Mentre tutto attorno il pavimento è bagnato, una persona trova riparo dalla pioggia sotto i portici del molo San Nicola di Bari, avvolto dalle coperte per combattere il freddo di dicembre. E provare a dormire qualche ora non su un materasso rovinato, ma sul gelido bancone d’acciaio un tempo utilizzati per la vendita del pesce. Una foto che racconta l’altro lato della Bari festiva, quello della marginalità, di chi non ha niente e anche questo Natale deve riuscire a sopravvivere, come ogni giorno.
“Io, da ex clochard a poeta metto in versi la strada: le vere amicizie nascono lì”
di Vincenzo Pellico
21 Dicembre 2025
Un grido di allarme che si fa ancora più forte a poche ore dalla scomparsa di Pietro, il clochard stroncato da un malore fatale mentre si trovava il 25 dicembre in piazza Cesare Battisti. A trovarlo erano stati i volontari dell’associazione In.Con.Tra con la loro Unità di strada, che anche il giorno di Natale avevano pattugliato le strade per portare conforto, un pasto e una bevanda calda a chi vive lontano dalle luci e dallo sfarzo delle feste. Gli stessi che avevano soccorso a metà dicembre Girolamo, il senzatetto picchiato da un gruppo di ragazzini mentre si trovava nei giardini della Chiesa russa.
E parlando con loro emergono storie difficili, segnate talvolta anche da scelte forti. «C’è chi sceglie volontariamente di dormire in strada anche quando ha la possibilità di andare in una struttura – racconta Michele Tataranni, presidente dell’associazione – ma è una minoranza. Questo si lega ai bisogni del singolo: soprattutto chi ha superato i 50 anni mal sopporta di perdere i propri spazi, la propria privacy, magari di condividere un bagno. E non è facile trovare strutture che garantiscano aree separate».
C’è poi la questione delle violenze, non necessariamente portate all’estremo come avvenuto a Carrassi: «Violenza sono anche le molestie che vengono perpetrate dalle baby gang – prosegue – quando vedono una persona dormire per strada. Urla, lanci di oggetti; in alcuni casi abbiamo dovuto anche chiamare le forze dell’ordine».
Storie di quotidianità per l’associazione, che festeggia i 18 anni dall’attivazione della loro Unità di strada e un lavoro sul territorio che prosegue in sinergia con l’amministrazione comunale, con i presidi del Welfare in città e con le altre realtà del volontariato. E qualche passo in più si potrebbe ancora fare: «La nostra proposta è di istituire un tavolo tecnico che riunisca Comune, Prefettura, Caritas e le altre realtà attive nel settore, che si riunisca mensilmente o trimestralmente per fare il quadro della situazione e capire come agire. Perché è un contesto sempre esistito in città, che tende a cambiare, ad evolversi. E noi dobbiamo offrire sempre soluzioni migliori».