Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è arrivato in Florida, in vista dell’incontro con Donald Trump per parlare della \”fase due\” del piano di pace per Gaza. Tra gli argomenti attesi, anche l’Iran, le tensioni con il Libano ed Hezbollah e lo stato dei colloqui per un accordo di sicurezza con la nuova Siria di Ahmad Al-Sharaa. Non ultimo, probabilmente, il tema del Somaliland, il cui riconoscimento da parte di Israele, il primo a farlo, ha suscitato una durissima reazione internazionale e non particolare ‘entusiasmo’ da parte dello stesso Trump. Intanto, in Libano, le forze israeliane hanno sparato alcuni colpi al confine, ferendo un peacekeeper della missione ONU Unifil. Blitz anti Hamas in Italia. Arrestate da polizia e guardia di Finanza 9 persone accusate di aver finanziato l’organizzazione terroristica islamica con oltre sette milioni di euro attraverso tre associazioni di beneficenza. Tra i fermati anche Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione dei palestinesi e ‘capo della cellula’ italiana.\n

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Segui il liveblog del 29 dicembre 2025 sulla situazione a Gaza e in Medio Oriente

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L’attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la  conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una  contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è  riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni,  qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle  due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell’ottobre  del 2025.

“,”postId”:”2261b31c-5446-4fdf-a81d-995979d18092″,”postLink”:{“title”:”La questione israelo-palestinese, cos’è e come è nata”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/questione-palestinese”,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/69f22a4c6599ba2f11dc3c68087d075a2aa44092/skytg24/it/mondo/approfondimenti/israele-palestina-conflitto/israele_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T22:02:00.877Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T23:02:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono”,”content”:”

Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con  l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi  arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza  di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha  più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.

“,”postId”:”7fcbb5a4-5605-4583-b5db-5ab9a1263742″,”postLink”:{“title”:”Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/accordi-di-abramo-“,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/15d42a4e6811cbecf48af319d8e2dcb698fa68dd/skytg24/it/mondo/approfondimenti/accordi-di-abramo-/accordi_abramo_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T21:33:00.390Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T22:33:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza”,”content”:”

Il governo di Benjamin Netanyahu ha imposto nuovi requisiti che  rischiano di escludere le maggiori organizzazioni umanitarie da Gaza dal  2026. Come denuncia Medici senza frontiere, gli aiuti sono  insufficienti, le condizioni critiche e il rischio di interrompere cure e  assistenza vitali alla popolazione civile molto concreto. Il timore –  ha detto a Sky Tg24 Insider la presidente di Msf Italia, Monica Minardi –  è che Israele voglia \”usare il controllo degli aiuti come arma  genocidaria\”.

“,”postId”:”c27fbd4b-04f4-4760-9271-bc394478dfbe”,”postLink”:{“title”:”Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2025/12/23/gaza-stretta-israele-ong-palestina-aiuti-umanitari”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/ebaa1106aeecaa21737efda39559bb39c80fb1b1/skytg24/it/mondo/2025/12/23/gaza-stretta-israele-ong-palestina-aiuti-umanitari/GettyImages-2020675902.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T21:04:19.528Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T22:04:19+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Tajani: \”Sinistra sempre acritica verso estremisti Hamas\””,”content”:”

\”La sinistra è sempre stata acritica nei confronti anche degli estremisti di Hamas\”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando a Zona Bianca l’arresto del presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun. \”Certamente fra le file dei Propal c’erano estremisti e amici di Hamas, questo è scontato\”, ha aggiunto, congratulandosi con le autorità per aver \”smascherato quella che era un’operazione fintamente umanitaria\”. 

“,”postId”:”75cde1ae-90db-4cbb-8cc9-f6865ddeaefe”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T20:58:35.000Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T21:58:35+0100″,”video”:{“videoId”:”1062452″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/netanyahu-atteso-a-mar-a-lago-per-fase-2-tregua-gaza-1062452″},”altBackground”:true,”title”:”Netanyahu atteso a Mar-a-lago per fase 2 della tregua a Gaza”,”postId”:”5865d148-cd72-4d12-adb5-df63f49af981″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T20:57:00.419Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T21:57:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas”,”content”:”

Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia  Ivanka), si è tornati a parlare dopo l’accordo di tregua tra Israele e  Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve  Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio  Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti:  ecco chi è.

“,”postId”:”dd6bf1c3-cca8-4ed8-af31-842ea1a84426″,”postLink”:{“title”:”Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/jared-kushner-chi-e”,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/d6b6a2d11173775b61bfb58c846206c3a70d5be3/skytg24/it/mondo/2025/10/13/jared-kushner-chi-e/hero_jared_kushner_ansa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T20:29:00.877Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T21:29:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni”,”content”:”

Il 7 ottobre del 2023 i terroristi  sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini  al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando  persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.

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Israele ha risposto lanciando l’operazione ‘Spade di Ferro’ con  massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un’offensiva di  terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è  stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso  dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e  all’Iran.

“,”postId”:”cc0dba1b-2f4e-478e-9ba7-de23f9f0b7c8″,”postLink”:{“title”:”La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/guerra-israele-palestina”,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/91476a3d360d7d5a793394e26c00990109488455/skytg24/it/mondo/2024/10/07/attacco-hamas-israele-anniversario/collage_ansa_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T20:16:48.255Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T21:16:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”Netanyahu propone apertura valico Rafah, no di Smotrich e Ben Gvir\””,”content”:”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva proposto di aprire il valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l’Egitto per traffico bidirezionale, ma la proposta è stata respinta dai partner di estrema destra della sua coalizione. Lo riferisce l’emittente Channel 12, citata dal Times of Israel.

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Netanyahu aveva motivato l’iniziativa come un modo per dimostrare all’amministrazione Trump l’impegno di Israele nel rispettare il cessate il fuoco a Gaza, che prevede l’apertura del valico. Tuttavia, i ministri Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir hanno chiesto che Hamas restituisca prima il corpo dell’ostaggio ucciso Ran Gvili, ultimo prigioniero rimasto a Gaza, e hanno fatto pressione affinché la misura non venisse approvata. Secondo un funzionario israeliano, \”c’era pressione politica e la decisione di aprire il valico non è stata presa\”.

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Dopo la firma ufficiale dell’accordo di pace di Donald Trump a Sharm el  Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla \”fase 2\” del piano, in  particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia,  quando ancora la prima parte resta fragile.  Ma quali sono le cifre di  due anni di conflitto?

“,”postId”:”80810685-94e5-40de-a4ca-73f4d24b269e”,”postLink”:{“title”:”Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2025/10/15/ostaggi-liberati-israele-morti-gaza-guerra”,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/48ce94bce98c662b9786091741be6603b048aa05/skytg24/it/mondo/2025/10/15/ostaggi-liberati-israele-morti-gaza-guerra/ostaggi_israele_gaza_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T19:47:34.676Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T20:47:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Netanyahu è arrivato in Florida, domani vede Trump su Gaza”,”content”:”

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è appena arrivato in Florida, dove domani incontrerà Donald Trump per parlare di Gaza

“,”postId”:”31237e26-87b2-4048-986b-9e29996755e2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T19:33:00.846Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T20:33:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fondi dall’Italia ad Hamas, 25 indagati: tra loro anche i familiari di Hannoun”,”content”:”

Per gli investigatori, la moglie e i due figli del leader palestinese sapevano della reale destinazione del denaro. Il ministro Piantedosi: \”Seguiti i flussi di denaro. L’operazione dimostra che l’apparato investigativo e di intelligence è solido\”. Scontro politico tra centrodestra e opposizioni. Così parlava uno degli indagati: \”Se dovessero entrare in questo pc, ci danno sei anni\”

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Mentre regge – a fatica – il cessate il fuoco a Gaza, ci si interroga su quale possa essere il percorso della seconda fase del piano di Donald Trump verso la pace. E tra le diverse possibilità che sono state ventilate, si è parlato anche di un “modello IRA” per la fine della lotta armata di Hamas. Ma come si arrivò alla fine del conflitto in Irlanda del Nord, ed è davvero replicabile per far terminare la guerra che ha devastato la Striscia?

“,”postId”:”3f998c22-4bd2-45fb-93f5-cd84bfe925e4″,”postLink”:{“title”:”Gaza, cos’è il ‘modello IRA’ per il disarmo di Hamas”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2025/10/22/modello-ira-disarmo-hamas-gaza”,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/828e8384f5802996ec60a202e356ad45c5737e11/skytg24/it/mondo/2025/10/22/modello-ira-disarmo-hamas-gaza/hero_getty_disarmo_hamas_ira.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T18:06:00.893Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T19:06:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Aereo Netanyahu sorvola Grecia, Italia e Francia “,”content”:”

L’aereo con a bordo il premier israeliano Benjamin Netanyahu, partito da Tel Aviv e diretto in Florida per incontrare il presidente Usa Donald Trump, ha sorvolato Grecia, Italia e Francia. Lo scorso settembre, diretto a New York per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu, la rotta seguita dall’aereo di Netanyahu aveva suscitato perplessità perché aveva allungato di circa 600 km il tragitto, passando da Grecia e Italia e lo Stretto di Gibilterra, ma evitando la Francia. All’epoca i media israeliani avevano suggerito che potesse essere un tentativo di evitare problemi legati al mandato di arresto emesso nei confronti del premier da parte della Corte penale internazionale (Cpi) per presunti crimini di guerra. Parigi aveva comunque fatto sapere che aveva accordato a Tel Aviv il permesso di sorvolo. 

“,”postId”:”cbd1763b-29f7-476a-86bd-c7d97b4ef26f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T17:41:34.316Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T18:41:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Somaliland: \”Mai discusso con Israele sul trasferimento di persone da Gaza\””,”content”:”

Il governo del Somaliland ha assicurato che il  riconoscimento della sua indipendenza da parte di Israele non è in alcun modo legato a presunti piani per accogliere palestinesi espulsi dalla Striscia di Gaza. In un’intervista all’emittente israeliana Kan, il ministro degli Esteri del Somaliland, Abdirahman Dahir, ha smentito categoricamente tali ipotesi, affermando che \”non è mai stato negoziato alcun trasferimento o accoglienza di persone da Gaza\” e che le voci in merito sono \”false e fuorvianti\”.

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Le dichiarazioni arrivano dopo che il movimento islamista palestinese Hamas aveva denunciato pubblicamente l’esistenza di un piano per utilizzare il Somaliland come destinazione per i palestinesi di Gaza, ribadendo in una nota il suo \”totale rifiuto\” di qualsiasi progetto di sfollamento forzato. Hamas ha inoltre condannato il riconoscimento israeliano dell’entità separatista somala, definendolo \”un precedente pericoloso\” e un tentativo \”inaccettabile\” di conferire legittimità a Israele, in linea con la posizione del governo di Mogadiscio e di gran parte della comunità internazionale.

“,”postId”:”a8f4d097-1593-4f9d-ad8e-01b3e741ce30″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T17:28:11.279Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T18:28:11+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Sindacato giornalisti: \”Dal 7 ottobre Israele ha ucciso 706 familiari reporter palestinesi\””,”content”:”

Secondo il Palestinian Journalists Syndicate, dall’inizio della guerra a Gaza nell’ottobre 2023, Israele ha ucciso almeno 706 familiari di giornalisti palestinesi. Secondo il sindacato, le forze israeliane stanno colpendo sistematicamente le famiglie dei giornalisti nell’ambito di quella che ha definito una guerra volta a mettere a tacere la stampa palestinese. 

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Il rapporto afferma che gli attacchi rappresentano una strategia deliberata e che le vittime non accidentali e causate dalla guerra. La violenza israeliana contro i giornalisti si è \”evoluta fino ad assumere una dimensione più pericolosa e brutale, rappresentata dal prendere di mira le famiglie e i parenti dei giornalisti, in un chiaro tentativo di trasformare il lavoro giornalistico in un peso esistenziale di cui figli, mogli, padri e madri pagano il prezzo\”, ha affermato il sindacato. 

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Muhammad al-Lahham, presidente del Comitato per le libertà del sindacato, ha affermato che la serie di attacchi dal 2023 al 2025 mette in luce l’intenzione di Israele di reprimere il giornalismo indipendente a Gaza. Prendere di mira le famiglie dei giornalisti, ha affermato, \”rivela che l’occupazione israeliana sta conducendo una guerra totale contro la verità, senza fare distinzione tra la telecamera e il bambino, né tra la penna e la casa\”. \”Il sangue delle famiglie dei giornalisti rimarrà una testimonianza vivente del crimine di aver cercato di mettere a tacere la voce palestinese\”, ha aggiunto al-Lahham.

“,”postId”:”d199a43d-8522-4d78-8484-5cc6ba1967fd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T17:16:10.131Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T18:16:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono”,”content”:”

Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con  l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi  arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza  di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha  più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.

“,”postId”:”40f99c30-7ca6-49e9-aa0f-f9e0e3925bb4″,”postLink”:{“title”:”Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/accordi-di-abramo-“,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/15d42a4e6811cbecf48af319d8e2dcb698fa68dd/skytg24/it/mondo/approfondimenti/accordi-di-abramo-/accordi_abramo_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T16:51:59.007Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T17:51:59+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Conclusa l’operazione Idf contro la città dell’attentatore di venerdì”,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato oggi di aver concluso un’operazione di due giorni a Qabatiya, una città nella Cisgiordania occupata che ha dato i natali ad un attentatore palestinese che venerdì ha ucciso due persone. Il sindaco di Qabatiya, Ahmed Zakarneh, ha reso noto che 50 residenti sono stati brevemente trattenuti nell’ambito dell’operazione. La maggior parte di loro sono stati rilasciati poco dopo, ad eccezione del padre e di due fratelli dell’aggressore\”, stando a quanto scrive l’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa. L’esercito ha avviato l’operazione venerdì subito l’attacco del palestinese che ha ucciso un pedone di 68 anni in un incidente stradale e poi ha accoltellato a morte una giovane donna vicino a una fermata dell’autobus sulla Route 71. 

“,”postId”:”06173a75-ab03-4a78-9b3f-40fe2d8a4685″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T16:39:47.501Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T17:39:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”Israele arresta membro Jihad Islamica in ricerche ultimo ostaggio\””,”content”:”

Forze israeliane sotto copertura hanno arrestato nella Striscia di Gaza un militante della Jihad islamica palestinese (Pij) legato al rapimento del sergente maggiore della polizia israeliana Ran Gvili, l’ultimo ostaggio israeliano di cui i gruppi armati non hanno ancora restituito il corpo. Lo riferisce il quotidiano saudita Asharq al-Awsat, secondo cui il fermo rientra nelle operazioni per individuare i resti dell’ostaggio.

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L’uomo, il cui nome non è stato reso noto, apparterrebbe alle Brigate al-Quds, braccio armato della Jihad islamica, ed era attivo nel quartiere orientale di Zeitoun, a Gaza City, un’area attraversata dalla linea di cessate il fuoco. Secondo le fonti del giornale, sarebbe stato arrestato a circa un chilometro a ovest della linea, nella parte della Striscia controllata da Hamas. 

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Asharq al-Awsat riferisce inoltre che il nome del militante compariva in un elenco consegnato da Israele ai mediatori al Cairo il mese scorso, contenente i nominativi dei sospetti responsabili della cattura e della detenzione del corpo di Gvili. Fonti israeliane accusano la Jihad islamica di trattenere i resti dell’ostaggio e Hamas di non aver esercitato sufficienti pressioni sull’alleato per ottenerne la restituzione. La Jihad islamica sostiene invece di aver già restituito tutti gli ostaggi in suo possesso, mentre fonti interne ai due gruppi si rimpallano la responsabilità, affermando che le operazioni militari israeliane hanno reso più difficili le ricerche del corpo.

“,”postId”:”243d2c10-abed-49f5-98a1-29f87df20433″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T16:32:25.065Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T17:32:25+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Gaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo”,”content”:”

La possibile nuova idea americana per la Striscia di Gaza vedrebbe una  divisione in due aree, una sotto il controllo di Israele e l’altra sotto  Hamas. L’ipotesi è circolata dopo la visita del vicepresidente degli  Stati Uniti JD Vance in Israele. Ecco di cosa si tratta.

