I numeri ufficiali confermano
ciò che era evidente già dai primi riscontri: i call center che fingevano di
telefonare dall’Italia (pur avendo sede all’estero) ora continuano a chiamare;
ma il numero è quello estero.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM)
ha diffuso i dati relativi al funzionamento del filtro anti-spoofing – per
contrastare il “mascheramento” del vero numero di telefono – che è
stato esteso ai numeri mobili dallo scorso 19 novembre. Fino al 18 novembre, i call center esteri potevano usare un numero mobile italiano.


Se si guarda lo
scenario italiano, i primi dati confermano l’impatto della misura. Tra il 19 e
il 30 novembre sono state bloccate circa 49,3 milioni di chiamate illecite con
numerazioni mobili italiane falsificate, pari a oltre 4 milioni al giorno. Si tratta di circa il 56% del totale delle chiamate da
rete mobile con numero italiano instradate nello stesso periodo. Il traffico di
questo tipo è crollato
: la media giornaliera è passata da circa 26,8 milioni di
chiamate, registrate tra il 1° e il 18 novembre, a 7,4 milioni dopo
l’attivazione del filtro.


Parallelamente, si è
osservato un forte aumento delle chiamate con numerazione estera
: da una media
di 6,6 milioni al giorno prima del 19 novembre (19% del totale) si è
saliti a 23,8 milioni al giorno (il 74% del traffico). Un segnale chiaro
di come le attività illecite, impossibilitate a utilizzare numeri italiani
falsi, stiano ripiegando su prefissi esteri.

Si potrebbe dire che, guardando lo spostamento, in realtà non
è cambiato nulla; ma la verità è che è diventato più facile riconoscere
i call center
, visto che una chiamata in ingresso con il prefisso inglese o
tedesco o danese salta subito all’occhio. Laddove prima, nel dubbio, tanti rispondevano perché dietro a un numero di cellulare italiano poteva celarsi un tecnico chiamato per un intervento domestico oppure un conoscente che aveva cambiato numero; insomma, una chiamata non commerciale. Oggi la situazione è più netta.


Restano efficaci anche
le misure sui numeri fissi. Le chiamate internazionali con numerazioni italiane
di rete fissa bloccate sono state circa 10 milioni e la percentuale di traffico
intercettato si è stabilizzata intorno al 2% del totale, in netto calo rispetto
alla fase iniziale di agosto, quando si erano registrati picchi prossimi al 9%.