di
Marco Sabella
Il peso del listino milanese in rapporto al Pil è salito al 42% dal 38% dello scorso anno. Fincantieri il titolo migliore con un rialzo del 141%
Dopo un balzo delle quotazioni del 31,5% da inizio anno e una chiusura in bellezza (+1,14%) nel corso dell’ultima seduta del 2025, la Borsa italiana archivia uno degli anni migliori della sua storia con un boom delle quotazioni che non ha precedenti dal 2000, ben 25 anni fa. L’exploit è memorabile perché l’indice principale, il Ftse Mib, passa dai circa 34 mila punti del 2024 — quando il listino milanese aveva registrato una non disprezzabile performance del 12,6% — ai quasi 45 mila punti attuali. Numeri che tradotti in grandezze macroeconomiche, secondo le elaborazioni di fine anno di Borsa Italiana, implicano che la capitalizzazione complessiva di Piazza Affari al 29 dicembre scorso ha raggiunto i 1.042 miliardi di euro, un valore pari al 47,2% del Pil. Si consideri che Wall Street vale il 45% del Pil statunitense. Anche sotto questo profilo la crescita è impressionante tanto più che nel già ottimo 2024 il listino milanese a fine anno valeva in aggregato 811 miliardi, una capitalizzazione all’epoca pari al 38% del Pil.
I campioni del listino
A spingere le quotazioni verso l’alto è stato soprattutto il settore bancario. Due tra i titoli di maggior peso, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno realizzato una performance del 53,3% e dell’84,1% rispettivamente. Tuttavia i 5 campioni di Piazza Affari sono stati Fincantieri (+141%), Tim (+108,4%), Popolare di Sondrio (+104,5%), Iveco (+101%) e Leonardo (+89,6%).
Matricole e Opa
Occorre osservare che dal punto di vista del numero delle società quotate le cose non sono andate altrettanto bene. Perché se è vero che nel 2025 si sono registrate 21 nuove ammissioni su Euronext Growth Milan, il segmento delle piccole ad alta crescita, in corso d’anno 29 aziende hanno abbandonato il listino (anche se nel 2026 nomi di peso come Edison e Nextchem dovrebbero tornare). Dal mercato principale sono uscite ben 11 società il che porta il numero delle quotate a 411 titoli. Nel dettaglio: 199 società vengono scambiate su Euronext Milan, e 212 su Euronext Growth Milan. Grazie alle nuove matricole, peraltro, la raccolta è stata di circa 124 milioni di euro. In aggiunta alle nuove ammissioni ci sono poi state 13 operazioni di aumento di capitale in opzione, per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi di euro. Nel 2025, infine, le Opa hanno raggiunto il numero totale di 23, per un controvalore di circa 2,2 miliardi di euro.
Investitori internazionali
Ma il dato qualitativo forse più importante è che quest’anno la Borsa italiana è entrata nel mirino degli investitori internazionali e non soltanto dei risparmiatori domestici. Questa evoluzione è segnalata, tra l’altro, dall’aumento degli scambi, che hanno raggiunto una media giornaliera di 3,5 miliardi di euro, in aumento del 31,1% rispetto al 2024, con una media di 370mila contratti giornalieri (+22,8%) Si tratta della media quotidiana di controvalore più elevata dalla crisi finanziaria del 2007-2008. E l’azione più scambiata è stata Unicredit, banca con un azionariato globale, con oltre 5 milioni di contratti per un totale di oltre 91 miliardi di euro.
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1 gennaio 2026
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