“,”postId”:”cf44d4f2-35dd-487b-98ad-5d609c9177cf”,”postLink”:{“title”:”Gaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2025/10/26/gaza-divisa-piano-usa”,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/9faf2e0b46696ee98815577a8eae52def9ec7585/skytg24/it/mondo/2025/10/26/gaza-divisa-piano-usa/ansa-getty-trump-hamas-gaza.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T15:56:44.017Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T16:56:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Hezbollah: \”Disarmo illogico con continui raid Israele\” “,”content”:”

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto la richiesta di disarmo del gruppo sciita filo-iraniano, sostenendo che è \”illogico\” consegnare le armi sotto i \”continui attacchi israeliani al Libano\”. Il Paese dei Cedri è \”nel cuore della tempesta e dell’instabilita’ a causa degli Stati Uniti e di Israele\”, ha affermato il successore di Hassan Nasrallah durante un discorso trasmesso in tv. Washington e Tel Aviv, ha aggiunto, vogliono mettere sotto tutela il Libano ma questo può invece scegliere di espellere Israele e riconquistare la propria sovranita’.

“,”postId”:”8260f7e1-d021-431a-ad8c-d1a9b5ab287f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T15:47:56.976Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T16:47:56+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele, ministro: \”Terrorismo beduino come Hamas e Jihad islamica\””,”content”:”

\”Il terrorismo beduino non è meno pericoloso del terrorismo jihadista. Si tratta di terroristi con carte d’identità blu (israeliane) che sono armati e trascorrono il loro tempo libero nei covi terroristici di Hebron, Ramallah e Nablus, importando da lì donne e idee ideologiche estremiste\”. E’ il messaggio postato su X dal ministro del Patrimonio israeliano ed esponente dell’estrema destra, Amichay Eliyahu. Per l’esponente di Otzma Yehudit – collega di partito del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir che oggi ha visitato un villaggio beduino creando forti tensioni- \”dobbiamo applicare nei loro confronti le stesse misure che vengono utilizzate contro i terroristi di Hamas e della Jihad islamica, indipendentemente dal colore della loro carta d’identità, e preferibilmente prima\”.

“,”postId”:”e378eb57-def9-415a-95f4-5a2bf1a87e96″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T15:46:56.796Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T16:46:56+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Leader di Hezbollah: \”Nessun disarmo finché gli attacchi israeliani continueranno\””,”content”:”

Il segretario generale di Hezbollah Naim Qassem ha chiesto di respingere la richiesta di disarmo, sostenendo che è illogica finché gli attacchi israeliani continueranno. \”Il disarmo fa parte di un piano più ampio: ritirare la potenza militare; indebolire il potere economico e sociale; seminare divisione tra il Movimento Amal e Hezbollah; alimentare discordia tra l’esercito, la resistenza e il popolo; mantenere l’occupazione del Libano meridionale; e consentire attacchi in tutto il Libano senza supervisione o responsabilità\”, ha detto in un discorso televisivo riportato da L’Orient Le Jour. Israele \”deve cessare le sue aggressioni – via terra, via mare e via aria – così come le sue attività di spionaggio, porre fine a ogni forma di ostilità, ritirarsi completamente, rilasciare tutti i prigionieri e consentire l’avvio della ricostruzione, a partire dal Sud (…). Questa è l’attuazione dell’accordo. Solo allora potrete venire a chiederci di discutere altre fasi\”, ha sottolineato. 

“,”postId”:”fff66b8b-cdd9-45f0-9fe8-91bcf17026dd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T15:25:25.560Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T16:25:25+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele, tensioni per visita Ben-Gvir in villaggio beduino “,”content”:”

Tensioni per la visita del ministro israeliano per la Sicurezza Nazionale e leader di estrema destra, Itamar Ben Gvir, nel villaggio beduino di Tarabin al-Sana, dove nei giorni scorsi la polizia è intervenuta con forza, arrestando tre residenti sospettati di aver appiccato incendi e danneggiato auto in vicine comunità ebraiche. Manifestanti hanno accolto il ministro con lancio di pietre e la polizia ha risposto con gas lacrimogeni e arresti. \”Questi criminali pensavano di mandarmi un messaggio, di farmi pagare il prezzo\”, ha commentato Ben-Gvir, promettendo di non lasciarsi intimidire e di tornare in città. Nell’ultimo mese la polizia ha lanciato l’operazione ‘Nuovo Ordine’, intensificando le incursioni nella citta’ beduine del Negev con l’obiettivo di reprimere la criminalita’ violenta, il contrabbando di armi e le violazioni del codice della strada. L’iniziativa ha suscitato la reazione dei residenti, irritati dalle irruzioni in stile militare e dalla diffusione dei posti di blocco all’ingresso delle città. \”Finalmente c’è una forza di polizia che funziona. Per trent’anni si sono abituati a non avere polizia, né legge né giudice, e fanno quello che vogliono\”, ha ribattuto il leader dell’estrema destra, puntando il dito contro \”criminali del Negev\”.

“,”postId”:”7340f3f1-b77e-4202-a5aa-4a5fa5789761″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T15:02:00.252Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T16:02:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni”,”content”:”

Il 7 ottobre del 2023 i terroristi  sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini  al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando  persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.

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Israele ha risposto lanciando l’operazione ‘Spade di Ferro’ con  massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un’offensiva di  terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è  stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso  dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e  all’Iran.

“,”postId”:”2a1d756e-d9aa-45e4-a37c-139f46c62c62″,”postLink”:{“title”:”La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/guerra-israele-palestina”,”imageSrc”:”https://static.sky.it/editorialimages/91476a3d360d7d5a793394e26c00990109488455/skytg24/it/mondo/2024/10/07/attacco-hamas-israele-anniversario/collage_ansa_getty.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T14:27:31.888Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T15:27:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele, proteste ultraortodossi: bloccata autostrada 4 “,”content”:”

In Israele l’autostrada 4 è stata bloccata in entrambe le direzioni all’altezza di Bnei Brak da proteste inscenate da ultraortodossi. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth. I problemi alla circolazione stradale erano attesi alla luce delle manifestazioni indette in tutto il Paese dagli estremisti della Fazione di Gerusalemme per protestare contro i recenti arresti di haredi renitenti alla leva. Il leader del gruppo, il rabbino Azriel Auerbach, ha ordinato agli ultraortodossi di scendere in piazza nel pomeriggio, mentre rabbini di spicco avrebbe assicurato che in caso di arresti \”fermeremo il Paese\”. I luoghi delle proteste non sono stati resi noti per rendere più difficile la repressione delle manifestazioni da parte della polizia. La fazione di Gerusalemme è il gruppo più estremista all’interno della comunità haredi e le loro proteste sono generalmente segnate da scontri con le forze di sicurezza. All’inizio di dicembre, almeno 10 agenti sono rimasti feriti a Gerusalemme.

“,”postId”:”e7c6a5c4-b7db-402b-aad7-60edab5c3ad0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T13:32:04.974Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T14:32:04+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele, ‘terrorismo beduino pericoloso quanto Hamas'”,”content”:”

\”Il terrorismo beduino non è meno pericoloso del terrorismo jihadista. Si tratta di terroristi con carte d’identità blu (israeliane) che sono armati e trascorrono il loro tempo libero nei covi terroristici di Hebron, Ramallah e Nablus, importando da lì donne e idee ideologiche estremiste\”. Lo ha scritto su X il Ministro del Patrimonio israeliano Amichay Eliyahu, aggiungendo che \”dobbiamo applicare nei loro confronti le stesse misure che vengono utilizzate contro i terroristi di Hamas e della Jihad islamica, indipendentemente dal colore della loro carta d’identità, e preferibilmente prima\”. In precedenza, il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir aveva promesso in un’intervista di intensificare la repressione delle comunità beduine alla luce degli scontri e degli episodi criminali, e aveva istituito un posto di blocco all’ingresso del villaggio beduino di Tabarin. 

“,”postId”:”3034cf0f-24f7-4b4b-bb1c-1b2eb5a48919″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T13:20:14.134Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T14:20:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Terrorismo: legali Hannoun, ‘accuse su prove di fonte israeliana’”,”content”:”

\”Per ora quel che ci pare emergere dalla prima lettura degli atti è che l’impostazione accusatoria è largamente costruita su elementi probatori e valutazioni, anche giuridiche, di fonte israeliana, senza che sia possibile un reale e approfondito controllo su contenuti e rispetto dei principi costituzionali, convenzionali e codicistici di formazione della prova\”. Così gli avvocati Dario Rossi, Fabio Sommavigo e Emanuele Tambuscio, legali di  Mohammad Hannoun, arrestato ieri insieme ad altre otto persone con l’accusa di finanziare Hamas nell’ambito dell’inchiesta della procura di Genova e della procura nazionale antimafia e antiterrorismo.  

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\”Anche le modalità di utilizzazione nel nostro procedimento paiono, per usare un eufemismo – continuano -, semplificate oltre ogni limite. Domani riusciremo poi a parlare con il nostro assistito in carcere e ad avere un quadro più preciso anche delle vicende rappresentate\”. \”Il rischio piuttosto evidente è che azioni concrete di solidarietà alla popolazione palestinese martoriata siano di per ciò solo interpretate come azioni di sostegno, o addirittura di partecipazione, ad attività terroristiche, ammesso che tale qualificazione possa ritenersi, e in che misura, corretta\”, concludono i legali.

“,”postId”:”bc2da730-9f3a-4ca5-9734-3edbe9c9920f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T12:18:00.887Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T13:18:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fondi ad Hamas, Delmastro ‘Sinistra dimostri di stare dalla parte della sicurezza’”,”content”:”

\”L’Imam Shahin di Torino, improvvidamente liberato dalla Corte d’Appello, con tanto di festeggiamenti e ricche feste e cotillon organizzati dalla sinistra parlamentare, era nella opaca galassia di Hannoun, interloquiva con gli indagati per finanziamento del terrorismo e ‘spostava denaro’ con loro. La sinistra ha ancora qualcosa da festeggiare per la liberazione di Shahin?\” Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia e Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia. \”L’indagine sul finanziamento al terrorismo islamico ogni giorno apre un nuovo squarcio inquietante che colpisce quasi selettivamente tutti gli esponenti idolatrati dalla sinistra italiana – aggiunge -. Quando passerà la sinistra ubriacatura per la maleodorante e violenta piazza pro Pal e maranza? La sinistra italiana è a un bivio: o la sicurezza della Nazione o la piazza incendiaria pro Pal, nel cui sottobosco si agitano personaggi inquietanti\”. 

“,”postId”:”c8eb2519-ca16-453f-aab8-bea0478ef8bf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T12:10:34.977Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T13:10:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Terrorismo: ambasciatore Israele, ‘bene operazione contro rete Hamas'”,”content”:”

\”Ieri le forze dell’ordine italiane hanno smantellato una rete di Hamas attiva da molti anni nel Paese, responsabile del trasferimento di milioni di euro all’organizzazione terroristica sotto la copertura di attività umanitarie. Desidero esprimere il mio apprezzamento al governo italiano e alle forze dell’ordine per il loro importante lavoro contro l’infiltrazione di elementi islamici radicali che operano per promuovere il terrorismo, come accaduto di recente a Sydney. Dobbiamo combattere tutti insieme contro il fenomeno del terrorismo islamico\”. Così su X l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.

“,”postId”:”0408c047-494c-4d0e-a17a-9396924570fd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T12:03:06.524Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T13:03:06+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Comunità palestinesi in Italia: \”Preoccupazione per gli arresti\””,”content”:”

\”La solidarietà con il popolo palestinese non è terrorismo\” scrivono in una nota le comunità palestinesi in Italia, esprimendo \”piena fiducia nella magistratura italiana e profonda preoccupazione per quanto sta avvenendo nel Paese in relazione agli arresti recenti, che rischiano di assumere i contorni di un’azione repressiva nei confronti del movimento palestinese e della solidarietà con la Palestina\”.    In questo contesto, come si legge nella nota inviata da Khader Tamimi della comunità lombarda, \”confidiamo nel rispetto dei principi fondamentali dello Stato di diritto, affinché siano assicurati trasparenza, imparzialità e piena tutela dei diritti di tutte le persone coinvolte\”.   Le comunità palestinesi in Italia \”continueranno ad operare con determinazione – conclude la nota – contro l’occupazione israeliana per la difesa del diritto all’autodeterminazione, alla libertà e alla giustizia sulla base delle Risoluzioni ONU e della legalità internazionale\”.

“,”postId”:”b94d6368-f100-42fc-8cf4-95203357fba4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T12:01:10.452Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T13:01:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fondi ad Hamas, arrestato: \”Il 7 ottobre l’inizio della liberazione\””,”content”:”

\”Toufan al Aqsa, 7 ottobre 2023, è stato l’inizio della liberazione. Noi adesso siamo sulla strada della liberazione… \”:  Ra’Ed Hussny Mousa Dawoud, conosciuto come Abu Falastine, uno degli arrestati nell’inchiesta sul finanziamento ad Hamas lo ha detto a due interlocutori algerini nell’ottobre dell’anno successivo. E questo è solo uno degli elementi che, secondo l’accusa, conferma la sua adesione ad Hamas.     Una adesione testimoniata dal colloquio che Falastine ha raccontato di aver avuto con Isamil Haniyeh anni prima in cui l’allora capo di Hamas gli aveva detto di non partire per Gaza ma restare in Italia: \”anche se io mandassi cento persone in Italia non sarebbero in grado di rimpiazzarti\”.     La sua adesione, secondo gli inquirenti, è testimoniata anche da una foto con il leader dei Fratelli musulmani Al-Khardoui nell’opuscolo ‘Hamas in Europe’ trovata nel server della Abspp, dove era presente anche un video di Abu Falastine dei tunnel sotto Gaza, e da un documento della sicurezza interna di Hamas in cui è indicato come riferimento del centro in Italia.    Falastine si è impegnato anche per organizzare il trasporto dei fondi in Palestina, molto spesso raccolti in contanti. Adel Ibrahim Salameh Abu Rawa, referente per le donazioni nel Nord Est, più volte ha consegnato ingenti somme di denaro: l’11 febbraio 2024 a Milano ha consegnato uno zaino con 180mila euro, l’11 aprile 2024 al Casello di Lodi ha consegnato 250 mila euro a Yaser Elasaly, e il 20 giugno dello stesso anno 180mila euro. Cifre così importanti, che quando pensava di trascorrere qualche mese in Gran Bretagna Mohammad Hannoun ha ammesso che ha fatto più lui in otto mesi che altri in anni. \”Sì – ha ammesso Abu Rawa – senza contare quelli del Pos e altre cose, sono arrivati quasi un milione 900mila euro\”.

“,”postId”:”9e386b18-92b9-4ae3-ae95-aab62158ea9b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T11:53:06.679Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T12:53:06+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ambasciatore Israele: \”Bene Italia per lo smantellamento della rete di Hamas\””,”content”:”

\”Ieri le forze dell’ordine italiane hanno smantellato una rete di Hamas  attiva da molti anni nel Paese, responsabile del trasferimento di  milioni di euro all’organizzazione terroristica sotto la copertura di  attività umanitarie. Desidero esprimere il mio apprezzamento al governo  italiano e alle forze dell’ordine per il loro importante lavoro contro  l’infiltrazione di elementi islamici radicali che operano per promuovere  il terrorismo, come accaduto di recente a Sydney. Dobbiamo combattere  tutti insieme contro il fenomeno del terrorismo islamico\”. Lo scrive su X  l’ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled.

“,”postId”:”09c06544-3094-4994-a9c3-8a567c18502c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T11:49:53.305Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T12:49:53+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fondi ad Hamas, sequestrato un milione durante le perquisizioni”,”content”:”

Sono 17 le perquisizioni effettuate dalla Digos (incluse le tre sedi dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese a Genova, Milano e Roma), a Torino, Bologna, Bergamo, Firenze, Monza Brianza, Lodi, Sassuolo (Modena) nell’ambito dell’indagine sui finanziamenti ad Hamas che ha portato all’arresto a Genova do Mohammed Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi d’Italia.    In tutto, sottolinea la procura, è stato sequestrato denaro contante per un milione e 80 mila euro, trovato non solo nella sede dell’Abspp ma anche nelle residenze delle persone indagate, In un caso, circa 560 mila euro erano stati nascosti in un vano ricavato in un garage a Sassuolo.    Nel corso delle perquisizioni sono stati inoltre sequestrati alcuni computer, nascosti nell’intercapedine di una parete in un alloggio in provincia di Lodi, e altri dispositivi elettronici che saranno sottoposti ad analisi nei prossimi giorni. Nella abitazione di uno degli indagati, che nascondeva anche circa 6 miula euro è stata trovata una bandiera di Hamas.    Materiale riconducibile all’organizzazione è stato inoltre trovato in alcuni dei luoghi sottoposti a perquisizione. In particolare, oltre a vari opuscoli sul movimento islamista, è stata sequestrata una chiavetta usb contenente ‘anāshīd’, i canti corali della tradizione islamica celebrativi di Hamas.

