PADOVA – Padova ritrova i grandi capolavori tra metà Ottocento e inizi Novecento. Sarà un viaggio tra i grandi nomi della pittura: Modigliani, Picasso, Lèger, Mirò, Alexander Calder e tanti altri. La Fondazione Bano di Padova ha deciso di giocare l’asso. E lo farà con una nuova esposizione nella tradizionale sede di Palazzo Zabarella nella città del Santo con una nuova mostra di 65 opere provenienti dal Lam, il Museo metropolitano di arte moderna, contemporanea e “art brut” (grezza e/o spontanea, termine inventato nel Dopoguerra dall’artista Jean Dubuffet) della città francese di Lilla che avrà il titolo “Modigliani Picasso e le Voci della modernità del Museo Lam” a cura della Fondazione Bano e la collaborazione di Fernando Mazzocca e il Comune di Padova.

L’esposizione aprirà il 16 ottobre e si concluderà il 25 gennaio dell’anno prossimo.

APPROFONDIMENTI













L’esposizione

«Continuiamo il nostro percorso di collaborazione con grandi musei – ha detto nell’introduzione il presidente della Fondazione patavina, Federico Bano – dopo il Brooklyn Museum e quello di Grenoble proseguiamo nel nostro percorso di valorizzazione di collezioni poco conosciute dal grande pubblico. L’attività svolta con il Lam, attualmente chiuso per restauri, rientra in questa filosofia». Il Lam è uno dei più grandi musei di Francia. Nato per volontà di nucleo familiare di mecenati e collezionisti, solo nel 1983 a seguito di un preziosissimo lascito da parte di Genevieve (1922-2003) e Jean Masurel (1908-1991), membri di una facoltosa famiglia di imprenditori tessili del nord della Francia che, oltre ad ampliare la loro pinacoteca, ereditarono quella dello zio Roger Dutilleul (1872-1956). Ai doni della famiglia Masurel, nel 1999 il Lam ha ricevuto anche la donazione di ben 3500 opere da parte di una società filantropica francese. Ora il patrimonio del Lam si aggira attorno agli 8.500 quadri.

I criteri

«L’esposizione – ha raccontato il curatore Fernando Mazzocca – si offre al pubblico in sei sezioni secondo le varie correnti artistiche del tempo: si va dal Cubismo di Picasso al Tubismo di Lèger; ai ritratti simbolici e reali fatti da Modigliani fino al Surrealismo e all’Astrattismo. Sarà un vero percorso, che oltre ad accomunare i protagonisti del titolo, servirà per una nuova riflessione su questo periodo della storia dell’arte». Oltre ai grandi nomi e ai movimenti artistici più conosciuti ci sarà anche l’occasione per ammirare più da vicino autori che appartengono alle aree di avanguardia del secondo Dopoguerra, come Andrè Lanskoy, Youla Chapovalm Joaquin Torres Garcia, Lesage, Dubuffet e alcune donne protagoniste del periodo come Seraphine de Senlis e Gertrude O’Brady. Biglietti e informazioni sul sito.