Il picco di contagi da influenza, previsto per le giornate subito seguenti le tavolate e i cenoni di vigilia e Natale, sta mettendo a dura prova il Pronto Soccorso dell’ospedale di Asti.

Si sono registrati numerosi accessi nelle ultime 24 ore, soprattutto nella notte scorsa, con una forte pressione anche sul Pronto Soccorso pediatrico. Sono stati 25 gli arrivi in ambulanza per sintomi da influenza e il Pronto Soccorso di Asti ne ha trattati circa metà, gli altri sono stati dirottati verso gli ospedali  di Alessandria e Chieri, quelli territorialmente più vicini al nosocomio astigiano.

Per rendere l’idea dell’emergenza influenza, da stamattina sono stati in tutto 225 i casi trattati ad Asti, la maggior parte dei quali “chiusi” e una sesssantina ancora “aperti”.

60 persone in attesa 

E anche questi vanno in tilt, come riferito da Il Piccolo di Alessandria, dove sono arrivate in poche ore oltre 60 persone ora in attesa per essere valutate dai tre medici di turno.

Con un po’ di anticipo rispetto al previsto, è dunque arrivato il primo picco di una stagione influenza che gli esperti hanno preannunciato intensa con un probabile aumento dei casi rispetto agli scorsi anni. In crisi non solo il Pronto Soccorso di Asti, ma quelli di tutto il Piemonte.

I due ceppi in circolazione e come riconoscerla

In circolazione ci sono i due ceppi già isolati e studiati: l’A/H3N2 e il B/Victoria e i sintomi per riconoscerli sono quelli tradizionali: febbre improvvisa e alta sopra i 38 grai, almeno un sintomo fra naso chiuso o che cola, gola infiammata, occhi arrossati accompagnati da dolori muscolari, articolari, spossatezza.

Ha un’incubazione i 2-3 giorni dal contagio all’insorgenza dei sintomi (di qui questo momento post Natale) e dura al massimo 5 giorni.

Ma non c’è solo l’influenza a far paura e far preoccupare. Sono attesi altri virus come quello respiratorio sinciziale che colpisce soprattutto i bambini anche se può attaccare anche gli adulti e i virus parainfluenzali che causano forme più lievi come raffreddore o leggera febbre.

Attenzione al ritorno del Covid

E torna anche il Covid 19, che quest’anno è legato alla variante Stratus della famiglia Omicron.

«Siamo in una fase di onde – spiega il virologo Fabrizio Pregliasco  – come quando si getta un sasso in uno stagno: le prime onde sono state le più forti, ora abbiamo onde più leggere, ma continue.

Anche se i sintomi sono oggi in molti casi più lievi (come mal di gola, raffreddore, a volte febbre), il Covid può ancora causare complicanze, soprattutto nei soggetti più fragili».