“,”postId”:”79d460c9-f805-41ad-9009-a07e15c83ab4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T11:45:23.408Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T12:45:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ruffino: \”Tutti i democratici puntino a estirpare Hamas\””,”content”:”

\”La sinistra continua a mostrare difficoltà a sintonizzarsi con la realtà dei fatti. Criticare chi denuncia nelle piazze pro-PAL un sostegno indiretto al terrorismo di Hamas è un aspetto del problema. C’è un altro profilo, molto più rilevante, che è sfuggito e sfugge alla sinistra o \”campo largo\” che dir si voglia: l’assenza nelle piazze pro-PAL di una chiara e urlata condanna di Hamas. Se il traguardo di avere due popoli e due Stati rimane ancora lontano non è colpa di altri se non di Hamas. Certo, ci sono gli estremisti religiosi nel governo israeliano e Netanyhau li ha strumentalizzati oltre misura per la sua carneficina a Gaza e per nuovi insediamenti di coloni in Cisgiordania. Ma è la sconfitta di Hamas e il suo definitivo annientamento a Gaza la chiave di volta per avviare negoziati seri. Senza più un solo terrorista nella Striscia cadono tutti gli alibi anche per Netanyhau. A questo risultato dovrebbe puntare ogni forza democratica libera da pregiudizi ideologici\”. Lo afferma Daniela Ruffino, parlamentare di Azione.

“,”postId”:”deac602a-2daa-427d-a1de-0cf3e04b3146″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T11:44:53.266Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T12:44:53+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cisgiordania, coloni bruciano veicoli e messaggi razzisti”,”content”:”

Dei coloni israeliani hanno bruciato un\nSuv palestinese nella citta’ di Huwara, a sud della citta’ palestinese di\nNablus, dove hanno anche scritto graffiti razzisti. Durante l’attacco,\nsecondo l’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, i coloni hanno\ntentato di appiccare il fuoco a un secondo veicolo appartenente al\nfratello della vittima, ma i residenti locali sono intervenuti e hanno\nimpedito l’incendio. Contemporaneamente, nel governatorato di Betlemme -\nnei territori palestinesi occupati della Cisgiordania – un gruppo di\ncoloni israeliani ha appiccato il fuoco a un altro veicolo nel villaggio\ndi Jabaa, a ovest di Betlemme. In questo stesso villaggio, il 17 novembre,\ni coloni avevano bruciato diverse case e veicoli. Questi tipi di attacchi\nviolenti sono diventati sempre piu’ frequenti in Cisgiordania e, secondo i\ndati della Ong B’Tselem, decine di villaggi palestinesi nei pressi degli\ninsediamenti illegali in espansione sono stati parzialmente o\ncompletamente abbandonati dal 7 ottobre 2023. L’inazione della polizia e\ndella magistratura e’ un fenomeno comune quando si tratta di violenza dei\ncoloni, spesso organizzata e tollerata dalle autorita’ israeliane. I\ncoloni ricevono anche sussidi statali e accesso all’acqua e\nall’elettricita’ se si trasferiscono nei territori occupati. Quasi il 94%\ndelle indagini aperte dalla polizia israeliana sulla violenza dei coloni\ntra il 2005 e il 2024 si e’ concluso senza che siano state presentate\naccuse, secondo i dati dell’organizzazione israeliana per i diritti umani\nYesh Din. Dal 2005, solo il 3% dei casi aperti ha portato a condanne\ntotali o parziali. Solo nel mese di ottobre, in concomitanza con la\nraccolta delle olive in Cisgiordania, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il\ncoordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha registrato almeno 264\nattacchi contro i palestinesi, il mese peggiore da quando si sono iniziati\na registrare tali episodi nel 2006.

“,”postId”:”e10cfbdc-6d9f-404e-a85c-409d521376ed”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T10:29:19.782Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T11:29:19+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Netanyahu in volo per gli Stati Uniti, focus su Gaza e su elezioni”,”content”:”

Il primo ministro di Israele Benyamin Netanyahu è decollato stamattina dall’aeroporto Ben Gurion diretto in Florida, dove incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo scrive il Times of Israel.    La visita alla tenuta di Trump a Mar-a-Lago a Palm Beach dovrebbe concentrarsi sul futuro della Striscia di Gaza e sulle continue minacce di Hezbollah e dell’Iran. L’atterraggio in Florida è previsto per le 14 ora locale.    Il viaggio di Netanyahu dovrebbe durare fino a giovedì, sebbene il suo programma sia piuttosto scarno. Trump, che oggi incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dovrebbe trascorrere gran parte della settimana sul campo da golf, secondo l’Associated Press.   Scrive la Cnn che l’incontro segnerà più di una semplice riunione diplomatica. Per Netanyahu, è l’atto di apertura della sua campagna di rielezione per il 2026, in cui il presidente degli Stati Uniti è destinato a svolgere un ruolo da protagonista. Le elezioni sono ufficialmente previste per ottobre, anche se questa scadenza potrebbe essere anticipata. Due minacce immediate incombono sulla coalizione di Netanyahu: la crisi della coscrizione ultra-ortodossa e la scadenza del bilancio di marzo 2026. Entrambe potrebbero innescare elezioni anticipate. I sondaggi dall’ottobre 2023 però mostrano che la sua coalizione non raggiunge la maggioranza di 61 seggi della Knesset necessaria per governare, oscillando tra i 49 e i 54 seggi.    Di recente, Trump ha sostenuto la campagna per la grazia di Netanyahu, rivolgendosi pubblicamente al presidente israeliano Isaac Herzog durante un discorso alla Knesset in ottobre per celebrare il cessate il fuoco a Gaza. L’episodio diede il via a una campagna elettorale allineata al Likud, culminata nella richiesta formale di clemenza da parte di Netanyahu. Una fonte ben informata del Likud afferma che Netanyahu ha già discusso di ospitare Trump in Israele durante la sua campagna, per una seconda visita dal suo ritorno alla Casa Bianca.

“,”postId”:”54d4cc70-a174-4764-880b-f85a6fb60cfc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T10:24:54.618Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T11:24:54+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fondi ad Hamas: indagata anche attivista e giornalista torinese”,”content”:”

La torinese Angela Lano, di 62 anni – giornalista e orientalista, direttrice dell’agenzia di stampa ‘Infopal’ e autrice di diversi libri sul mondo arabo e islamico – è tra gli indagati nell’inchiesta che ha portato a nove misure cautelari per sette milioni di euro di finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni. Lo riporta l’edizione di Torino de ‘La Stampa’.    Storica attivista No Tav, Lano – riferisce il quotidiano – è indagata per concorso e partecipazione in associazione con finalità terroristica e ieri la sua abitazione a Sant’Ambrogio è stata perquisita dalla Digos, che ha sequestrato denaro contante, dispositivi informatici e bandiere con simboli di Hamas. La giornalista viene considerata dagli investigatori la responsabile della propaganda di Hamas in Italia, in rapporti quasi quotidiani con l’imam di Genova Mohammed Hannoun, presidente dei Palestinesi d’Italia e tra i principali indagati nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova.    Nel 2010 Angela Lano fu protagonista di un altro fatto di cronaca legato alle vicende palestinesi. All’epoca la giornalista era una delle persone a bordo della nave del convoglio umanitario ‘8000 – Freedom for prisoners. Freedom for Gaza’ assaltato dalla marina militare israeliana. Gli occupanti dell’imbarcazione furono poi liberati alcuni giorni dopo.

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Il gruppo di hacker iraniani \”Handala\” ha diffuso\ndocumenti, foto ed elenchi di contatti che sarebbero stati estratti dal\ntelefono di Tzachi Braverman, capo dello staff del primo ministro Benjamin\nNetanyahu. L’ufficio del premier israeliano ha negato questa affermazione\ngiunta dallo stesso gruppo di hacker iraniani che la scorsa settimana si\ne’ infiltrato nel telefono dell’ex premier Naftali Bennett. \”Handala\”,\nsecondo quanto riferito dalla stampa israeliana, afferma di essere\nriuscito a violare il telefono di Tzachi Braverman, annunciando appunta la\npubblicazione in giornata di nuove informazioni che collegano Braverman\nallo scandalo Qatargate. L’ufficio del primo ministro ha dichiarato al\nTimes of Israel che \”non e’ stata rilevata alcuna violazione. La questione\ne’ in fase di indagine\”. Due consiglieri di Netanyahu avrebbero lavorato\nper conto del Qatar per l’agenzia di pubbliche relazioni Perception,\nguidata da Yisrael Einhorn, ex responsabile della campagna elettorale di\nNetanyahu, mentre erano alle dipendenze del primo ministro. In\nun’intervista andata in onda la scorsa settimana, uno dei consiglieri, Eli\nFeldstein, ha affermato che Braverman era coinvolto in un presunto\nscandalo separato ma correlato, che riguardava la fuga di informazioni\nriservate al tabloid tedesco Bild, nell’ambito di un presunto piano per\ninfluenzare l’opinione pubblica e allentare la pressione su Gerusalemme\naffinche’ raggiungesse un accordo con Hamas. Feldstein, che ha ammesso di\naver fatto trapelare le informazioni, ha affermato che Braverman e’ venuto\na conoscenza di un’indagine segreta delle IDF sulla fuga di notizie e lo\nha rassicurato che potrebbe essere smentita, sebbene il capo di stato\nmaggiore lo abbia anche minacciato se avesse fatto la spia agli\ninquirenti. Braverman dovrebbe diventare ambasciatore israeliano nel Regno\nUnito, ma le accuse rischiano di ritardare la nomina. Sia Braverman che\nNetanyahu negano qualsiasi coinvolgimento negli scandali.

“,”postId”:”958fec74-090e-457e-9545-7c466d3dccb8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T09:56:52.355Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T10:56:52+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: \”Hacker violano il cellulare del braccio destro di Netanyahu\””,”content”:”

Lo stesso gruppo di hacker iraniani che la scorsa settimana si è infiltrato nel telefono dell’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett afferma di essere riuscito a violare il telefono del capo dello staff di Benyamin Netanyahu, Tzachi Braverman. Lo scrive il Times of Israel.    Gli hacker di Handala affermano che pubblicheranno oggi nuove informazioni che collegano Braverman allo scandalo Qatargate. L’ufficio del primo ministro ha dichiarato però al Times of Israel che \”non è stata riscontrata alcuna violazione. La questione è in fase di indagine\”.    Due consiglieri di Netanyahu avrebbero lavorato per conto del Qatar per l’agenzia di pubbliche relazioni Perception, guidata da Yisrael Einhorn, ex responsabile della campagna elettorale di Netanyahu, mentre erano alle dipendenze del premier. Uno dei consiglieri, Eli Feldstein, ha affermato che Braverman era coinvolto in un presunto scandalo separato ma correlato, riguardante la fuga di informazioni riservate alla Bild, nell’ambito di un presunto piano per influenzare l’opinione pubblica e allentare la pressione su Gerusalemme affinché raggiungesse un accordo con Hamas.    Feldstein, che ha ammesso di aver fatto trapelare le informazioni, ha affermato che Braverman era venuto a conoscenza di un’indagine segreta delle Idf sulla fuga di notizie e lo aveva rassicurato che avrebbe potuto essere smentita, sebbene il capo di stato maggiore lo avesse anche minacciato se avesse fatto la spia agli inquirenti. Braverman dovrebbe diventare ambasciatore di Israele nel Regno Unito, ma le accuse rischiano di ritardare la nomina. Sia Braverman che Netanyahu negano qualsiasi coinvolgimento negli scandali.

“,”postId”:”6feae808-872f-4583-afeb-e70a13b0f361″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T09:32:07.306Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T10:32:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fondi ad Hamas, Piantedosi: ‘Seguito il flusso delle donazioni'”,”content”:”

\”Sono stati seguiti i flussi di denaro, ed è stata una scelta pagante.  Il terrorismo si combatte anche così, togliendo risorse e capacità  operative. Ora si aprono nuovi scenari\”. Lo ha detto il ministro  dell’Interno Matteo Piantedosi dopo l’operazione anti-Hamas che ha portato all’arresto, in tutta Italia, di nove persone accusate  di aver finanziato i terroristi con oltre 7 milioni di euro attraverso  tre associazioni di beneficenza. E se anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni plaude  al blitz, si accende invece lo scontro tra maggioranza e opposizione  sul ruolo di Mohammad Hannoun, leader dei Palestinesi in Italia. \”La  Sinistra che lo difendeva ora che dice?\”, incalzano dal centrodestra.  \”Bene contrastare il terrorismo, ma non criminalizzare la piazza  pro-Pal\”, replicano Pd, M5s e Avs. Israele esulta: \”Passo importante nella lotta contro Hamas\”.

“,”postId”:”be50fa8a-0a2a-48f9-98e3-f3e74f1fed90″,”postLink”:{“title”:”Fondi ad Hamas, Piantedosi: ‘Seguito il flusso delle donazioni'”,”url”:”https://tg24.sky.it/cronaca/2025/12/28/hamas-italia”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/648c704b18883247ea07309e243f5d9b731af9f7/skytg24/it/cronaca/2025/12/28/hamas-italia/hamas-italia-arresti-ansa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2025-12-28T09:29:17.463Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T10:29:17+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Somaliland: Taiwan plaude a riconoscimento Israele, cooperare”,”content”:”

Taiwan ha celebrato oggi il riconoscimento\ndel Somaliland da parte di Israele come stato indipendente. Una decisione\nche contrasta con la posizione maggioritaria di Europa, Stati Uniti,\nUnione Africana e altri paesi, che hanno ribadito il loro sostegno alla\nsovranita’ della Somalia. Taiwan, Israele e il Somaliland sono \”partner\ndemocratici con idee simili che condividono i valori della democrazia,\ndella liberta’ e dello stato di diritto\”, ha affermato il ministero degli\nEsteri dell’isola di Taiwan, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Cna,\nesprimendo l’aspettativa che la decisione israeliana faciliti una piu’\nstretta cooperazione trilaterale \”su tutti i fronti\” tra le tre parti. La\nreazione di Taipei riflette il progressivo rafforzamento dei suoi legami\ncon il Somaliland, un territorio che funziona di fatto come stato\nindipendente ma e’ considerato dalla Somalia parte del suo territorio\nsovrano e privo di riconoscimento internazionale. Le relazioni tra Taiwan\ne Somaliland hanno compiuto un significativo balzo in avanti nel 2020,\nquando Taipei ha aperto un suo ufficio nella capitale del Somaliland,\nHargeisa, il 17 agosto dello stesso anno. Il Somaliland ha risposto\naprendo un ufficio simile a Taipei il 9 settembre dello stesso anno,\nstabilendo un canale di comunicazione formale tra le due amministrazioni.\nDall’apertura di questi uffici reciproci, entrambe le parti hanno\ncostantemente approfondito le loro relazioni bilaterali, secondo il\nministero degli Esteri taiwanese. La cooperazione si e’ estesa a settori\nquali medicina, istruzione, agricoltura, tecnologie dell’informazione e\ndella comunicazione, sicurezza e sviluppo delle risorse energetiche e\nminerarie, riporta ancora Cna. Il rafforzamento dei legami tra Somaliland\ne Taiwan e’ avvenuto in un contesto in cui Taipei ha visto diminuire il\nsuo gia’ limitato riconoscimento internazionale. In seguito alla rottura\ndelle relazioni con Honduras e Nauru (2024), Taiwan mantiene il sostegno\ndiplomatico di soli dodici stati, sette dei quali (Paraguay, Guatemala,\nBelize, Haiti, Saint Vincent e Grenadine, Santa Lucia e Saint Kitts e\nNevis) si trovano nelle Americhe, in America Latina e nei Caraibi. Il\nriconoscimento del Somaliland da parte di Israele, annunciato venerdi’, ha\nprovocato un’ampia condanna internazionale, soprattutto in Africa e nel\nmondo arabo. Da parte sua, l’ambasciata cinese in Somalia ha sottolineato\nla necessita’ di preservare l’unita’ e l’integrita’ territoriale del Paese\nafricano.

