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Finn Fisher-Black parla del suo ex compagno di squadra Tadej Pogačar con parole di grande stima. Il classe 2001 è arrivato tra i professionisti ad appena 20 anni firmando per la UAE Team Emirates nell’estate 2021 dopo un’esperienza di un anno e mezzo con la formazione Development della Jumbo-Visma. A seguito di tre anni e mezzo nella squadra emiratina, il neozelandese ha scelto di approdare nella RedBull – BORA – Hansgrohe, dove ha corso questo 2025 ottenendo un buon terzo posto nella classifica generale del Tour Down Under, una sesta piazza nell’UAE Tour e il titolo nazionale a cronometro. Dopo febbraio la sua stagione non ha più visto acuti particolari, spegnendosi con una Vuelta a España tutto sommato anonima.

Intervistato al Domestique Hotseat Podcast, il 24enne ha ricordato il suo periodo nell’UAE Team Emirates XRG, condividendo il suo pensiero sull’ex compagno di squadra Pogačar: “Quando Tadej è in gara, c’è un solo leader e tutti quanti lo sanno. Nella UAE Team Emirates si ragiona con le gerarchie. Era un bell’ambiente in cui essere perché hai tante superstar intorno a te, ma a volte è un po’ rischioso in corse come i Grand Tour. Ce ne sono solo tre, tutti quanti vogliono una chance e tutti quanti vogliono provare a vincerli. Hanno tanti corridori che possono vincere un Grand Tour in quella squadra. Quindi naturalmente ci saranno sempre alcuni momenti caldi”.

Finn Fisher-Black ha poi riflettuto sulla forza dello sloveno: “Nel ciclismo, mi sembra che sei quasi obbligato ad avere un approccio rilassato perché così tante cose vanno storte che devi essere in grado di adattarti. E lui è semplicemente geniale nel farlo. Sembra non avere molti giorni difficili e questo avviene perché si può adattare così velocemente a ogni attacco o caduta o tutto ciò che succede. Non penso che la gente realizzi quanto ormai sia grande la fama di Pogačar. Sta un po’ iniziando a trascendere lo sport. Le persone che non guardano il ciclismo sanno chi è, ora. L’ho notato soprattutto in Canada: quando ci fermavamo in un caffè cercavamo di formare una bolla intorno a Tadej, così che potessimo andare a pagare senza che le persone lo fermassero. Forse inizia a essere un po’ esausto di questo. Sta diventando più grande del ciclismo“.

Sì, penso sia il più grande corridore che vedremo – ha dichiarato il neozelandese – Penso sia chiaro ora, specialmente a 27 anni. Ha già fatto più di quanto molte persone possano anche solo immaginare. Penso potrebbe fermarsi ora ed essere già il migliore che abbiamo mai visto. Ma penso che abbia ancora molto da farci vedere. Ho corso anche con Jonas, prima che la sua carriera decollasse e vincesse il Tour. Sono ragazzi normali, è questo il punto. Ho corso per molti dei migliori corridori al mondo ora. E quando ceni con loro, realizzi che sono solo ragazzi normali. Venendo dagli juniores e dalla Nuova Zelanda, li avevo visti solo in TV. Quindi per me è stato un grande choc pensare che ora stessi correndo per loro”.

Infine, in classe 2001 ha parlato dell’arrivo di Remco Evenepoel nella sua squadra, Red Bull – BORA – Hansgrohe: “A essere sincero, non conosco Remco. Ma penso che, da come ho corso con lui in gruppo, si presenta piuttosto bene. Sono emozionato all’idea di averlo in squadra. Tra lui e Lipowitz non so cosa faranno al Tour dell’anno prossimo, se entrambi correranno per la classifica generale o avranno focus differenti. Ma ci sono diversi corridori che possono curare la classifica generale nel team“.

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