale.
Ricordate “Stargate”? Il film di Roland Emmerich è interpretato da un giovane Kurt Russell e James Spader, due degli attori più in voga negli anni ’90. Con un budget considerevole di 55 milioni di dollari nel 1994, il film eccelle nei costumi, anche se le scenografie e la trama avrebbero potuto essere migliori, soprattutto considerando la premessa di un’invasione aliena.
Il film racconta di un antico portale scoperto in Egitto che, una volta decifrato, si rivela capace di collegare la Terra ad altri pianeti. A capire come farlo funzionare è Daniel Jackson, un egittologo emarginato dalla comunità scientifica, che insieme al colonnello Jack O’Neil guida una missione militare dall’altra parte dello Stargate, sul pianeta desertico Abydos. Qui scoprono una civiltà umana ridotta in schiavitù da Ra, un potente alieno che si è fatto venerare come un dio e sfrutta gli uomini per ottenere risorse e mantenere la propria immortalità. Tra scontri, incomprensioni culturali e rivelazioni, la missione diventa una lotta per liberare Abydos e impedire a Ra di usare lo Stargate come arma contro la Terra, mescolando fantascienza, mitologia egizia e avventura in una storia che parla di potere, ribellione e libertà.
Come finisce Stargate
Nel finale, Jackson e O’Neil riescono a completare la sequenza dello Stargate grazie al settimo simbolo, ma prima di tornare sulla Terra devono fermare Ra e la bomba destinata a passare attraverso il portale. Con l’aiuto di Skaara, gli abitanti di Abydos si ribellano, capendo che le “divinità” non sono altro che uomini armati. Durante lo scontro Sha’uri muore, ma Jackson riesce a salire sulla nave di Ra e a rianimarla grazie a una tecnologia aliena. Nel frattempo O’Neil elimina Anubis e teletrasporta la bomba sulla nave di Ra, che esplode, ponendo fine al suo dominio. Liberato il pianeta, la squadra torna sulla Terra, mentre Jackson sceglie di restare su Abydos insieme a Sha’uri.
Perché Jackson sceglie di rimanere ad Abydos?
Jackson sceglie di rimanere su Abydos perché lì trova finalmente ciò che sulla Terra gli è sempre mancato: un senso di appartenenza. Su Abydos non è l’accademico deriso per le sue teorie, ma una persona utile, ascoltata e rispettata; inoltre ha costruito un legame autentico con Sha’uri e con una comunità che ha contribuito a liberare. Restare significa anche dare continuità al lavoro iniziato (aiutare gli abitanti a ricostruire e a vivere senza il dominio di Ra), ma soprattutto accettare una vita in cui conoscenza, relazioni e identità coincidono per la prima volta.
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