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Spunta anche il nome di Mohamed Shahin, l’imam di Torino destinato all’espulsione e poi ‘liberato’ dalla Corte d’appello, negli atti dell’inchiesta che ha portato a nove misure cautelari per sette milioni di euro di finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni. In base all’ordinanza Shahin, che non risulta indagato in questa inchiesta, parla con gli arrestati, viene chiamato in causa e sposta denaro con l’uomo accusato di raccogliere fondi a Torino per farli arrivare a Gaza. Lo riporta l’edizione locale de La Repubblica.    Negli atti non emergono contatti tra Shahin e il principale accusato, Mohammed Hannoun, presidente dell’associazione Palestinesi in Italia. Tra gli indagati, non arrestati, a Torino – riporta La Repubblica – c’è Mahmoud El Shobky, di 56 anni, secondo gli inquirenti referente dell’associazione per la raccolta del denaro in Piemonte, nell’area della costa adriatica, in Sicilia e in Sardegna. In una telefonata del 26 luglio 2025 Yaser Elasaly, uno degli arrestati, dice al telefono a Shahin: \”Tanto El Shobky non sa niente, sa che prendiamo la ‘amana’ (cioè i soldi) e la consegniamo agli sfollati e ai bisognosi\”.    In una conversazione del 6 febbraio 2024, Dawoud Ra’Ed Hussny, noto come Abu Falastine, anche lui arrestato, racconta a Sahin de \”La cupola d’oro\” e parla dell’appuntamento per aprire un conto corrente dedicato alla nuova associazione, ritenuta il tramite per raccogliere i fondi da destinare ad Hamas (insieme all’Associazione benefica di solidarietà con il Popolo palestinese). Negli atti – riporta ancora La Repubblica – si legge anche il 14 ottobre 2024 Shahin ed El Shobky dovranno viaggiare e, passando da Milano al consolato, andranno da Yaser Elasaly per ritirare una somma in contanti.    In altre due conversazioni del 21 e 29 ottobre, si parla dell’invio di denaro attraverso le moglie di due connazionali dell’egiziano Elasaly. Che, riferendosi alla stessa operazione in una telefonata con Abu Falastine, nomina di nuovo Shahin: i due parlano di quanto denaro sia stato trasferito effettivamente a Gaza.

“,”postId”:”e60efad7-594b-40cf-9188-8127071fc026″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T09:18:31.374Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T10:18:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Netanyahu in volo verso Florida, arrivo previsto alle 14″,”content”:”

Il volo con a bordo il primo ministro israeliano\nBenjamin Netanyahu e’ decollato dal piovoso aeroporto Ben Gurion, diretto\nverso la soleggiata Florida, dove incontrera’ domani il presidente Usa\nDonald Trump. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel, citando il\ncomunicato dell’ufficio del premier. L’atterraggio in Florida e’ previsto\nper le 14 ora locale. La visita, che si terra’ nella tenuta di Trump a\nMar-a-Lago, a Palm Beach, dovrebbe concentrarsi sul futuro della Striscia\ndi Gaza e sulle continue minacce di Hezbollah e dell’Iran. I dati del\ntracker di volo mostrano che l’aereo di Netanyahu, soprannominato Wing of\nZion, si trova a circa 34mila piedi sopra il Mediterraneo. Secondo\nFlightradar24, circa mille persone stanno seguendo il volo, rendendolo il\nviaggio piu’ seguito del sito web. Il premier israeliano non viaggia con\ngiornalisti e non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica prima di\nsalire a bordo dell’aereo. Il viaggio di Netanyahu dovrebbe durare fino a\ngiovedi’, anche se il suo programma e’ piuttosto scarno. Trump, che oggi\nincontrera’ il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dovrebbe trascorrere\ngran parte della settimana sul campo da golf, secondo l’Associated Press.

“,”postId”:”a11543f9-f3b4-42fc-8161-369592c0ff89″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T09:04:57.192Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T10:04:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Netanyahu è partito da aeroporto Ben Gurion diretto in Florida”,”content”:”

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è partito  dall’aeroporto Ben Gurion diretto in Florida, dove domani incontrerà il  presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nella sua residenza di  Mar-a-Lago a Palm Beach. La visita, che durerà fino a giovedì, sarà  incentrata sul futuro della Striscia di Gaza e sulle minacce  rappresentate da Hezbollah e Iran. Netanyahu, come riporta il Times of  Israel, vola senza giornalisti al seguito e non ha rilasciato  dichiarazioni prima della partenza. L’atterraggio a Palm Beach è  previsto alle 20 ora italiana.

“,”postId”:”5135e97b-7e79-4571-9d79-30adf9bec316″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T08:46:25.363Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T09:46:25+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Scotto: \”Bene l’inchiesta ma sulla Flotilla non ci sono ombre\””,”content”:”

\”Approfittare di una vicenda così seria e grave per criminalizzare le  opposizioni, insieme a milioni di italiani che si sono mobilitati contro  il genocidio e per far arrivare aiuti a Gaza, è un’operazione  vergognosa\”. Lo afferma, in un’intervista a La Repubblica, Arturo  Scotto, parlamentare del Pd. \”Voglio essere chiaro – aggiunge -: chi ha  utilizzato enti di beneficenza per finanziare direttamente o  indirettamente Hamas, che è responsabile del progrom del 7 ottobre,  tradisce la solidarietà verso il popolo palestinese e non è il  benvenuto\”. Scotto rigetta le ricostruzioni secondo cui avrebbe  partecipato as iniziative di Hannoun. \”È una bugia – prosegue  l’esponente dem -, io non ho partecipato a nessuna iniziativa di  Hannoun. Nel 2017, da capogruppo di Sel alla Camera, fui invitato a un  suo meeting a Milano, ma declinai. Avevo saputo che, sebbene ci fossero  illustri personalità come il primo ministro del Marocco, non era  prevista la presenza dell’Olp, la principale organizzazione palestinese.  E non mi sembrò opportuno andare\”. Dicono anche che Hannoun da anni  foraggia la Flotilla, \”una finta missione umanitaria\”. \”La destra non sa  di cosa parla – afferma ancora Scotto -, ha sempre guardato con  diffidenza allo straordinario movimento di donne, uomini e soprattutto  ragazzi che hanno impugnato la bandiera della legalità internazionale a  difesa di Gaza. Questi ragazzi hanno dimostrato che c’è ancora qualcuno  capace di non girarsi dall’altra parte dinanzi a 70mila morti, come  hanno fatto i governi europei, Italia inclusa\”. Per rispondere a coloro  che commentano l’inchiesta di Genova, Scotto, in un’intervista a La  Stampa afferma: \”Montano una polemica senza fondamento per nascondere le  loro promesse elettorali tradite da questa legge di bilancio. Ma da  loro non accettiamo lezioni, noi abbiamo sempre condannato Hamas, in  tutte le risoluzioni parlamentari e nelle dichiarazioni pubbliche\”.

“,”postId”:”a4431944-8f04-420f-87de-246a603e0a42″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T08:40:32.456Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T09:40:32+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fassina: \”Ho ricevuto Hannoun alla Camera. Un colloquio solo politico\””,”content”:”

\”Sì, l’ho ricevuto alla Camera due tre volte perché era il presidente dell’Associazione dei palestinesi in Italia come ho incontrato rappresentanti di altre associazioni palestinesi\”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Stefano Fassina, parlamentare di Patria e Costituzione, confermando di aver incontrato in passato Mohammad Hannoun. Fassina afferma di essere rimasto colpito dalla notizia dell’arresto. \”Anche se nel 2023 erano già uscite delle notizie e nel 2024 il Dipartimento di Stato Usa ha inserito Hannoun nella lista delle personalità alle quali venivano bloccati i conti. Erano già emerse notizie su di lui che mi colpirono anche allora\”, aggiunge.\n    \”Negli incontri che abbiamo avuto – prosegue – noi affrontavamo il tema politico del riconoscimento dello Stato palestinese nella logica di due popoli due Stati, non abbiamo mai affrontato questioni che riguardassero finanziamenti. Mai un riferimento ad Hamas o ad altre tematiche che non riguardassero il nodo politico del riconoscimento dello Stato palestinese\”.\n    Le accuse ai movimenti pro Pal di farsi manovrare da Hamas. per Fassina sono \”squallide strumentalizzazioni. Voler associare le manifestazioni che ci sono state, così ampie, così diffuse, con le attività di un gruppo di persone che poi verranno sottoposte al giudizio della magistratura lo trovo strumentale. Ho letto anche dichiarazioni di consiglieri regionali liguri della Lega che addirittura tentano di mettere in mezzo la sindaca di Genova Silvia Salis\”.

“,”postId”:”a34e3df3-3675-41a6-818e-078976595bcb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T08:07:49.704Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T09:07:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Wafa: \”Cerca di andare al lavoro ma cade dal Muro, muore palestinese\””,”content”:”

Un lavoratore palestinese di 58 anni è morto dopo essere caduto dal muro di segregazione israeliano nella città di al-Ram, a nord di Gerusalemme. E’ quanto scrive l’agenzia palestinese Wafa. Fonti familiari hanno riferito che la vittima, Jihad Omar Hassan Qazmar, del villaggio di Izbat Salman a sud di Qalqilya, è rimasta ferita mentre cercava di raggiungere il suo posto di lavoro all’interno del territorio del 1948. È stato trasferito in ospedale durante la notte, dove è poi deceduto a causa delle ferite riportate. Le autorità israeliane stanno ancora trattenendo il suo corpo, secondo la famiglia.    Secondo l’Unione Generale dei Lavoratori Palestinesi, oltre 500 mila lavoratori palestinesi hanno perso le loro fonti di reddito dall’ottobre 2023. I tassi di disoccupazione hanno superato il 50% in Cisgiordania e hanno raggiunto circa il 44% nelle aree assediate, in particolare quelle più colpite dai posti di blocco militari e dalle zone chiuse.    Il sindacato ha inoltre riferito che 44 lavoratori sono stati uccisi e centinaia sono rimasti feriti dopo essere stati presi di mira dalle forze israeliane nei loro luoghi di lavoro, mentre si recavano al lavoro o vicino al muro. Oltre 34 mila lavoratori sono stati arrestati negli ultimi 26 mesi.

“,”postId”:”089efd80-b61b-41a8-beea-f7614f436457″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T08:06:38.896Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T09:06:38+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Somaliland: riunione Lega Araba su riconoscimento Israele”,”content”:”

La Lega Araba ha convocato per oggi una\nriunione di emergenza dei suoi 22 paesi membri per stabilire la propria\nrisposta al riconoscimento da parte di Israele del Somaliland come stato\nindipendente. Al momento la decisione israeliana e’ stata definita da una\nventina di paesi arabi e islamici come \”un precedente pericoloso\” e una\n\”minaccia alla pace\”. Si prevede che la riunione, che si terra’ a livello\ndi rappresentanti permanenti dei membri dell’organizzazione panaraba,\nrespinga anche il riconoscimento israeliano, che, secondo politici e\ncommentatori arabi, rientra nei tentativi di Israele di trovare territori\nper sfollare i palestinesi dalla Striscia di Gaza. L’annuncio della\nriunione e’ arrivato dopo che i ministri degli Esteri di circa 20 paesi\narabi e islamici hanno \”categoricamente\” respinto il riconoscimento\nisraeliano del Somaliland in una dichiarazione congiunta, ribadendo che si\ntratta di \”una regione, situata all’interno della Repubblica Federale di\nSomalia\”, e non di uno stato indipendente. Una dichiarazione, rilasciata nelle ultime\nore dal ministero degli Esteri egiziano, mette in guardia contro \”le gravi\nripercussioni di questa azione senza precedenti per la pace e la sicurezza\nnel Corno d’Africa e nella regione del Mar Rosso, e i suoi gravi effetti\nsulla pace e la sicurezza internazionale, che riflettono anche il chiaro e\ntotale disprezzo di Israele per il diritto internazionale\”. \”Respingiamo\ncategoricamente qualsiasi tentativo di collegare questa misura a qualsiasi\npiano di sfollamento del popolo palestinese dalla sua terra, che viene\nrespinto nella forma, nella sostanza e categoricamente\”, ha sottolineato.\nLa dichiarazione e’ firmata dai ministri degli Esteri di Egitto, Arabia\nSaudita, Turchia, Algeria, Iran, Pakistan, Iraq, Qatar, Giordania, Kuwait,\nLibia, Oman, Comore, Gibuti, Gambia, Palestina, Nigeria, Somalia, Sudan,\nYemen, nonche’ dall’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (Oci),\ncomposta da 57 Stati membri. La dichiarazione e’ stata rilasciata dopo che\nIsraele ha ufficialmente riconosciuto il Somaliland venerdi’ come \”stato\nindipendente e sovrano\”. Per il primo ministro israeliano Benjamin\nNetanyahu, \”questa dichiarazione e’ nello spirito degli Accordi di Abramo\nfirmati su iniziativa del presidente Donald Trump\”, ha spiegato il suo\nufficio in una nota. Questi accordi sono accordi di normalizzazione\nfirmati a partire dal 2020 tra Israele ed Emirati Arabi Uniti (Eau),\nBahrein, Sudan e Marocco, con la mediazione degli Stati Uniti, durante la\nprima presidenza di Trump. Il Somaliland, protettorato britannico fino al\n1960, non e’ riconosciuto a livello internazionale, sebbene abbia una\npropria costituzione, una propria valuta e un proprio governo, e abbia\npersino raggiunto un migliore sviluppo economico e una maggiore stabilita’\npolitica rispetto alla Somalia. La regione ha dichiarato la propria\nseparazione dalla Somalia, ex colonia italiana, nel 1991, quando il\ndittatore Mohamed Siad Barre fu rovesciato. Negli ultimi decenni, Somalia\ne Somaliland hanno perseguito senza successo diversi tentativi di dialogo\nsull’indipendenza della regione. La Somalia e’ in uno stato di conflitto e\ncaos sin dal rovesciamento di Barre nel 1991, che ha lasciato il Paese\nsenza un governo efficace e nelle mani di milizie islamiste, come Al\nShabaab, e signori della guerra.

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\”L’operazione è indiscutibilmente un grande risultato investigativo ed è la conferma concreta dell’impegno che il nostro apparato di sicurezza sta profondendo nel fronteggiare ogni possibile rischio terroristico. Proprio per questo, si può dire che siamo in allerta costante ma senza per questo dover cedere all’allarmismo\”. Lo afferma, in un’intervista a QN, Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno.    L’indagine, seguendo l’insegnamento del giudice Falcone, si è concentrata sui finanziamenti ad Hamas: \”Oggi più che mai – prosegue Piantedosi – è un caposaldo delle strategie investigative per fronteggiare e sconfiggere le attività di organizzazioni criminali e terroristiche. Nel caso, pur con la doverosa presunzione di innocenza, è stato squarciato il velo su comportamenti e attività che, dietro il paravento di iniziative a favore delle popolazioni palestinesi, celavano il sostegno finanziario e la partecipazione a organizzazioni con vere e proprie finalità terroristiche di matrice islamista\”.    Esiste un rischio concreto di infiltrazioni terroristiche nelle manifestazioni pro Palestina? \”Questo rischio c’è – afferma ancora il ministro dell’Interno -, è sondato dagli investigatori e bisogna stare molto attenti. Gli arrestati sono personaggi che vanno a costituire quell’area grigia tra quelle che sono iniziative di sostegno alla causa palestinese ma che in realtà qualche volta mascherano attività di vero e proprio sostegno alle azioni terroristiche. Gli arrestati erano persone molto attive nell’ambito delle manifestazioni che ci hanno impegnato nei mesi trascorsi\”.

