La lotta salvezza, come ogni anno, infiamma la Serie A, e anche quest’anno non è da meno, con un equilibrio incredibile. Treviso e Sassari, domenica, si sono giocati un importante scontro salvezza, deciso negli ultimi 90 secondi da una sequenza incredibile di canestri.

Manca 1:45 alla fine della partita, Treviso è avanti 80-77, Sassari si trova palla in mano, in particolare con Buie, che porta avanti l’azione gestendo la sfera a spicchi.

A 11 secondi dalla fine del cronometro tenta l’attacco su Radosevic, palleggio sotto le gambe per far finta di andare a sinistra, poi velocissimo a destra. Il giocatore di Treviso va in confusione e cerca di rimettersi in posizione per difendere il più veloce possibile, ma ormai ha lasciato l’attimo che serviva a Buie. Il numero 4 di Sassari fa un arresto e tira da tre, trovando il pareggio sull’80-80.

Treviso va subito dall’altro lato, passano circa 10 secondi e Weber, sfruttando uno scambio in difesa di Sassari, attacca il lato sinistro del campo come un razzo, poi si ferma e con un palleggio sposta la palla a destra, con il difensore che ormai scivola e perde completamente la marcatura. Intanto, però, McGlynn si è staccato dal proprio attaccante per cercare di recuperare il pallone, che Weber rischiava di perdere.

Il numero 2 di Treviso vede il compagno libero, e la palla arriva così a Radosevic che, senza pensarci, prende e tira. La parabola è perfetta: tripla dell’83-80, a 1:09 dalla fine.

Ma non c’è un attimo di pausa.

Sassari va subito in attacco, Buie attacca sul lato sinistro la difesa di Sassari, supera proprio Radosevic ma l’aiuto di Pinkins non gli permette di chiudere il suo layup al tabellone. Dopo aver appoggiato il secondo piede a terra, cerca disperatamente qualcuno a cui dare la palla mentre sta in aria.

C’è Pullen, quasi a centrocampo. Il numero 0 si avvicina per ricevere, ha un pò di spazio, Weber è distante. Non c’è nemmeno il tempo di respirare, che Pullen già sta saltando e ha tirato la palla verso il canestro.

Il salto del corpo è quasi all’indietro…eppure la parabola è perfetta, entra nel canestro dopo aver toccato il secondo ferro, 83-83 a 56 secondi dal termine. Tre triple segnate in 33 secondi!

Ma non è finita, perchè intanto passano altri 30 secondi, il punteggio non cambia, è perfetta parità.

24 secondi sul cronometro, 8 di azione per Sassari, Pullen palla in mano. Dietro la difesa di Treviso taglia un giocatore in maglia blu, Pinkins lo indica con la mano, suggerendo a Abdur-Rahkman di marcare lui in uscita, lasciando il suo difensore proprio a Pinkins.

Il numero 5 di Treviso però si accorge tardi del suggerimento del compagno, perchè intanto, il giocatore di Sassari è già arrivato nell’angolo. Purtroppo per Treviso, però, non è un giocatore normale, perchè su quell’angolo c’è proprio Desure Buie.

Pullen con un passaggio a una mano dà la palla a Buie. Il numero 4 di Sassari non ci pensa un attimo, dà uno sguardo al canestro e poi tira. Atterra con un piede e l’altro no, come in una sorta di danza, con lo sguardo fisso al canestro, in attesa dell’arrivo del pallone.

La parabola è perfetta, la sfera a spicchi entra dentro il canestro, è la tripla dell’83-86!

E’ il canestro che decide la gara, e consegna una vittoria fondamentale a Sassari, la numero 5, e una sconfitta dolorosissima a Treviso, l’undicesima in stagione.

L’ha decisa uno dei giocatori migliori di Sassari, Desure Buie, uno che, però, contro Treviso, fino a 90 secondi dalla fine, stava giocando una delle peggiori partite della stagione. Fino a quel momento, infatti, aveva segnato solo 4 punti, tirando 1/10 dal campo.

Ha chiuso con 10 punti, tirando 3/12 dal campo, con 2/8 da tre.
Le uniche DUE triple segnate della partita sono state quelle finali, quelle che hanno deciso la partita, oltre all’assist perfetto per l’altra tripla di Pullen.

9 punti firmati da Desure Buie, perchè, come spesso diciamo in questa rubrica, i campioni si distinguono dai giocatori perchè fanno la differenza nei momenti più difficili e complicati, anche quando è una serata no.

E contro Treviso, Buie ha deciso di fare la differenza.

Foto di Ciamillo Castoria