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Il 2026 si aprirà con nuovi aumenti dei prezzi nel settore delle telecomunicazioni. I principali operatori italiani – da Tim a Fastweb, passando per Vodafone e WindTre – si preparano a rivedere al rialzo le tariffe dei servizi sulla rete fissa e mobile. Gli incrementi, compresi tra il 5% e l’8% in media, si tradurranno in rincari mensili di 1-3 euro per la maggior parte delle offerte domestiche e professionali. Tim ha già annunciato l’introduzione di un adeguamento automatico legato all’indice Istat, una scelta che consolida la tendenza – ormai diffusa – di indicizzare i canoni all’inflazione reale. Fastweb ha anticipatomesso possibili modifiche tariffarie “per allinearsi ai costi delle infrastrutture e all’aumento della domanda di banda ultralarga”. Sul fronte mobile, Vodafone e WindTre non restano a guardare. Per entrambe, gli adeguamenti interesseranno i piani a consumo e alcune offerte già in portafoglio ai clienti. Ma entriamo nel dettaglio.
APPROFONDIMENTI
Fastweb, come Telecom, introdurrà in media rincari da 1 a 4 euro mensili su numerose offerte mobili storiche a partire dal 1° gennaio 2026.
Windtre prevede incrementi su fisso e mobile: più 2-5 euro da gennaio 2026 su alcune linee fisse e +2 euro su mobile prepagati da rinnovi post 9 gennaio, ma con giga extra gratuiti in compenso. Per Fastweb le tariffe interessate ai rincari includono Nexxt Mobile (1-4€), Mobile Giga (2-3€), Mobile Freedom (1-2€). Per Windtre rete fissa: +2/3€ da gennaio, +5€ su tecnologie obsolete, +2€ da marzo 2026; sul mobile: +2€ con +20GB a illimitati. Vodafone e Iliad non hanno fatto ancora comunicazioni ufficiali, ma si allineranno probabilmente al trend del mercato. Telecon sul mobile prevede su alcune offerte un incrmento medio di 1,99 euro.
PREAVVISO
L’Autorità per le Comunicazioni osserva ovviamente con attenzione il fenomeno e ha ricordato recentemente che gli utenti devono essere sempre informati con almeno 30 giorni di preavviso, mantenendo il diritto di recesso senza nessun tipo di penali. Gli operatori, come spesso accade, giustificano i rincari con la necessità di sostenere gli investimenti nelle reti 5G e FTTH, settori che richiedono capitali sempre più ingenti in un mercato reso competitivo dalla corsa alla digitalizzazione. In prospettiva, gli analisti prevedono un quadro in evoluzione. Se la pressione inflazionistica dovesse attenuarsi, le compagnie potrebbero rallentare la crescita dei prezzi nel secondo semestre 2026.
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