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Questa mattina coloni israeliani hanno fatto irruzione nella città di Turmus Ayya, a nord di Ramallah, rubando i portoni di diverse case palestinesi in costruzione, secondo fonti locali. A riportarlo è l’agenzia palestinese Wafa. Sempre nella stessa zona della Cisgiordania le forze israeliane hanno sigillato il cancello di ferro all’ingresso principale del villaggio di Atara, limitando ulteriormente gli spostamenti dei palestinesi da e per la città di Ramallah. La chiusura ha costretto residenti e pendolari a lunghe deviazioni per raggiungere le loro destinazioni. Il cancello rappresenta una via di comunicazione vitale per diversi villaggi a ovest di Ramallah ed è utilizzato anche dalle persone provenienti dalle province settentrionali della Cisgiordania che viaggiano da e per Ramallah. Secondo fonti palestinesi dall’ottobre 2023 le forze israeliane hanno installato un totale di 910 posti di blocco militari e cancelli di ferro in tutta la Cisgiordania. Sempre stamattina presto, secondo fonti locali, le forze israeliane hanno rotto i finestrini di diversi veicoli palestinesi nella città di Deir Dibwan, a est di Ramallah. Infine, riporta ancora la Wafa, coloni israeliani hanno incendiato un veicolo e scritto slogan razzisti nel distretto di Betlemme nel villaggio di al-Jaba’a.

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Hamas ha avvertito che non tollererà alcuno spostamento forzato dei palestinesi verso il Somaliland, in seguito al riconoscimento da parte di Israele dell’indipendenza del territorio separatista somalo. In un comunicato pubblicato sul proprio sito, il movimento palestinese ha dichiarato: \”Ribadiamo il nostro totale rifiuto dei piani dell’occupazione di trasferire con la forza il nostro popolo, incluso l’uso del Somaliland come destinazione per il popolo di Gaza\”. Il movimento ha definito il riconoscimento israeliano come \”un precedente pericoloso e un tentativo inaccettabile di ottenere una falsa legittimità da parte di un’entità fascista che occupa la terra di Palestina\”.

\n”,”postId”:”e5c1dbf8-9359-4313-a2ab-9a2298a466c9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2025-12-28T05:16:04.901Z”,”timestampUtcIt”:”2025-12-28T06:16:04+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Associazione Hannoun, \”anche con conti chiusi non smetteremo di fare del bene\””,”content”:”

– \”Anche se i nostri conti restano chiusi, non smetteremo di fare del bene\” si legge nell’ultimo comunicato diffuso il giorno di Natale dall’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese in Italia (ABSPP ODV), fondata dal presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia Mohammad Hannoun, arrestato oggi con l’accusa di finanziare Hamas. Sul sito dell’associazione, ci sono numerosi video e comunicati sul lavoro dell’associazione, gli stessi che Hannoun mandava anche via whatsapp alla stampa, insieme ai comunicati dell’Api. Nei video e nelle foto si vedono bancali di cibo da distribuire ai gazawi, mentre nel sito vengono illustrati varie iniziative dell’associazione, che sostiene di avere portato avanti oltre 450 progetti benefici a sostegno della popolazione palestinese, tra cui la distribuzione di migliaia di pacchi alimentari e di tende agli sfollati. 

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La Russia continua a sostenere una soluzione giusta del conflitto tra Palestina e Israele, con la creazione di uno Stato palestinese sostenibile. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in un’intervista alla Tass. \”Ribadiamo il nostro impegno a favore di una soluzione giusta del conflitto israelo-palestinese sulla base del quadro giuridico universalmente riconosciuto\”, ha dichiarato Lavrov. \”L’obiettivo principale è porre rimedio a un’ingiustizia storica e provvedere alla creazione di uno Stato palestinese sostenibile, che possa coesistere con Israele\”, ha sottolineato il ministro. 

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Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è arrivato in Florida, in vista dell’incontro con Donald Trump per parlare della “fase due” del piano di pace per Gaza. Tra gli argomenti attesi, anche l’Iran, le tensioni con il Libano ed Hezbollah e lo stato dei colloqui per un accordo di sicurezza con la nuova Siria di Ahmad Al-Sharaa. Non ultimo, probabilmente, il tema del Somaliland, il cui riconoscimento da parte di Israele, il primo a farlo, ha suscitato una durissima reazione internazionale e non particolare ‘entusiasmo’ da parte dello stesso Trump. Intanto, in Libano, le forze israeliane hanno sparato alcuni colpi al confine, ferendo un peacekeeper della missione ONU Unifil. Blitz anti Hamas in Italia. Arrestate da polizia e guardia di Finanza 9 persone accusate di aver finanziato l’organizzazione terroristica islamica con oltre sette milioni di euro attraverso tre associazioni di beneficenza. Tra i fermati anche Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione dei palestinesi e ‘capo della cellula’ italiana.

Gli approfondimenti:

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23:59

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Segui il liveblog del 29 dicembre 2025 sulla situazione a Gaza e in Medio Oriente

Fase 2 del piano per Gaza, Netanyahu incontrerà Trump in Florida. LIVEFase 2 del piano per Gaza, Netanyahu incontrerà Trump in Florida. LIVEVai al contenuto

23:45

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23:28

La questione israelo-palestinese, cos’è e come è nata

L’attacco del 7 ottobre 2023 lanciato da Hamas contro Israele e la  conseguente offensiva a Gaza hanno riacceso i riflettori su una  contrapposizione che va avanti da decenni e su cui finora non si è  riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche se, negli anni,  qualche tentativo è stato fatto. Ultimo, il piano Usa accettato dalle  due parti (anche se solo per quanto riguarda la prima fase) nell’ottobre  del 2025.

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23:02

Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono

Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con  l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi  arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza  di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha  più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.

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22:33

Cosa comportano le nuove misure israeliane per le ong a Gaza

Il governo di Benjamin Netanyahu ha imposto nuovi requisiti che  rischiano di escludere le maggiori organizzazioni umanitarie da Gaza dal  2026. Come denuncia Medici senza frontiere, gli aiuti sono  insufficienti, le condizioni critiche e il rischio di interrompere cure e  assistenza vitali alla popolazione civile molto concreto. Il timore –  ha detto a Sky Tg24 Insider la presidente di Msf Italia, Monica Minardi –  è che Israele voglia “usare il controllo degli aiuti come arma  genocidaria”.

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22:04

Tajani: “Sinistra sempre acritica verso estremisti Hamas”

“La sinistra è sempre stata acritica nei confronti anche degli estremisti di Hamas”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando a Zona Bianca l’arresto del presidente dell’associazione dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun. “Certamente fra le file dei Propal c’erano estremisti e amici di Hamas, questo è scontato”, ha aggiunto, congratulandosi con le autorità per aver “smascherato quella che era un’operazione fintamente umanitaria”. 

21:58

Netanyahu atteso a Mar-a-lago per fase 2 della tregua a Gaza

21:57

Jared Kushner, chi è il genero di Trump e il ruolo tra Israele e Hamas

Del genero del presidente americano Donald Trump (marito della figlia  Ivanka), si è tornati a parlare dopo l’accordo di tregua tra Israele e  Hamas, siglato dopo oltre due anni di conflitto. Insieme a Steve  Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina e in Medio  Oriente, Kushner ha avuto un ruolo attivo nelle trattative tra le parti:  ecco chi è.

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21:29

La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni

Il 7 ottobre del 2023 i terroristi  sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini  al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando  persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.

Israele ha risposto lanciando l’operazione ‘Spade di Ferro’ con  massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un’offensiva di  terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è  stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso  dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e  all’Iran.

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21:16

Media: “Netanyahu propone apertura valico Rafah, no di Smotrich e Ben Gvir”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva proposto di aprire il valico di Rafah tra la Striscia di Gaza e l’Egitto per traffico bidirezionale, ma la proposta è stata respinta dai partner di estrema destra della sua coalizione. Lo riferisce l’emittente Channel 12, citata dal Times of Israel.

Netanyahu aveva motivato l’iniziativa come un modo per dimostrare all’amministrazione Trump l’impegno di Israele nel rispettare il cessate il fuoco a Gaza, che prevede l’apertura del valico. Tuttavia, i ministri Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir hanno chiesto che Hamas restituisca prima il corpo dell’ostaggio ucciso Ran Gvili, ultimo prigioniero rimasto a Gaza, e hanno fatto pressione affinché la misura non venisse approvata. Secondo un funzionario israeliano, “c’era pressione politica e la decisione di aprire il valico non è stata presa”.

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20:56

Dagli ostaggi liberati alle vittime: i numeri della guerra a Gaza

Dopo la firma ufficiale dell’accordo di pace di Donald Trump a Sharm el  Sheikh, i mediatori hanno lavorato alla “fase 2” del piano, in  particolare sulla sicurezza e la futura amministrazione della Striscia,  quando ancora la prima parte resta fragile.  Ma quali sono le cifre di  due anni di conflitto?

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20:47

Netanyahu è arrivato in Florida, domani vede Trump su Gaza

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu è appena arrivato in Florida, dove domani incontrerà Donald Trump per parlare di Gaza

20:33

Fondi dall’Italia ad Hamas, 25 indagati: tra loro anche i familiari di Hannoun

Per gli investigatori, la moglie e i due figli del leader palestinese sapevano della reale destinazione del denaro. Il ministro Piantedosi: “Seguiti i flussi di denaro. L’operazione dimostra che l’apparato investigativo e di intelligence è solido”. Scontro politico tra centrodestra e opposizioni. Così parlava uno degli indagati: “Se dovessero entrare in questo pc, ci danno sei anni”

Fondi dall'Italia ad Hamas, tra gli indagati anche la famiglia HannounFondi dall’Italia ad Hamas, tra gli indagati anche la famiglia HannounVai al contenuto

19:44

Gaza, cos’è il ‘modello IRA’ per il disarmo di Hamas

Mentre regge – a fatica – il cessate il fuoco a Gaza, ci si interroga su quale possa essere il percorso della seconda fase del piano di Donald Trump verso la pace. E tra le diverse possibilità che sono state ventilate, si è parlato anche di un “modello IRA” per la fine della lotta armata di Hamas. Ma come si arrivò alla fine del conflitto in Irlanda del Nord, ed è davvero replicabile per far terminare la guerra che ha devastato la Striscia?

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19:06

Aereo Netanyahu sorvola Grecia, Italia e Francia

L’aereo con a bordo il premier israeliano Benjamin Netanyahu, partito da Tel Aviv e diretto in Florida per incontrare il presidente Usa Donald Trump, ha sorvolato Grecia, Italia e Francia. Lo scorso settembre, diretto a New York per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu, la rotta seguita dall’aereo di Netanyahu aveva suscitato perplessità perché aveva allungato di circa 600 km il tragitto, passando da Grecia e Italia e lo Stretto di Gibilterra, ma evitando la Francia. All’epoca i media israeliani avevano suggerito che potesse essere un tentativo di evitare problemi legati al mandato di arresto emesso nei confronti del premier da parte della Corte penale internazionale (Cpi) per presunti crimini di guerra. Parigi aveva comunque fatto sapere che aveva accordato a Tel Aviv il permesso di sorvolo. 

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18:41

Somaliland: “Mai discusso con Israele sul trasferimento di persone da Gaza”

Il governo del Somaliland ha assicurato che il  riconoscimento della sua indipendenza da parte di Israele non è in alcun modo legato a presunti piani per accogliere palestinesi espulsi dalla Striscia di Gaza. In un’intervista all’emittente israeliana Kan, il ministro degli Esteri del Somaliland, Abdirahman Dahir, ha smentito categoricamente tali ipotesi, affermando che “non è mai stato negoziato alcun trasferimento o accoglienza di persone da Gaza” e che le voci in merito sono “false e fuorvianti”.

Le dichiarazioni arrivano dopo che il movimento islamista palestinese Hamas aveva denunciato pubblicamente l’esistenza di un piano per utilizzare il Somaliland come destinazione per i palestinesi di Gaza, ribadendo in una nota il suo “totale rifiuto” di qualsiasi progetto di sfollamento forzato. Hamas ha inoltre condannato il riconoscimento israeliano dell’entità separatista somala, definendolo “un precedente pericoloso” e un tentativo “inaccettabile” di conferire legittimità a Israele, in linea con la posizione del governo di Mogadiscio e di gran parte della comunità internazionale.

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18:28

Sindacato giornalisti: “Dal 7 ottobre Israele ha ucciso 706 familiari reporter palestinesi”

Secondo il Palestinian Journalists Syndicate, dall’inizio della guerra a Gaza nell’ottobre 2023, Israele ha ucciso almeno 706 familiari di giornalisti palestinesi. Secondo il sindacato, le forze israeliane stanno colpendo sistematicamente le famiglie dei giornalisti nell’ambito di quella che ha definito una guerra volta a mettere a tacere la stampa palestinese. 

Il rapporto afferma che gli attacchi rappresentano una strategia deliberata e che le vittime non accidentali e causate dalla guerra. La violenza israeliana contro i giornalisti si è “evoluta fino ad assumere una dimensione più pericolosa e brutale, rappresentata dal prendere di mira le famiglie e i parenti dei giornalisti, in un chiaro tentativo di trasformare il lavoro giornalistico in un peso esistenziale di cui figli, mogli, padri e madri pagano il prezzo”, ha affermato il sindacato. 

Muhammad al-Lahham, presidente del Comitato per le libertà del sindacato, ha affermato che la serie di attacchi dal 2023 al 2025 mette in luce l’intenzione di Israele di reprimere il giornalismo indipendente a Gaza. Prendere di mira le famiglie dei giornalisti, ha affermato, “rivela che l’occupazione israeliana sta conducendo una guerra totale contro la verità, senza fare distinzione tra la telecamera e il bambino, né tra la penna e la casa”. “Il sangue delle famiglie dei giornalisti rimarrà una testimonianza vivente del crimine di aver cercato di mettere a tacere la voce palestinese”, ha aggiunto al-Lahham.

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18:16

Accordi di Abramo, cosa sono e cosa prevedono

Nel 2020 gli sforzi diplomatici hanno portato a una serie di intese con  l’obiettivo di normalizzare le relazioni tra Israele e diversi Paesi  arabi. Gli accordi furono mediati dagli Usa durante la prima presidenza  di Donald Trump. L’escalation in Medio Oriente degli ultimi due anni ha  più volte fatto vacillare gli accordi. Ecco cosa sapere.

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17:51

Conclusa l’operazione Idf contro la città dell’attentatore di venerdì

L’esercito israeliano ha annunciato oggi di aver concluso un’operazione di due giorni a Qabatiya, una città nella Cisgiordania occupata che ha dato i natali ad un attentatore palestinese che venerdì ha ucciso due persone. Il sindaco di Qabatiya, Ahmed Zakarneh, ha reso noto che 50 residenti sono stati brevemente trattenuti nell’ambito dell’operazione. La maggior parte di loro sono stati rilasciati poco dopo, ad eccezione del padre e di due fratelli dell’aggressore”, stando a quanto scrive l’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa. L’esercito ha avviato l’operazione venerdì subito l’attacco del palestinese che ha ucciso un pedone di 68 anni in un incidente stradale e poi ha accoltellato a morte una giovane donna vicino a una fermata dell’autobus sulla Route 71. 

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17:39

Media: “Israele arresta membro Jihad Islamica in ricerche ultimo ostaggio”

Forze israeliane sotto copertura hanno arrestato nella Striscia di Gaza un militante della Jihad islamica palestinese (Pij) legato al rapimento del sergente maggiore della polizia israeliana Ran Gvili, l’ultimo ostaggio israeliano di cui i gruppi armati non hanno ancora restituito il corpo. Lo riferisce il quotidiano saudita Asharq al-Awsat, secondo cui il fermo rientra nelle operazioni per individuare i resti dell’ostaggio.

L’uomo, il cui nome non è stato reso noto, apparterrebbe alle Brigate al-Quds, braccio armato della Jihad islamica, ed era attivo nel quartiere orientale di Zeitoun, a Gaza City, un’area attraversata dalla linea di cessate il fuoco. Secondo le fonti del giornale, sarebbe stato arrestato a circa un chilometro a ovest della linea, nella parte della Striscia controllata da Hamas. 

Asharq al-Awsat riferisce inoltre che il nome del militante compariva in un elenco consegnato da Israele ai mediatori al Cairo il mese scorso, contenente i nominativi dei sospetti responsabili della cattura e della detenzione del corpo di Gvili. Fonti israeliane accusano la Jihad islamica di trattenere i resti dell’ostaggio e Hamas di non aver esercitato sufficienti pressioni sull’alleato per ottenerne la restituzione. La Jihad islamica sostiene invece di aver già restituito tutti gli ostaggi in suo possesso, mentre fonti interne ai due gruppi si rimpallano la responsabilità, affermando che le operazioni militari israeliane hanno reso più difficili le ricerche del corpo.

