Al Giro d’Italia 2026 manca ancora parecchio tempo e c’è quindi margine per la soluzione di eventuali problemi organizzativi che possono sorgere lungo il percorso di avvicinamento. La Corsa Rosa inizierà infatti venerdì 8 maggio in Bulgaria, lo Stato dell’Europa orientale che si è “aggiudicato” la possibilità di ospitare la Grande Partenza della prossima edizione. Dopo le prime tre frazioni, poi, la carovana del Giro farà ritorno in Italia, per il resto dello svolgimento della gara. Lo spostamento di tutto il “convoglio rosa” sembra però rappresentare uno di quei problemi di cui si parlava prima.
Secondo quanto riportato da Escape Collective, infatti, ci sarebbero contrasti fra l’organizzazione del Giro d’Italia, ovvero RCS Sport, e le squadre partecipanti. Il nocciolo della questione sarebbe nelle spese legate al viaggio verso la Bulgaria e, ovviamente, al conseguente ritorno. Per le squadre, alcune in particolare, il trasferimento in Bulgaria rappresenta un impegno logistico non da poco, considerando che per un Grande Giro lo spiegamento di mezzi è superiore rispetto alla media.
RCS Sport ha previsto, come consuetudine in caso di partenze “lontane”, una somma da destinare a ciascuna squadra, ma sull’entità di questa somma c’è del disaccordo. Da quel che è filtrato in questi giorni, il “rimborso” previsto dall’organizzazione del Giro, sarebbe di 115mila euro, con l’aggiunta di un “buono” di 5000 euro da utilizzare con una delle compagnie aeree che fa servizio verso e da l’aeroporto di Burgas. La somma proposta sarebbe però lontana da quelle che erano le richieste originarie delle squadre, che, tramite il loro organo rappresentativo, l’AIGCP, aveva fatto presente la cifra di 160mila euro.
RCS Sport avrebbe allora formulato una nuova proposta, intorno ai 125mila euro, ma anche questa sarebbe stata rifiutata dalle squadre. Al momento, sempre secondo le indiscrezioni riportate, l’accordo sarebbe ancora lontano e si ventila anche la possibilità che le parti debbano rivolgersi al Consiglio del Ciclismo Professionistico, un organo dell’UCI preposto alla risoluzione delle controversie.
