IN CIMA AL MONDO
Nell’aprile del 2010, l’attuale ceo Lei Jun fondò con altri sette soci la Xiaomi, lanciando il sistema operativo MIUI basato su Android. Il primo smartphone, il Mi 1, venne lanciato a settembre dell’anno successivo: grazie a specifiche elevate e a un prezzo decisamente inferiore a quello di Apple e Samsung riuscì a porre le basi del successo nel mondo della telefonia, diventando un vero gigante dell’elettronica di consumo e permettendo all’azienda cinese di entrare nel mondo dei dispositivi connessi e della domotica.
A poco più di 10 anni dalla fondazione, nel marzo del 2021, la Xiaomi annunciò di volere entrare nell’industria automobilistica. Il primo settembre dello stesso anno venne fondata a Pechino la divisione Xiaomi Automobile: la strada per diventare una casa costruttrice di automobili era ormai avviata.
L’azienda ha iniziato da subito a reclutare diverse persone, da progettisti a ingegneri automobilistici, arrivando a oltre 1.000 dipendenti nel solo reparto ricerca e sviluppo alla fine del 2023. Parallelamente, è stato realizzato uno stabilimento di produzione, capace di far uscire dalle proprie linee più di 300.000 veicoli all’anno.
GIÀ DUE MODELLI
Il 28 dicembre del 2023, a meno di tre anni dall’istituzione della sua divisione automobilistica, la Xiaomi ha presentato al mondo la sua prima vettura elettrica, la berlina SU7: tre mesi dopo i clienti potevano già ordinare la vettura, le cui prime unità sono state consegnate nel giro di pochi giorni.
Nei primi 12 mesi di produzione, la berlina elettrica ha superato le 155.000 vendite in Cina. Il successo non ha portato l’azienda a sedersi sugli allori, ma al contrario ha raddoppiato l’offerta con la YU7, suv elettrica con uno stile che ricorda per certi versi la Ferrari Purosangue e che utilizza la stessa tecnologia della berlina.
Con le automobili, la Xiaomi ha utilizzato la stessa strategia che in passato le ha permesso di conquistare il mercato degli smartphone: tecnologia di ultimissima generazione combinata con design accattivante a prezzi significativamente inferiori a quelli dei concorrenti. In questo modo, entrambi i modelli hanno ottenuto risultati di vendite superiori sia alle aspettative che alla capacità produttiva.
SUPERARE I MIGLIORI
Nonostante i numeri impressionanti in Cina, la Xiaomi non si vuole fermare al mercato interno e sono già noti i piani per espandere l’attività a livello internazionale. Un primo segnale, in questo senso, è l’apertura di un centro di ricerca e sviluppo per veicoli elettrici a Monaco di Baviera, con l’obiettivo di entrare nel mercato tedesco nel 2027.
Per farlo, il colosso cinese vuole imparare dai produttori di maggior successo in questo campo: non è un caso che lo stesso Lei Jun abbia confessato di aver fatto smontare completamente una Tesla Model Y per analizzare ogni singolo componente dell’auto: “Vogliamo dimostrare di poter competere e, in alcuni ambiti, forse persino di superarli”, ha detto il numero uno della Xiaomi.