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17:32

Gaza, ipotesi divisione della Striscia in due parti: cosa sappiamo

La possibile nuova idea americana per la Striscia di Gaza vedrebbe una  divisione in due aree, una sotto il controllo di Israele e l’altra sotto  Hamas. L’ipotesi è circolata dopo la visita del vicepresidente degli  Stati Uniti JD Vance in Israele. Ecco di cosa si tratta.

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16:56

Hezbollah: “Disarmo illogico con continui raid Israele”

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha respinto la richiesta di disarmo del gruppo sciita filo-iraniano, sostenendo che è “illogico” consegnare le armi sotto i “continui attacchi israeliani al Libano”. Il Paese dei Cedri è “nel cuore della tempesta e dell’instabilita’ a causa degli Stati Uniti e di Israele”, ha affermato il successore di Hassan Nasrallah durante un discorso trasmesso in tv. Washington e Tel Aviv, ha aggiunto, vogliono mettere sotto tutela il Libano ma questo può invece scegliere di espellere Israele e riconquistare la propria sovranita’.

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16:47

Israele, ministro: “Terrorismo beduino come Hamas e Jihad islamica”

“Il terrorismo beduino non è meno pericoloso del terrorismo jihadista. Si tratta di terroristi con carte d’identità blu (israeliane) che sono armati e trascorrono il loro tempo libero nei covi terroristici di Hebron, Ramallah e Nablus, importando da lì donne e idee ideologiche estremiste”. E’ il messaggio postato su X dal ministro del Patrimonio israeliano ed esponente dell’estrema destra, Amichay Eliyahu. Per l’esponente di Otzma Yehudit – collega di partito del ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir che oggi ha visitato un villaggio beduino creando forti tensioni- “dobbiamo applicare nei loro confronti le stesse misure che vengono utilizzate contro i terroristi di Hamas e della Jihad islamica, indipendentemente dal colore della loro carta d’identità, e preferibilmente prima”.

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16:46

Leader di Hezbollah: “Nessun disarmo finché gli attacchi israeliani continueranno”

Il segretario generale di Hezbollah Naim Qassem ha chiesto di respingere la richiesta di disarmo, sostenendo che è illogica finché gli attacchi israeliani continueranno. “Il disarmo fa parte di un piano più ampio: ritirare la potenza militare; indebolire il potere economico e sociale; seminare divisione tra il Movimento Amal e Hezbollah; alimentare discordia tra l’esercito, la resistenza e il popolo; mantenere l’occupazione del Libano meridionale; e consentire attacchi in tutto il Libano senza supervisione o responsabilità”, ha detto in un discorso televisivo riportato da L’Orient Le Jour. Israele “deve cessare le sue aggressioni – via terra, via mare e via aria – così come le sue attività di spionaggio, porre fine a ogni forma di ostilità, ritirarsi completamente, rilasciare tutti i prigionieri e consentire l’avvio della ricostruzione, a partire dal Sud (…). Questa è l’attuazione dell’accordo. Solo allora potrete venire a chiederci di discutere altre fasi”, ha sottolineato. 

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16:25

Israele, tensioni per visita Ben-Gvir in villaggio beduino

Tensioni per la visita del ministro israeliano per la Sicurezza Nazionale e leader di estrema destra, Itamar Ben Gvir, nel villaggio beduino di Tarabin al-Sana, dove nei giorni scorsi la polizia è intervenuta con forza, arrestando tre residenti sospettati di aver appiccato incendi e danneggiato auto in vicine comunità ebraiche. Manifestanti hanno accolto il ministro con lancio di pietre e la polizia ha risposto con gas lacrimogeni e arresti. “Questi criminali pensavano di mandarmi un messaggio, di farmi pagare il prezzo”, ha commentato Ben-Gvir, promettendo di non lasciarsi intimidire e di tornare in città. Nell’ultimo mese la polizia ha lanciato l’operazione ‘Nuovo Ordine’, intensificando le incursioni nella citta’ beduine del Negev con l’obiettivo di reprimere la criminalita’ violenta, il contrabbando di armi e le violazioni del codice della strada. L’iniziativa ha suscitato la reazione dei residenti, irritati dalle irruzioni in stile militare e dalla diffusione dei posti di blocco all’ingresso delle città. “Finalmente c’è una forza di polizia che funziona. Per trent’anni si sono abituati a non avere polizia, né legge né giudice, e fanno quello che vogliono”, ha ribattuto il leader dell’estrema destra, puntando il dito contro “criminali del Negev”.

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16:02

La guerra Israele-Hamas e il sì al piano Usa: cos’è successo in 2 anni

Il 7 ottobre del 2023 i terroristi  sono penetrati nel Sud dello Stato ebraico, attaccando i kibbutz vicini  al confine con la Striscia di Gaza, uccidendo famiglie e sequestrando  persone. Le vittime del massacro, in totale, sono state circa 1.300.

Israele ha risposto lanciando l’operazione ‘Spade di Ferro’ con  massicci bombardamenti su Gaza, a cui poi è seguita un’offensiva di  terra che ha portato all’invasione della Striscia, che ancora oggi è  stretta nella morsa israeliana. Si contano oltre 60mila morti. Nel corso  dei mesi, il conflitto si è allargato a Hezbollah nel Sud Libano e  all’Iran.

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15:27

Israele, proteste ultraortodossi: bloccata autostrada 4

In Israele l’autostrada 4 è stata bloccata in entrambe le direzioni all’altezza di Bnei Brak da proteste inscenate da ultraortodossi. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth. I problemi alla circolazione stradale erano attesi alla luce delle manifestazioni indette in tutto il Paese dagli estremisti della Fazione di Gerusalemme per protestare contro i recenti arresti di haredi renitenti alla leva. Il leader del gruppo, il rabbino Azriel Auerbach, ha ordinato agli ultraortodossi di scendere in piazza nel pomeriggio, mentre rabbini di spicco avrebbe assicurato che in caso di arresti “fermeremo il Paese”. I luoghi delle proteste non sono stati resi noti per rendere più difficile la repressione delle manifestazioni da parte della polizia. La fazione di Gerusalemme è il gruppo più estremista all’interno della comunità haredi e le loro proteste sono generalmente segnate da scontri con le forze di sicurezza. All’inizio di dicembre, almeno 10 agenti sono rimasti feriti a Gerusalemme.

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14:32

Israele, ‘terrorismo beduino pericoloso quanto Hamas’

“Il terrorismo beduino non è meno pericoloso del terrorismo jihadista. Si tratta di terroristi con carte d’identità blu (israeliane) che sono armati e trascorrono il loro tempo libero nei covi terroristici di Hebron, Ramallah e Nablus, importando da lì donne e idee ideologiche estremiste”. Lo ha scritto su X il Ministro del Patrimonio israeliano Amichay Eliyahu, aggiungendo che “dobbiamo applicare nei loro confronti le stesse misure che vengono utilizzate contro i terroristi di Hamas e della Jihad islamica, indipendentemente dal colore della loro carta d’identità, e preferibilmente prima”. In precedenza, il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir aveva promesso in un’intervista di intensificare la repressione delle comunità beduine alla luce degli scontri e degli episodi criminali, e aveva istituito un posto di blocco all’ingresso del villaggio beduino di Tabarin. 

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14:20

Terrorismo: legali Hannoun, ‘accuse su prove di fonte israeliana’

“Per ora quel che ci pare emergere dalla prima lettura degli atti è che l’impostazione accusatoria è largamente costruita su elementi probatori e valutazioni, anche giuridiche, di fonte israeliana, senza che sia possibile un reale e approfondito controllo su contenuti e rispetto dei principi costituzionali, convenzionali e codicistici di formazione della prova”. Così gli avvocati Dario Rossi, Fabio Sommavigo e Emanuele Tambuscio, legali di  Mohammad Hannoun, arrestato ieri insieme ad altre otto persone con l’accusa di finanziare Hamas nell’ambito dell’inchiesta della procura di Genova e della procura nazionale antimafia e antiterrorismo.  

“Anche le modalità di utilizzazione nel nostro procedimento paiono, per usare un eufemismo – continuano -, semplificate oltre ogni limite. Domani riusciremo poi a parlare con il nostro assistito in carcere e ad avere un quadro più preciso anche delle vicende rappresentate”. “Il rischio piuttosto evidente è che azioni concrete di solidarietà alla popolazione palestinese martoriata siano di per ciò solo interpretate come azioni di sostegno, o addirittura di partecipazione, ad attività terroristiche, ammesso che tale qualificazione possa ritenersi, e in che misura, corretta”, concludono i legali.

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13:18

Fondi ad Hamas, Delmastro ‘Sinistra dimostri di stare dalla parte della sicurezza’

“L’Imam Shahin di Torino, improvvidamente liberato dalla Corte d’Appello, con tanto di festeggiamenti e ricche feste e cotillon organizzati dalla sinistra parlamentare, era nella opaca galassia di Hannoun, interloquiva con gli indagati per finanziamento del terrorismo e ‘spostava denaro’ con loro. La sinistra ha ancora qualcosa da festeggiare per la liberazione di Shahin?” Lo dichiara in una nota Andrea Delmastro delle Vedove, deputato di Fratelli d’Italia e Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia. “L’indagine sul finanziamento al terrorismo islamico ogni giorno apre un nuovo squarcio inquietante che colpisce quasi selettivamente tutti gli esponenti idolatrati dalla sinistra italiana – aggiunge -. Quando passerà la sinistra ubriacatura per la maleodorante e violenta piazza pro Pal e maranza? La sinistra italiana è a un bivio: o la sicurezza della Nazione o la piazza incendiaria pro Pal, nel cui sottobosco si agitano personaggi inquietanti”. 

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13:10

Terrorismo: ambasciatore Israele, ‘bene operazione contro rete Hamas’

“Ieri le forze dell’ordine italiane hanno smantellato una rete di Hamas attiva da molti anni nel Paese, responsabile del trasferimento di milioni di euro all’organizzazione terroristica sotto la copertura di attività umanitarie. Desidero esprimere il mio apprezzamento al governo italiano e alle forze dell’ordine per il loro importante lavoro contro l’infiltrazione di elementi islamici radicali che operano per promuovere il terrorismo, come accaduto di recente a Sydney. Dobbiamo combattere tutti insieme contro il fenomeno del terrorismo islamico”. Così su X l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.

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13:03

Comunità palestinesi in Italia: “Preoccupazione per gli arresti”

“La solidarietà con il popolo palestinese non è terrorismo” scrivono in una nota le comunità palestinesi in Italia, esprimendo “piena fiducia nella magistratura italiana e profonda preoccupazione per quanto sta avvenendo nel Paese in relazione agli arresti recenti, che rischiano di assumere i contorni di un’azione repressiva nei confronti del movimento palestinese e della solidarietà con la Palestina”.    In questo contesto, come si legge nella nota inviata da Khader Tamimi della comunità lombarda, “confidiamo nel rispetto dei principi fondamentali dello Stato di diritto, affinché siano assicurati trasparenza, imparzialità e piena tutela dei diritti di tutte le persone coinvolte”.   Le comunità palestinesi in Italia “continueranno ad operare con determinazione – conclude la nota – contro l’occupazione israeliana per la difesa del diritto all’autodeterminazione, alla libertà e alla giustizia sulla base delle Risoluzioni ONU e della legalità internazionale”.

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13:01

Fondi ad Hamas, arrestato: “Il 7 ottobre l’inizio della liberazione”

“Toufan al Aqsa, 7 ottobre 2023, è stato l’inizio della liberazione. Noi adesso siamo sulla strada della liberazione… “:  Ra’Ed Hussny Mousa Dawoud, conosciuto come Abu Falastine, uno degli arrestati nell’inchiesta sul finanziamento ad Hamas lo ha detto a due interlocutori algerini nell’ottobre dell’anno successivo. E questo è solo uno degli elementi che, secondo l’accusa, conferma la sua adesione ad Hamas.     Una adesione testimoniata dal colloquio che Falastine ha raccontato di aver avuto con Isamil Haniyeh anni prima in cui l’allora capo di Hamas gli aveva detto di non partire per Gaza ma restare in Italia: “anche se io mandassi cento persone in Italia non sarebbero in grado di rimpiazzarti”.     La sua adesione, secondo gli inquirenti, è testimoniata anche da una foto con il leader dei Fratelli musulmani Al-Khardoui nell’opuscolo ‘Hamas in Europe’ trovata nel server della Abspp, dove era presente anche un video di Abu Falastine dei tunnel sotto Gaza, e da un documento della sicurezza interna di Hamas in cui è indicato come riferimento del centro in Italia.    Falastine si è impegnato anche per organizzare il trasporto dei fondi in Palestina, molto spesso raccolti in contanti. Adel Ibrahim Salameh Abu Rawa, referente per le donazioni nel Nord Est, più volte ha consegnato ingenti somme di denaro: l’11 febbraio 2024 a Milano ha consegnato uno zaino con 180mila euro, l’11 aprile 2024 al Casello di Lodi ha consegnato 250 mila euro a Yaser Elasaly, e il 20 giugno dello stesso anno 180mila euro. Cifre così importanti, che quando pensava di trascorrere qualche mese in Gran Bretagna Mohammad Hannoun ha ammesso che ha fatto più lui in otto mesi che altri in anni. “Sì – ha ammesso Abu Rawa – senza contare quelli del Pos e altre cose, sono arrivati quasi un milione 900mila euro”.

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12:53

Ambasciatore Israele: “Bene Italia per lo smantellamento della rete di Hamas”

“Ieri le forze dell’ordine italiane hanno smantellato una rete di Hamas  attiva da molti anni nel Paese, responsabile del trasferimento di  milioni di euro all’organizzazione terroristica sotto la copertura di  attività umanitarie. Desidero esprimere il mio apprezzamento al governo  italiano e alle forze dell’ordine per il loro importante lavoro contro  l’infiltrazione di elementi islamici radicali che operano per promuovere  il terrorismo, come accaduto di recente a Sydney. Dobbiamo combattere  tutti insieme contro il fenomeno del terrorismo islamico”. Lo scrive su X  l’ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled.

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12:49

Fondi ad Hamas, sequestrato un milione durante le perquisizioni

Sono 17 le perquisizioni effettuate dalla Digos (incluse le tre sedi dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese a Genova, Milano e Roma), a Torino, Bologna, Bergamo, Firenze, Monza Brianza, Lodi, Sassuolo (Modena) nell’ambito dell’indagine sui finanziamenti ad Hamas che ha portato all’arresto a Genova do Mohammed Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi d’Italia.    In tutto, sottolinea la procura, è stato sequestrato denaro contante per un milione e 80 mila euro, trovato non solo nella sede dell’Abspp ma anche nelle residenze delle persone indagate, In un caso, circa 560 mila euro erano stati nascosti in un vano ricavato in un garage a Sassuolo.    Nel corso delle perquisizioni sono stati inoltre sequestrati alcuni computer, nascosti nell’intercapedine di una parete in un alloggio in provincia di Lodi, e altri dispositivi elettronici che saranno sottoposti ad analisi nei prossimi giorni. Nella abitazione di uno degli indagati, che nascondeva anche circa 6 miula euro è stata trovata una bandiera di Hamas.    Materiale riconducibile all’organizzazione è stato inoltre trovato in alcuni dei luoghi sottoposti a perquisizione. In particolare, oltre a vari opuscoli sul movimento islamista, è stata sequestrata una chiavetta usb contenente ‘anāshīd’, i canti corali della tradizione islamica celebrativi di Hamas.

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12:45

Ruffino: “Tutti i democratici puntino a estirpare Hamas”

“La sinistra continua a mostrare difficoltà a sintonizzarsi con la realtà dei fatti. Criticare chi denuncia nelle piazze pro-PAL un sostegno indiretto al terrorismo di Hamas è un aspetto del problema. C’è un altro profilo, molto più rilevante, che è sfuggito e sfugge alla sinistra o “campo largo” che dir si voglia: l’assenza nelle piazze pro-PAL di una chiara e urlata condanna di Hamas. Se il traguardo di avere due popoli e due Stati rimane ancora lontano non è colpa di altri se non di Hamas. Certo, ci sono gli estremisti religiosi nel governo israeliano e Netanyhau li ha strumentalizzati oltre misura per la sua carneficina a Gaza e per nuovi insediamenti di coloni in Cisgiordania. Ma è la sconfitta di Hamas e il suo definitivo annientamento a Gaza la chiave di volta per avviare negoziati seri. Senza più un solo terrorista nella Striscia cadono tutti gli alibi anche per Netanyhau. A questo risultato dovrebbe puntare ogni forza democratica libera da pregiudizi ideologici”. Lo afferma Daniela Ruffino, parlamentare di Azione.

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12:44

Cisgiordania, coloni bruciano veicoli e messaggi razzisti

Dei coloni israeliani hanno bruciato un
Suv palestinese nella citta’ di Huwara, a sud della citta’ palestinese di
Nablus, dove hanno anche scritto graffiti razzisti. Durante l’attacco,
secondo l’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, i coloni hanno
tentato di appiccare il fuoco a un secondo veicolo appartenente al
fratello della vittima, ma i residenti locali sono intervenuti e hanno
impedito l’incendio. Contemporaneamente, nel governatorato di Betlemme –
nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania – un gruppo di
coloni israeliani ha appiccato il fuoco a un altro veicolo nel villaggio
di Jabaa, a ovest di Betlemme. In questo stesso villaggio, il 17 novembre,
i coloni avevano bruciato diverse case e veicoli. Questi tipi di attacchi
violenti sono diventati sempre piu’ frequenti in Cisgiordania e, secondo i
dati della Ong B’Tselem, decine di villaggi palestinesi nei pressi degli
insediamenti illegali in espansione sono stati parzialmente o
completamente abbandonati dal 7 ottobre 2023. L’inazione della polizia e
della magistratura e’ un fenomeno comune quando si tratta di violenza dei
coloni, spesso organizzata e tollerata dalle autorita’ israeliane. I
coloni ricevono anche sussidi statali e accesso all’acqua e
all’elettricita’ se si trasferiscono nei territori occupati. Quasi il 94%
delle indagini aperte dalla polizia israeliana sulla violenza dei coloni
tra il 2005 e il 2024 si e’ concluso senza che siano state presentate
accuse, secondo i dati dell’organizzazione israeliana per i diritti umani
Yesh Din. Dal 2005, solo il 3% dei casi aperti ha portato a condanne
totali o parziali. Solo nel mese di ottobre, in concomitanza con la
raccolta delle olive in Cisgiordania, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il
coordinamento degli affari umanitari (Ocha) ha registrato almeno 264
attacchi contro i palestinesi, il mese peggiore da quando si sono iniziati
a registrare tali episodi nel 2006.

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11:29

Netanyahu in volo per gli Stati Uniti, focus su Gaza e su elezioni

Il primo ministro di Israele Benyamin Netanyahu è decollato stamattina dall’aeroporto Ben Gurion diretto in Florida, dove incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo scrive il Times of Israel.    La visita alla tenuta di Trump a Mar-a-Lago a Palm Beach dovrebbe concentrarsi sul futuro della Striscia di Gaza e sulle continue minacce di Hezbollah e dell’Iran. L’atterraggio in Florida è previsto per le 14 ora locale.    Il viaggio di Netanyahu dovrebbe durare fino a giovedì, sebbene il suo programma sia piuttosto scarno. Trump, che oggi incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dovrebbe trascorrere gran parte della settimana sul campo da golf, secondo l’Associated Press.   Scrive la Cnn che l’incontro segnerà più di una semplice riunione diplomatica. Per Netanyahu, è l’atto di apertura della sua campagna di rielezione per il 2026, in cui il presidente degli Stati Uniti è destinato a svolgere un ruolo da protagonista. Le elezioni sono ufficialmente previste per ottobre, anche se questa scadenza potrebbe essere anticipata. Due minacce immediate incombono sulla coalizione di Netanyahu: la crisi della coscrizione ultra-ortodossa e la scadenza del bilancio di marzo 2026. Entrambe potrebbero innescare elezioni anticipate. I sondaggi dall’ottobre 2023 però mostrano che la sua coalizione non raggiunge la maggioranza di 61 seggi della Knesset necessaria per governare, oscillando tra i 49 e i 54 seggi.    Di recente, Trump ha sostenuto la campagna per la grazia di Netanyahu, rivolgendosi pubblicamente al presidente israeliano Isaac Herzog durante un discorso alla Knesset in ottobre per celebrare il cessate il fuoco a Gaza. L’episodio diede il via a una campagna elettorale allineata al Likud, culminata nella richiesta formale di clemenza da parte di Netanyahu. Una fonte ben informata del Likud afferma che Netanyahu ha già discusso di ospitare Trump in Israele durante la sua campagna, per una seconda visita dal suo ritorno alla Casa Bianca.

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11:24

Fondi ad Hamas: indagata anche attivista e giornalista torinese

La torinese Angela Lano, di 62 anni – giornalista e orientalista, direttrice dell’agenzia di stampa ‘Infopal’ e autrice di diversi libri sul mondo arabo e islamico – è tra gli indagati nell’inchiesta che ha portato a nove misure cautelari per sette milioni di euro di finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni. Lo riporta l’edizione di Torino de ‘La Stampa’.    Storica attivista No Tav, Lano – riferisce il quotidiano – è indagata per concorso e partecipazione in associazione con finalità terroristica e ieri la sua abitazione a Sant’Ambrogio è stata perquisita dalla Digos, che ha sequestrato denaro contante, dispositivi informatici e bandiere con simboli di Hamas. La giornalista viene considerata dagli investigatori la responsabile della propaganda di Hamas in Italia, in rapporti quasi quotidiani con l’imam di Genova Mohammed Hannoun, presidente dei Palestinesi d’Italia e tra i principali indagati nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova.    Nel 2010 Angela Lano fu protagonista di un altro fatto di cronaca legato alle vicende palestinesi. All’epoca la giornalista era una delle persone a bordo della nave del convoglio umanitario ‘8000 – Freedom for prisoners. Freedom for Gaza’ assaltato dalla marina militare israeliana. Gli occupanti dell’imbarcazione furono poi liberati alcuni giorni dopo.

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11:24

Hacker iraniani: “Violato telefono capo staff Netanyahu”

Il gruppo di hacker iraniani “Handala” ha diffuso
documenti, foto ed elenchi di contatti che sarebbero stati estratti dal
telefono di Tzachi Braverman, capo dello staff del primo ministro Benjamin
Netanyahu. L’ufficio del premier israeliano ha negato questa affermazione
giunta dallo stesso gruppo di hacker iraniani che la scorsa settimana si
e’ infiltrato nel telefono dell’ex premier Naftali Bennett. “Handala”,
secondo quanto riferito dalla stampa israeliana, afferma di essere
riuscito a violare il telefono di Tzachi Braverman, annunciando appunta la
pubblicazione in giornata di nuove informazioni che collegano Braverman
allo scandalo Qatargate. L’ufficio del primo ministro ha dichiarato al
Times of Israel che “non e’ stata rilevata alcuna violazione. La questione
e’ in fase di indagine”. Due consiglieri di Netanyahu avrebbero lavorato
per conto del Qatar per l’agenzia di pubbliche relazioni Perception,
guidata da Yisrael Einhorn, ex responsabile della campagna elettorale di
Netanyahu, mentre erano alle dipendenze del primo ministro. In
un’intervista andata in onda la scorsa settimana, uno dei consiglieri, Eli
Feldstein, ha affermato che Braverman era coinvolto in un presunto
scandalo separato ma correlato, che riguardava la fuga di informazioni
riservate al tabloid tedesco Bild, nell’ambito di un presunto piano per
influenzare l’opinione pubblica e allentare la pressione su Gerusalemme
affinche’ raggiungesse un accordo con Hamas. Feldstein, che ha ammesso di
aver fatto trapelare le informazioni, ha affermato che Braverman e’ venuto
a conoscenza di un’indagine segreta delle IDF sulla fuga di notizie e lo
ha rassicurato che potrebbe essere smentita, sebbene il capo di stato
maggiore lo abbia anche minacciato se avesse fatto la spia agli
inquirenti. Braverman dovrebbe diventare ambasciatore israeliano nel Regno
Unito, ma le accuse rischiano di ritardare la nomina. Sia Braverman che
Netanyahu negano qualsiasi coinvolgimento negli scandali.

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10:56

Media: “Hacker violano il cellulare del braccio destro di Netanyahu”

Lo stesso gruppo di hacker iraniani che la scorsa settimana si è infiltrato nel telefono dell’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett afferma di essere riuscito a violare il telefono del capo dello staff di Benyamin Netanyahu, Tzachi Braverman. Lo scrive il Times of Israel.    Gli hacker di Handala affermano che pubblicheranno oggi nuove informazioni che collegano Braverman allo scandalo Qatargate. L’ufficio del primo ministro ha dichiarato però al Times of Israel che “non è stata riscontrata alcuna violazione. La questione è in fase di indagine”.    Due consiglieri di Netanyahu avrebbero lavorato per conto del Qatar per l’agenzia di pubbliche relazioni Perception, guidata da Yisrael Einhorn, ex responsabile della campagna elettorale di Netanyahu, mentre erano alle dipendenze del premier. Uno dei consiglieri, Eli Feldstein, ha affermato che Braverman era coinvolto in un presunto scandalo separato ma correlato, riguardante la fuga di informazioni riservate alla Bild, nell’ambito di un presunto piano per influenzare l’opinione pubblica e allentare la pressione su Gerusalemme affinché raggiungesse un accordo con Hamas.    Feldstein, che ha ammesso di aver fatto trapelare le informazioni, ha affermato che Braverman era venuto a conoscenza di un’indagine segreta delle Idf sulla fuga di notizie e lo aveva rassicurato che avrebbe potuto essere smentita, sebbene il capo di stato maggiore lo avesse anche minacciato se avesse fatto la spia agli inquirenti. Braverman dovrebbe diventare ambasciatore di Israele nel Regno Unito, ma le accuse rischiano di ritardare la nomina. Sia Braverman che Netanyahu negano qualsiasi coinvolgimento negli scandali.

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10:32

Fondi ad Hamas, Piantedosi: ‘Seguito il flusso delle donazioni’

“Sono stati seguiti i flussi di denaro, ed è stata una scelta pagante.  Il terrorismo si combatte anche così, togliendo risorse e capacità  operative. Ora si aprono nuovi scenari”. Lo ha detto il ministro  dell’Interno Matteo Piantedosi dopo l’operazione anti-Hamas che ha portato all’arresto, in tutta Italia, di nove persone accusate  di aver finanziato i terroristi con oltre 7 milioni di euro attraverso  tre associazioni di beneficenza. E se anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni plaude  al blitz, si accende invece lo scontro tra maggioranza e opposizione  sul ruolo di Mohammad Hannoun, leader dei Palestinesi in Italia. “La  Sinistra che lo difendeva ora che dice?”, incalzano dal centrodestra.  “Bene contrastare il terrorismo, ma non criminalizzare la piazza  pro-Pal”, replicano Pd, M5s e Avs. Israele esulta: “Passo importante nella lotta contro Hamas”.

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10:29

Somaliland: Taiwan plaude a riconoscimento Israele, cooperare

Taiwan ha celebrato oggi il riconoscimento
del Somaliland da parte di Israele come stato indipendente. Una decisione
che contrasta con la posizione maggioritaria di Europa, Stati Uniti,
Unione Africana e altri paesi, che hanno ribadito il loro sostegno alla
sovranita’ della Somalia. Taiwan, Israele e il Somaliland sono “partner
democratici con idee simili che condividono i valori della democrazia,
della liberta’ e dello stato di diritto”, ha affermato il ministero degli
Esteri dell’isola di Taiwan, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Cna,
esprimendo l’aspettativa che la decisione israeliana faciliti una piu’
stretta cooperazione trilaterale “su tutti i fronti” tra le tre parti. La
reazione di Taipei riflette il progressivo rafforzamento dei suoi legami
con il Somaliland, un territorio che funziona di fatto come stato
indipendente ma e’ considerato dalla Somalia parte del suo territorio
sovrano e privo di riconoscimento internazionale. Le relazioni tra Taiwan
e Somaliland hanno compiuto un significativo balzo in avanti nel 2020,
quando Taipei ha aperto un suo ufficio nella capitale del Somaliland,
Hargeisa, il 17 agosto dello stesso anno. Il Somaliland ha risposto
aprendo un ufficio simile a Taipei il 9 settembre dello stesso anno,
stabilendo un canale di comunicazione formale tra le due amministrazioni.
Dall’apertura di questi uffici reciproci, entrambe le parti hanno
costantemente approfondito le loro relazioni bilaterali, secondo il
ministero degli Esteri taiwanese. La cooperazione si e’ estesa a settori
quali medicina, istruzione, agricoltura, tecnologie dell’informazione e
della comunicazione, sicurezza e sviluppo delle risorse energetiche e
minerarie, riporta ancora Cna. Il rafforzamento dei legami tra Somaliland
e Taiwan e’ avvenuto in un contesto in cui Taipei ha visto diminuire il
suo gia’ limitato riconoscimento internazionale. In seguito alla rottura
delle relazioni con Honduras e Nauru (2024), Taiwan mantiene il sostegno
diplomatico di soli dodici stati, sette dei quali (Paraguay, Guatemala,
Belize, Haiti, Saint Vincent e Grenadine, Santa Lucia e Saint Kitts e
Nevis) si trovano nelle Americhe, in America Latina e nei Caraibi. Il
riconoscimento del Somaliland da parte di Israele, annunciato venerdi’, ha
provocato un’ampia condanna internazionale, soprattutto in Africa e nel
mondo arabo. Da parte sua, l’ambasciata cinese in Somalia ha sottolineato
la necessita’ di preservare l’unita’ e l’integrita’ territoriale del Paese
africano.

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10:26

Finanziamenti ad Hamas, spunta il nome dell’imam di Torino

Spunta anche il nome di Mohamed Shahin, l’imam di Torino destinato all’espulsione e poi ‘liberato’ dalla Corte d’appello, negli atti dell’inchiesta che ha portato a nove misure cautelari per sette milioni di euro di finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni. In base all’ordinanza Shahin, che non risulta indagato in questa inchiesta, parla con gli arrestati, viene chiamato in causa e sposta denaro con l’uomo accusato di raccogliere fondi a Torino per farli arrivare a Gaza. Lo riporta l’edizione locale de La Repubblica.    Negli atti non emergono contatti tra Shahin e il principale accusato, Mohammed Hannoun, presidente dell’associazione Palestinesi in Italia. Tra gli indagati, non arrestati, a Torino – riporta La Repubblica – c’è Mahmoud El Shobky, di 56 anni, secondo gli inquirenti referente dell’associazione per la raccolta del denaro in Piemonte, nell’area della costa adriatica, in Sicilia e in Sardegna. In una telefonata del 26 luglio 2025 Yaser Elasaly, uno degli arrestati, dice al telefono a Shahin: “Tanto El Shobky non sa niente, sa che prendiamo la ‘amana’ (cioè i soldi) e la consegniamo agli sfollati e ai bisognosi”.    In una conversazione del 6 febbraio 2024, Dawoud Ra’Ed Hussny, noto come Abu Falastine, anche lui arrestato, racconta a Sahin de “La cupola d’oro” e parla dell’appuntamento per aprire un conto corrente dedicato alla nuova associazione, ritenuta il tramite per raccogliere i fondi da destinare ad Hamas (insieme all’Associazione benefica di solidarietà con il Popolo palestinese). Negli atti – riporta ancora La Repubblica – si legge anche il 14 ottobre 2024 Shahin ed El Shobky dovranno viaggiare e, passando da Milano al consolato, andranno da Yaser Elasaly per ritirare una somma in contanti.    In altre due conversazioni del 21 e 29 ottobre, si parla dell’invio di denaro attraverso le moglie di due connazionali dell’egiziano Elasaly. Che, riferendosi alla stessa operazione in una telefonata con Abu Falastine, nomina di nuovo Shahin: i due parlano di quanto denaro sia stato trasferito effettivamente a Gaza.

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10:18

Netanyahu in volo verso Florida, arrivo previsto alle 14

Il volo con a bordo il primo ministro israeliano
Benjamin Netanyahu e’ decollato dal piovoso aeroporto Ben Gurion, diretto
verso la soleggiata Florida, dove incontrera’ domani il presidente Usa
Donald Trump. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel, citando il
comunicato dell’ufficio del premier. L’atterraggio in Florida e’ previsto
per le 14 ora locale. La visita, che si terra’ nella tenuta di Trump a
Mar-a-Lago, a Palm Beach, dovrebbe concentrarsi sul futuro della Striscia
di Gaza e sulle continue minacce di Hezbollah e dell’Iran. I dati del
tracker di volo mostrano che l’aereo di Netanyahu, soprannominato Wing of
Zion, si trova a circa 34mila piedi sopra il Mediterraneo. Secondo
Flightradar24, circa mille persone stanno seguendo il volo, rendendolo il
viaggio piu’ seguito del sito web. Il premier israeliano non viaggia con
giornalisti e non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica prima di
salire a bordo dell’aereo. Il viaggio di Netanyahu dovrebbe durare fino a
giovedi’, anche se il suo programma e’ piuttosto scarno. Trump, che oggi
incontrera’ il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dovrebbe trascorrere
gran parte della settimana sul campo da golf, secondo l’Associated Press.

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10:04

Netanyahu è partito da aeroporto Ben Gurion diretto in Florida

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è partito  dall’aeroporto Ben Gurion diretto in Florida, dove domani incontrerà il  presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nella sua residenza di  Mar-a-Lago a Palm Beach. La visita, che durerà fino a giovedì, sarà  incentrata sul futuro della Striscia di Gaza e sulle minacce  rappresentate da Hezbollah e Iran. Netanyahu, come riporta il Times of  Israel, vola senza giornalisti al seguito e non ha rilasciato  dichiarazioni prima della partenza. L’atterraggio a Palm Beach è  previsto alle 20 ora italiana.

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09:46

Scotto: “Bene l’inchiesta ma sulla Flotilla non ci sono ombre”

“Approfittare di una vicenda così seria e grave per criminalizzare le  opposizioni, insieme a milioni di italiani che si sono mobilitati contro  il genocidio e per far arrivare aiuti a Gaza, è un’operazione  vergognosa”. Lo afferma, in un’intervista a La Repubblica, Arturo  Scotto, parlamentare del Pd. “Voglio essere chiaro – aggiunge -: chi ha  utilizzato enti di beneficenza per finanziare direttamente o  indirettamente Hamas, che è responsabile del progrom del 7 ottobre,  tradisce la solidarietà verso il popolo palestinese e non è il  benvenuto”. Scotto rigetta le ricostruzioni secondo cui avrebbe  partecipato as iniziative di Hannoun. “È una bugia – prosegue  l’esponente dem -, io non ho partecipato a nessuna iniziativa di  Hannoun. Nel 2017, da capogruppo di Sel alla Camera, fui invitato a un  suo meeting a Milano, ma declinai. Avevo saputo che, sebbene ci fossero  illustri personalità come il primo ministro del Marocco, non era  prevista la presenza dell’Olp, la principale organizzazione palestinese.  E non mi sembrò opportuno andare”. Dicono anche che Hannoun da anni  foraggia la Flotilla, “una finta missione umanitaria”. “La destra non sa  di cosa parla – afferma ancora Scotto -, ha sempre guardato con  diffidenza allo straordinario movimento di donne, uomini e soprattutto  ragazzi che hanno impugnato la bandiera della legalità internazionale a  difesa di Gaza. Questi ragazzi hanno dimostrato che c’è ancora qualcuno  capace di non girarsi dall’altra parte dinanzi a 70mila morti, come  hanno fatto i governi europei, Italia inclusa”. Per rispondere a coloro  che commentano l’inchiesta di Genova, Scotto, in un’intervista a La  Stampa afferma: “Montano una polemica senza fondamento per nascondere le  loro promesse elettorali tradite da questa legge di bilancio. Ma da  loro non accettiamo lezioni, noi abbiamo sempre condannato Hamas, in  tutte le risoluzioni parlamentari e nelle dichiarazioni pubbliche”.

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09:40

Fassina: “Ho ricevuto Hannoun alla Camera. Un colloquio solo politico”

“Sì, l’ho ricevuto alla Camera due tre volte perché era il presidente dell’Associazione dei palestinesi in Italia come ho incontrato rappresentanti di altre associazioni palestinesi”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Stefano Fassina, parlamentare di Patria e Costituzione, confermando di aver incontrato in passato Mohammad Hannoun. Fassina afferma di essere rimasto colpito dalla notizia dell’arresto. “Anche se nel 2023 erano già uscite delle notizie e nel 2024 il Dipartimento di Stato Usa ha inserito Hannoun nella lista delle personalità alle quali venivano bloccati i conti. Erano già emerse notizie su di lui che mi colpirono anche allora”, aggiunge.
    “Negli incontri che abbiamo avuto – prosegue – noi affrontavamo il tema politico del riconoscimento dello Stato palestinese nella logica di due popoli due Stati, non abbiamo mai affrontato questioni che riguardassero finanziamenti. Mai un riferimento ad Hamas o ad altre tematiche che non riguardassero il nodo politico del riconoscimento dello Stato palestinese”.
    Le accuse ai movimenti pro Pal di farsi manovrare da Hamas. per Fassina sono “squallide strumentalizzazioni. Voler associare le manifestazioni che ci sono state, così ampie, così diffuse, con le attività di un gruppo di persone che poi verranno sottoposte al giudizio della magistratura lo trovo strumentale. Ho letto anche dichiarazioni di consiglieri regionali liguri della Lega che addirittura tentano di mettere in mezzo la sindaca di Genova Silvia Salis”.

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09:07

Wafa: “Cerca di andare al lavoro ma cade dal Muro, muore palestinese”

Un lavoratore palestinese di 58 anni è morto dopo essere caduto dal muro di segregazione israeliano nella città di al-Ram, a nord di Gerusalemme. E’ quanto scrive l’agenzia palestinese Wafa. Fonti familiari hanno riferito che la vittima, Jihad Omar Hassan Qazmar, del villaggio di Izbat Salman a sud di Qalqilya, è rimasta ferita mentre cercava di raggiungere il suo posto di lavoro all’interno del territorio del 1948. È stato trasferito in ospedale durante la notte, dove è poi deceduto a causa delle ferite riportate. Le autorità israeliane stanno ancora trattenendo il suo corpo, secondo la famiglia.    Secondo l’Unione Generale dei Lavoratori Palestinesi, oltre 500 mila lavoratori palestinesi hanno perso le loro fonti di reddito dall’ottobre 2023. I tassi di disoccupazione hanno superato il 50% in Cisgiordania e hanno raggiunto circa il 44% nelle aree assediate, in particolare quelle più colpite dai posti di blocco militari e dalle zone chiuse.    Il sindacato ha inoltre riferito che 44 lavoratori sono stati uccisi e centinaia sono rimasti feriti dopo essere stati presi di mira dalle forze israeliane nei loro luoghi di lavoro, mentre si recavano al lavoro o vicino al muro. Oltre 34 mila lavoratori sono stati arrestati negli ultimi 26 mesi.

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09:06

Somaliland: riunione Lega Araba su riconoscimento Israele

La Lega Araba ha convocato per oggi una
riunione di emergenza dei suoi 22 paesi membri per stabilire la propria
risposta al riconoscimento da parte di Israele del Somaliland come stato
indipendente. Al momento la decisione israeliana e’ stata definita da una
ventina di paesi arabi e islamici come “un precedente pericoloso” e una
“minaccia alla pace”. Si prevede che la riunione, che si terra’ a livello
di rappresentanti permanenti dei membri dell’organizzazione panaraba,
respinga anche il riconoscimento israeliano, che, secondo politici e
commentatori arabi, rientra nei tentativi di Israele di trovare territori
per sfollare i palestinesi dalla Striscia di Gaza. L’annuncio della
riunione e’ arrivato dopo che i ministri degli Esteri di circa 20 paesi
arabi e islamici hanno “categoricamente” respinto il riconoscimento
israeliano del Somaliland in una dichiarazione congiunta, ribadendo che si
tratta di “una regione, situata all’interno della Repubblica Federale di
Somalia”, e non di uno stato indipendente. Una dichiarazione, rilasciata nelle ultime
ore dal ministero degli Esteri egiziano, mette in guardia contro “le gravi
ripercussioni di questa azione senza precedenti per la pace e la sicurezza
nel Corno d’Africa e nella regione del Mar Rosso, e i suoi gravi effetti
sulla pace e la sicurezza internazionale, che riflettono anche il chiaro e
totale disprezzo di Israele per il diritto internazionale”. “Respingiamo
categoricamente qualsiasi tentativo di collegare questa misura a qualsiasi
piano di sfollamento del popolo palestinese dalla sua terra, che viene
respinto nella forma, nella sostanza e categoricamente”, ha sottolineato.
La dichiarazione e’ firmata dai ministri degli Esteri di Egitto, Arabia
Saudita, Turchia, Algeria, Iran, Pakistan, Iraq, Qatar, Giordania, Kuwait,
Libia, Oman, Comore, Gibuti, Gambia, Palestina, Nigeria, Somalia, Sudan,
Yemen, nonche’ dall’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (Oci),
composta da 57 Stati membri. La dichiarazione e’ stata rilasciata dopo che
Israele ha ufficialmente riconosciuto il Somaliland venerdi’ come “stato
indipendente e sovrano”. Per il primo ministro israeliano Benjamin
Netanyahu, “questa dichiarazione e’ nello spirito degli Accordi di Abramo
firmati su iniziativa del presidente Donald Trump”, ha spiegato il suo
ufficio in una nota. Questi accordi sono accordi di normalizzazione
firmati a partire dal 2020 tra Israele ed Emirati Arabi Uniti (Eau),
Bahrein, Sudan e Marocco, con la mediazione degli Stati Uniti, durante la
prima presidenza di Trump. Il Somaliland, protettorato britannico fino al
1960, non e’ riconosciuto a livello internazionale, sebbene abbia una
propria costituzione, una propria valuta e un proprio governo, e abbia
persino raggiunto un migliore sviluppo economico e una maggiore stabilita’
politica rispetto alla Somalia. La regione ha dichiarato la propria
separazione dalla Somalia, ex colonia italiana, nel 1991, quando il
dittatore Mohamed Siad Barre fu rovesciato. Negli ultimi decenni, Somalia
e Somaliland hanno perseguito senza successo diversi tentativi di dialogo
sull’indipendenza della regione. La Somalia e’ in uno stato di conflitto e
caos sin dal rovesciamento di Barre nel 1991, che ha lasciato il Paese
senza un governo efficace e nelle mani di milizie islamiste, come Al
Shabaab, e signori della guerra.

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09:05

Piantedosi: “Siamo in allerta costante, un’area grigia fra i pro-Pal”

“L’operazione è indiscutibilmente un grande risultato investigativo ed è la conferma concreta dell’impegno che il nostro apparato di sicurezza sta profondendo nel fronteggiare ogni possibile rischio terroristico. Proprio per questo, si può dire che siamo in allerta costante ma senza per questo dover cedere all’allarmismo”. Lo afferma, in un’intervista a QN, Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno.    L’indagine, seguendo l’insegnamento del giudice Falcone, si è concentrata sui finanziamenti ad Hamas: “Oggi più che mai – prosegue Piantedosi – è un caposaldo delle strategie investigative per fronteggiare e sconfiggere le attività di organizzazioni criminali e terroristiche. Nel caso, pur con la doverosa presunzione di innocenza, è stato squarciato il velo su comportamenti e attività che, dietro il paravento di iniziative a favore delle popolazioni palestinesi, celavano il sostegno finanziario e la partecipazione a organizzazioni con vere e proprie finalità terroristiche di matrice islamista”.    Esiste un rischio concreto di infiltrazioni terroristiche nelle manifestazioni pro Palestina? “Questo rischio c’è – afferma ancora il ministro dell’Interno -, è sondato dagli investigatori e bisogna stare molto attenti. Gli arrestati sono personaggi che vanno a costituire quell’area grigia tra quelle che sono iniziative di sostegno alla causa palestinese ma che in realtà qualche volta mascherano attività di vero e proprio sostegno alle azioni terroristiche. Gli arrestati erano persone molto attive nell’ambito delle manifestazioni che ci hanno impegnato nei mesi trascorsi”.

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08:34

Wafa, “a Ramallah i coloni rubano i portoni delle case palestinesi”

Questa mattina coloni israeliani hanno fatto irruzione nella città di Turmus Ayya, a nord di Ramallah, rubando i portoni di diverse case palestinesi in costruzione, secondo fonti locali. A riportarlo è l’agenzia palestinese Wafa. Sempre nella stessa zona della Cisgiordania le forze israeliane hanno sigillato il cancello di ferro all’ingresso principale del villaggio di Atara, limitando ulteriormente gli spostamenti dei palestinesi da e per la città di Ramallah. La chiusura ha costretto residenti e pendolari a lunghe deviazioni per raggiungere le loro destinazioni. Il cancello rappresenta una via di comunicazione vitale per diversi villaggi a ovest di Ramallah ed è utilizzato anche dalle persone provenienti dalle province settentrionali della Cisgiordania che viaggiano da e per Ramallah. Secondo fonti palestinesi dall’ottobre 2023 le forze israeliane hanno installato un totale di 910 posti di blocco militari e cancelli di ferro in tutta la Cisgiordania. Sempre stamattina presto, secondo fonti locali, le forze israeliane hanno rotto i finestrini di diversi veicoli palestinesi nella città di Deir Dibwan, a est di Ramallah. Infine, riporta ancora la Wafa, coloni israeliani hanno incendiato un veicolo e scritto slogan razzisti nel distretto di Betlemme nel villaggio di al-Jaba’a.

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06:1628 dic

Somalia, Hamas: “Totale rifiuto a Somaliland come destinazione per popolo Gaza”

Hamas ha avvertito che non tollererà alcuno spostamento forzato dei palestinesi verso il Somaliland, in seguito al riconoscimento da parte di Israele dell’indipendenza del territorio separatista somalo. In un comunicato pubblicato sul proprio sito, il movimento palestinese ha dichiarato: “Ribadiamo il nostro totale rifiuto dei piani dell’occupazione di trasferire con la forza il nostro popolo, incluso l’uso del Somaliland come destinazione per il popolo di Gaza”. Il movimento ha definito il riconoscimento israeliano come “un precedente pericoloso e un tentativo inaccettabile di ottenere una falsa legittimità da parte di un’entità fascista che occupa la terra di Palestina”.

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06:1628 dic

Associazione Hannoun, “anche con conti chiusi non smetteremo di fare del bene”

– “Anche se i nostri conti restano chiusi, non smetteremo di fare del bene” si legge nell’ultimo comunicato diffuso il giorno di Natale dall’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese in Italia (ABSPP ODV), fondata dal presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia Mohammad Hannoun, arrestato oggi con l’accusa di finanziare Hamas. Sul sito dell’associazione, ci sono numerosi video e comunicati sul lavoro dell’associazione, gli stessi che Hannoun mandava anche via whatsapp alla stampa, insieme ai comunicati dell’Api. Nei video e nelle foto si vedono bancali di cibo da distribuire ai gazawi, mentre nel sito vengono illustrati varie iniziative dell’associazione, che sostiene di avere portato avanti oltre 450 progetti benefici a sostegno della popolazione palestinese, tra cui la distribuzione di migliaia di pacchi alimentari e di tende agli sfollati. 

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06:1528 dic

Lavrov: “Soluzione giusta per Gaza creando uno Stato palestinese”

La Russia continua a sostenere una soluzione giusta del conflitto tra Palestina e Israele, con la creazione di uno Stato palestinese sostenibile. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov in un’intervista alla Tass. “Ribadiamo il nostro impegno a favore di una soluzione giusta del conflitto israelo-palestinese sulla base del quadro giuridico universalmente riconosciuto”, ha dichiarato Lavrov. “L’obiettivo principale è porre rimedio a un’ingiustizia storica e provvedere alla creazione di uno Stato palestinese sostenibile, che possa coesistere con Israele”, ha sottolineato il ministro. 

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